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165 post in un anno e ora 1 mese di ferie

16 giugno 2010 at 21:43

1 anno di Gabblog: buon compleanno!

1 anno di Gabblog: buon compleanno!


1 anno di Gabblog

Il 16 Giugno 2009 scrivevo il mio primo post riguardo la velocità delle automobili. È passato 1 anno ed è tempo di fare un piccolo bilancio personale. Scrivere un blog che tratta vari argomenti è piuttosto difficile. Questa scelta non mi permette certo di fidelizzare gli utenti. Ma le soddisfazioni ottenute, seppure piccole, hanno sicuramente ripagato le mie fatiche e il mio piacere di scrivere. In questo anno di post ho imparato tanto. Ho anche studiato tanto per potere scrivere sempre meglio.

Dopo 12 mesi di post e 165 articoli (questo è il 166°) ho assolutamente bisogno di prendermi una pausa. Ultimamente sono aumentati gli impegni e ritagliarmi lo spazio per scrivere diventa sempre più difficile. Probabilmente nei prossimi mesi dovrò diminuire anche il numero di post pubblicati settimanalmente. Non diminuiranno però l’interesse e la passione. Nel mese di vacanzina che ho deciso di prendere (eh si, un mese ci sta proprio!) non pubblicherò post, ma continuerò ad essere presente dietro le quinte. Cercherò di perfezionare il blog come meglio potrò, offrendo nel mio piccolo un servizio sempre migliore. Rivedrò i vecchi post cercando di migliorarne la lettura ed effettuerò altre migliorie tecniche.

Ci tengo a ringraziare tutti coloro che in questo anno mi hanno aiutato e sostenuto a scrivere i post. Senza di loro alcuni post non sarei mai riuscito a scriverli. Parlare con loro mi ha permesso di formulare pensieri che mi hanno portato le idee per scrivere. A volte sono proprio stati loro a darmi le idee e gli argomenti per potere scrivere gli articoli. Grazie! Ci rivediamo su Gabblog il mese prossimo con nuovi articoli. Intanto non dimenticate di leggere quelli scritti finora. La discussione porta alla costruzione di qualcosa di più grande.
Gabriele

Gli Italiani navigano poco sul web e si lobotomizzano il cervello con la TV

9 luglio 2009 at 09:56
La televisione è insita nella cultura e nelle tradizioni degli Italiani

La televisione è insita nella cultura e nelle tradizioni degli Italiani

Gli italiani sono un popolo teledipendente, completamente lobotomizzato dalla televisione. Mentre gli altri paesi europei migrano verso internet, gli italiani continuano a perdere pezzi di cervello davanti al tubo catodico con programmi spazzatura e informazione inesistente.

L’Italia è una paese per vecchi e ignoranti

L’Italia è un paese di vecchi, e i vecchi non vanno tanto d’accordo con la tecnologia. I vecchi sono legati alle loro abitudini e tradizioni, impauriti e intimoriti dalle nuove tecnologie. I giovani, invece, utilizzano ben volentieri internet e le nuove tecnologie. Peccato che i più lo facciano in maniera superflua. Leggendo i dati di agenzie che valutano l’andamento del web in Italia, sembra quasi ci sia una riscossa degli Italiani sul web. In parte è vero, in parte no. La rincorsa al web ci sarà anche, ma non come alternativa alla televisione.

Inequalità dei contenuti del web

La maggior parte di Italiani utilizza internet sottovalutandone le potenzialità. In Italia c’è una inequalità dei contenuti tra le più alte d’europa. Si parla e ci si lamenta del digital divide, ma il vero problema è la digital inequality. Una volta che gli Italiani possono utilizzare il web cosa ci fanno? La maggior parte lo usa come svago. E così sembra ci sia una migrazione di chissà quale entità, quando in realtà la maggior parte degli utenti pensa a internet associandolo a Facebook, Youtube e alla messaggistica istantanea.

Il navigare sul web degli Italiani si traduce in test stupidi e insignificanti e video ridicoli. Gli Italiani che utilizzano il web per informarsi o per osservare contenuti di qualità sono una nicchia veramente piccola. Questo a causa di due concetti fondamentali: il primo che la maggior parte degli Italiani ha una conoscenza informatica di bassissimo livello. Molti non sanno nemmeno come effettuare una ricerca di rilievo sui motori di ricerca; il secondo è che in italia internet ha un nemicocome in nessun altro paese: la televisione .

La voglia di fare un cazzo degli Italiani e il loro rapporto con la televisione

La maggior parte degli italiani sono svogliati. Non hanno voglia di impegnarsi e faticare un minimo per trovare informazioni di qualità. Preferiscono farsi lobotomizzare il cervello dalle informazioni che arrivano senza alcuna fatica dal telvisore, di qualunque qualità siano. A questo si aggiunge poi la TV spazzatura, che in un modo o nell’altro si sorbisce. Programmi che tutti dicono di non vedere ma che tutti alla fine guardano. Telegiornali che per lo più parlano di calcio, donne, gossip e cucina. Tutto questo allontana gli Italiani dalla verità e li rende sempre più passivi, sempre più lontani dal web e sempre meno informati.

Persino la pubblicità se ne rende conto. In quasi tutti i paesi la pubblicità sta migrando dalla TV al web. Anche in Italia è un pò così, perchè anche se si cazzeggia su Facebook si può sempre essere un target appetibile. Gli esperti di marketing però ritengono la televisione indispensabile per le loro campagne pubblicitarie. Non è pensabile effettuare una campagna pubblicitaria senza incluedere anche la TV come mezzo di divulgazione del messaggio promozionale.

In Italia si guarda la TV. La maggior parte degli Italiani tornati dal lavoro si fa una bella cenetta, appoggia il cervello a fianco del divano e in compagnia della TV lo fa lobotomizzare. Non siamo più capaci di innovarci e rinnovarci, siamo legati alle tradizioni di oltre 50 anni fa. Anche le nuove generazioni subiscono un’educazione fatta di televisione.

Italiani di un tempo e Italiani d’oggi

Eravamo un popolo di navigatori, inventori, artisti e tanto altro. Ora siamo un popolo lobotomizzato dalla televisione. Crediamo in ciò che dice la TV e non abbiamo più una nostra capacità di pensiero e ragionamento. Personalmente confido ancora nelle caratteristiche ataviche e nei sentimenti degli Italiani. Spero sapranno risvegliarsi dal sonno nel quale sono caduti e destarsi dal torpore che gli annebbia il cervello. Quando guardi la televisione ricordati che stai lobotomizzando il tuo cervello!

Compagnie telefoniche e raggiramento della legge Bersani

7 luglio 2009 at 11:48
Compagnie telefoniche - i maggiori provider ADSL

Compagnie telefoniche - i maggiori provider ADSL

Le compagnie telefoniche si son date un gran da fare durante l’applicazione del decreto Bersani. Diciamo pure che hanno stretto un pò il culo. Tutto però è durato poco, tolte le penali per il recesso anticipato hanno aggiunto costi di gestione inspiegati per le disdette di abbonamento.

Le offerte ADSL

Oggi ho telefonato al mio provider telefonico (Libero) per ottenere informazioni circa tempi e costi dell’attivazione di una linea ADSL e la disattivazione di un’altra linea. Ho passato circa 30 minuti sui siti web di Tiscali, Fastweb e Telecom per osservare un pò cosa offriva la concorrenza, alla fine ho visto una vantaggiosissima offerta che fa al caso mio: 19,95 € al mese per la sola ADSL, e sempre con Libero, bene dai!

Telefono per avere ulteriori informazioni e alla fine scopro che se non sei abbonato Telecom, o non associ una linea telefonica, questa offerta non è attivabile in una nuova linea. Per quale motivo non scriverlo direttamente sull’offerta allora? Viene presentata proprio come una ADSL “nuda” e poi alla fine non lo è.

Classiche campagne commerciali che cercano di abbindolare il cliente non infromandolo

Tutte le offerte che ho visto sui vari siti web mi son parse assurde. Ti mostrano che i primi due mesi sono gratis, ma devi andare a fondo nel sito per scoprire quanto spenderai dopo quei due mesi. Oppure ti dicono il prezzo dei primi due mesi, ma non quanto costa dopo. Sicuramente è una buona cosa che ci sia un’offerta i primi due mesi, ma forse ignorano che al cliente interessa sapere quanto spenderà nel proseguio del suo abbonamento.

La legge Bersani e i costi di gestione

Presa consapevolezza di questa disdetta chiedo informazioni per disattivare la linea ADSL nell’abitazione in cui mi trovo ora, volendo però lasciare attiva la linea telefonica. Ascolto una signorina molto gentile e cortese che mi informa riguardo i costi di gestione: “Ma come?” dico io, “con la legge Bersani tutti questi costi non sono stati aboliti?” La gentile signorina sopperisce inanzitutto alla mia ignoranza e mi spiega che la legge Bersani ha eliminato le penali relative ai recessi anticipati (cioè prima di un anno).

Mi spiega che per rientrare di queste penali, non più recepite, Libero ha inserito dei “costi di gestione”. Così per disdire semplicmente la mia linea ADSL devo pagare ben 40 € più altri 34 € relativi a questi misteriosi costi di gestione. Per mia fortuna con uno strano escamotage invece che fare una disdetta mi propone di fare una altrettanto misteriosa “transazione di abbonamento”, così chè io vada a pagare solo 40 €. Rimane per me tutto misterioso, ma meno male che c’è questa possibilità.

Occorre più chiarezza da parte delle compagnie telefoniche a vantaggio dei clienti

Le compagnie telefoniche vivono ancora fuori dal mondo! Sicuramente è un mondo che gli fa guadagnare molti soldi, ma sono propenso a credere che non sarà così per sempre e solo quelle compagnie che capiranno che si può guadagnare offrendo un buon servizio senza il bisogno di imbrogliare, raggirare e fregare l’utenza saranno presenti nel prossimo futuro. Elimanano dei costi e poi ne aggiungono altri. Vengono multate dall’antitrust per campagne pubblicitarie ingannevoli. Hanno siti web difficile da navigare: ci si perde ovunque e non si trova ciò che si cerca; uno schiaffo all’usabilità web.

Rimane in me la speranza che le compagnie telefoniche sapranno aggiornarsi alle esigenze delle persone e dei tempi di oggi; che mettano da parte il loro modo malsano di trattare i clienti e imparino ad avere più rispetto e considerazione delle persone non solo quando devono imbonirle commercialmente!

L’informatica insegnata nelle scuole elementari

18 giugno 2009 at 09:25
Informatica per gli alunni delle scuole elementari

Informatica per gli alunni delle scuole elementari

In Italia l’alfabetizzazione informatica è quasi nulla. L’informatica non è una materia che riguarda solo gli esperti, ma purtroppo a decidere a riguardo vi sono ministri e addetti ai lavori che non ne capiscono nulla e la maggior parte di loro sa appena cosa sia un computer

L’importanza dell’informatica e di internet

In questi ultimi anni il computer, soprattutto con l’avvento di internet, è divenuto uno strumento d’uso comune e della vita quotidiana. Imparare a usarlo e sapersi muovere bene su internet è molto importante.

L’informatica e l’Italia

In Italia l’informatica non è ancora considearata una materia come le altre. L’informatica andrebbe insegnata a partire dalle scuole elementari. Per fare questo occorrono professori capaci e preparati, che purtroppo in Italia sono carenti. La maggior parte dei professori italiani non ha quasi conoscenze informatiche, che potrebbero dare altresì grandi possibilità di insegnamento in tutte le materie, basti pensare solo alla grande quantità di materiale didattico che si trova gratuitamente online.

Nelle scuole medie Americane oltre 10 anni fa vi erano già laboratori e dopo scuola in cui i ragazzi imparavano ad amministrare reti informatiche. In Italia questi contesti si trovano a fatica oggigiorno nelle università. In Italia l’informatica viene associata, chissà perchè, molto volentieri al marketing e alla comunicazione, che hanno una relazione con essa solo in ambito web. L’informatica può insegnare ai bambini a ragionare, a risolvere i problemi, a lavorare in gruppo, e tutto questo, volendo, senza l’uso dei computer e a costo zero.

L’informatica senza computer

Un gruppo di professori ha creato un’organizzazione no-profit chiamata Computer Science Unplugged, che si occupa proprio di insegnare informatica nelle scuole elementari senza l’utilizzo del computer. Grazie all’aiuto di collaboratori e traduttori il progetto si è ingrandito e ha messo a disposizione manuali in Italiano per insegnare informatica senza computer nelle scuole elementari.

Credo sia un ottimo inizio, che potrà nel tempo abbattere il muro di ignoranza informatica che c’è in Italia.