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Decreti politici per salvare la politica

7 marzo 2010 at 06:34

due uomini discutono di regole politiche

Le regole della politica - basta solo interpretarle e il cerchio si chiude


Con l’ultimo decreto salva liste PDL gli Italiani hanno avuto conferma di come nel nostro paese le leggi debbano essere rispettate da tutti, ma non da chi le fa.

L’evidenza che c’è tra l’apparire e l’essere

La lista del PDL era rimasta fuori dalle regionali del lazio e della lombardia. Questo si riassume nel fatto che c’era un termine per presentare le liste e chi di dovere non lo ha fatto per tempo. Ops… scusate, abbiamo dimenticato di fare il nostro lavoro. Siamo così impegnati a fare propaganda che dimentichiamo ci sono regole da rispettare. Nessun problema, facciamo leva sulla democrazia e chiediamo di essere ammessi lo stesso. I cittadini devono potere votare per il loro candidato in un sistema democratico!

Regole: non rispettarle ma interpretarle

E così in Italia le regole diventano robetta da “interpretare” con un decreto. Come fanno le religioni per le scritture, dalle quali prendono ciò che fa comodo loro. Come in un reality show, quando un’eliminazione inaspettata dai concorrenti atta a fare salire l’audience, fa uscire un protagonista, ci si inventa una scusa qualunque per farlo rientrare. Questo è il nostro paese, questa è l’Italia, dove le regole contano per tutti ma non per chi le fa. Piacerebbe anche a molti Italiani poterle interpretare. Credo alcuni potrebbero dare sfoggio a veri lampi di genio!

Politica: parlare, proporsi, atteggiarsi, ostentarsi, ma alla fine non fare un cazzo!

I politici ancora non hanno capito che la politica non è qualcosa di cui parlare, ma un’azione da compiere. Ignorano che non occupano quel ruolo per se stessi e per cercare di competere tra loro, ma di essere li per il popolo, che, in teoria, li ha eletti e per questo dovrebbero lavorare e collaborare. Ciò di cui più c’è da rammaricarsi è che sempre più questo loro modo di fare contagia ogni cittadino Italiano, che non discerne più la differenza che c’è tra il parlare di politica e il fare politica!

Book crossing (gira libri, libera libri, libri liberi, libri in libertà)

9 febbraio 2010 at 06:33

libro in movimento

Il logo di bookcrossing.com


Il book crossing è un movimento che mira a fare circolare i libri tra più persone. Si prende un libro per noi significativo, si scrivono alcune righe nelle prime pagine e si lascia in punto a caso della propria città.

Una buona iniziativa: il book crossing

Domenica, dopo la mia solita colazione del week-end a base di orzolatte e marmellata, mi sono messo a pc per scrivere un post. Con la mia tazza di caffè americano davanti e la scarsa voglia che mi seguiva dietro, mi sono messo un pò a navigare attendendo il momento migliore per cimentarmi con la scrittura del post. Navigando tra facebook e youtube ho scoperto un’iniziativa che non conoscevo: il book crossing.

Il book crossing nasce nel 2001 e conta già una numerosissima comunità internazionale (c’è anche il sito di riferimento per la comunità italiana di book crossing). Consiste nel prendere un proprio libro (o comprarne uno nuovo se si è legati alla propria libreria) e scrivere tra le prime pagine poche righe che spieghino l’iniziativa e cosa il libro è significato a livello personale. Il libro va poi lasciato in un punto della propria città, con l’intento che qualcun’altro lo trovi, lo legga e ripeta a seguire la stessa azione. Così facendo i libri non rimarranno fermi nelle librerie della case di ognuno di noi, ma avranno una vità un pò più attiva, contribuendo alla cultura e al piacere di più persone. In rete si parla di book crossing come pratica già attiva negli anni 70, destinata in seguito a morire perché la maggior parte delle persone si tenevano i libri senza farli circolare. Al seguente link si può leggere la più esaustiva descrizione di book crossing di wikipedia.

26 Marzo 2010: leggere leggere leggere

Alberto Schiariti è un blogger molto seguito. In un post del suo blog dal titolo “leggere leggere leggere” propone un’iniziativa molto interessante, che si avvicina al book crossing, ma book crossing non è. Alberto dichiara infatti sul suo blog che non conosceva il book crossing quando ha partorito la seguente idea: regalare ad un perfetto sconosciuto un libro. Questa sua idea è un vero e proprio evento, che si svolgerà il 26 Marzo 2010. Tutti sono chiamati a partecipare in modo organizzato o meno, ciò che conta è regalare un libro per promuovere la lettura in Italia visto che gli Italiani leggono poco (qualche hanno fa ricordo che uno studio dimostrava come i pochi Italiani che leggono sono tra i più forti del mondo. Gli Italiani leggono poco, ma i pochi che leggono divorano parecchi libri all’anno. Uno strano record del nostro strano paese). L’iniziativa di Alberto ha riscosso un grande successo e richiamato migliaia di persone pronte a partecipare in modo massivo il giorno stabilito.

L’iniziativa “leggere leggere leggere” mi è piaciuta molto e ho deciso di pubblicarla in questo post per contribuire nel mio piccolo. Ritengo però il book crossing un’iniziativa migliore. Non si regala infatti un libro ad una sola persona, ma si spera che esso giri tra più mani e più letture in modo che sia veramente attivo, vivo! La ritengo la cosa più adeguata se l’intento è quello di portare più persone verso la lettura. Consiglio quindi a tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa di Alberto di farlo utilizzando la filosofia del book crossing, e di tenerla presente anche in futuro, nella speranza che sempre più libri possano girare e contribuire a fare divenire gli Italiani dei buoni lettori. La data del 26 Marzo 2010 può essere un punto di partenza per una manovra di book crossing massiva, che male non farà sicuramente. Al seguente link si può visitare la pagina di facebook dell’inziativa “leggere leggere leggere”.

Mussolini nella sua ultima intervista

1 gennaio 2010 at 12:04

Mussolini

Mussolini


Nella sua ultima intervista Mussolini fa un sunto di quanto accaduto in Italia e nel mondo durante la sua dittatura. Analisi del pensiero distorto e della dubbia filosofia di un personaggio che ha creduto in se e nell’Italia a tal punto da entrare nella sfera dell’entropia.

Il filosofo dell’entropia

Le parole di questa intervista sembrano quasi le parole di un filosofo entropico, che alla fine dei suoi giorni non vede altro che male e nero. Le prime parole riguardo l’esperienza hanno quasi un senso logico. È vero, l’uomo ripete sempre gli stessi errori, ma senza l’esperienza ne compierebbe molti di più. Occorre guardare un arco di tempo molto ampio per potere capire che l’esperienza è indispensabile all’uomo.

La solitudine degli uomini

Concordo con quanto detto circa la solitudine degli uomini. Quando un uomo si ritrova solo è obbligato a guardarsi dentro e molto probabilmente dovrà imparare ad andare d’accordo con se stesso, cosa molto difficile che ad oggi è divenuta impossibile per molti. Gli uomini hanno sempre più bisogno degli altri, ma a differenza di un tempo non è più un contesto sociale sano. Il valore della comunità, il piacere di stare insieme. Molti uomini di oggi sanno nell’inconscio che da soli morirebbero molto velocemente. Ad oggi molti uomini fanno uso della comunità per ostentare la propria presenza nel mondo, la propria esistenza. Per vantarsi di quanto fatto o posseduto, di quanto siano belli o ben vestiti. Questa è la vera solitudine degli uomini di oggi, che non hanno ancora capito che sono soli anche quando sono in mezzo alla gente.

Mussolini non ha creato il fascismo, l’ha tratto dall’inconscio degli italiani

Probabilmente questa affermazione ad effetto è veritiera. Vuol forse dire che bisogna impegnarsi a tirare fuori ciò che di male c’è nelle genti? Se io plagiassi una persona a fare il male potrei dire che io non ho colpe perché ciò che è stato è frutto dell’inconscio della persona che ha fatto il male? In ogni uomo c’è il bene e il male, bisogna solo decidere cosa è meglio fare fuoriuscire da essi. Il popolo di una nazione è come un bambino e chi lo governa fa le veci del genitore. Non si da quindi ai bambini ciò che vogliono quando vogliono, ma per il loro bene si cerca di insegnargli il meglio. I bambini mangerebbero dolci e caramelle tutti i giorni. Questo farebbe si la loro felicità, ma diverranno essi un giorno degli uomini? Diverranno veramente felici?

Chi governa una nazione dovrebbe impegnarsi a trarre il meglio dalle genti. Insegnargli il valore del bene. Non spingendoli verso i loro più marci e reconditi sentimenti dicendo poi che questo è ciò che li caratterizza. Essi in questo caso sarebbero caratterizzati da chi li ha governati e non da loro stessi! Gli uomini hanno bisogno di imparare e occorre loro qualcuno che sappia insegnargli i veri valori della vita, le cose giuste. Qualcuno che gli insegni a combattare contro i loro sentimenti più meschini e più malvagi.

Un errore è un errore

Quando ci viene detto che abbiamo sbagliato non sempre chi ce lo fa notare sa anche dirci come avremmo dovuto comportarci. Se qualcuno non sa dare un’alternativa ai nostri errori non significa che i nostri errrori non siano tali. Un errore infatti non viene cancellato se ci viene fatto notare o meno, o se qualcuno mostra la giusta alternativa ad esso. È un errore e tale rimane!

La volontà di sottomissione del popolo Italiano

Il popolo Italiano voleva essere sottomesso? Non credo. Ai tempi del fascismo l’Italia era caratterizzata da ignoranza e analfabetismo. Mussolini stordiva gli Italiani con filmati propagandistici e ammutolendo di fatto la libera informazione. Da una parte dava agli Italiani ciò che ad essi serviva (trovando così consenso popolare), dall’altra li obbligava a credere che tutto quanto fatto da lui era giusto e bene. Non permetteva pensieri alternativi e se mai vi erano venivano stroncati sul nascere. Il suo potere era basato sul potere militare e la conquista. Ora, in una nazione prevalentemente contadina si può parlare di volontà di sottomissione? Io parlerei più di obbligo inconscio di sottomissione e forte ignoranza. Pensandoci bene chi mai sceglierebbe una vita di sottomissione a una vita libera?

L’Italia delle guerre d’ignoranza, di soldi e di politici di merda!

21 settembre 2009 at 06:34

bandiera italiana, occhi di fondo ed elicottero in volo

L'Italia che guarda alla guerra


Gli Italiani non hanno più la capacità di farsi rappresentare dai politici, tanto che questi non solo mandano l’esercito a fare guerre che non sono le sue, ma approfittano dei morti per fare crescere lo spirito patriottico che è in ognuno di noi, che nulla ha però a che vedere con la merda che ci propinano.

L’Italia non dovrebbe essere in guerra

Basta leggere la costituzione per capirlo. Basta poi avere un minimo di cervello che quella che viene spacciata per missione di pace non lo è affatto. I guerrafondai troveranno sicuramente validi motivi nel dire che occorre occuparsi di logistica, di protezione e via dicendo.

Tutte cazzate! Dove ci sono queste cose c’è la guerra, quindi stai facendo la guerra! Le missioni di pace le fanno poche altre persone, che farebbero a meno delle protezioni e della logistica. I militari Italiani dando un pezzo di pane alle popolazioni in cui si trovano pensano di fare qualcosa di buono. È un pò come dare con la sinistra e togliere con la destra, ma allora bisognerebbe sentirsi un pò benefattori e un pò guerrafondai, invece pare tutti si sentano solo come i primi.

Il governo Italiano con una mano ti da mangiare e con l’altra ti accompagna a morire!

Il governo Italiano poi è sempre pronto a sbandierare il senso dell’onore degli Italiani non appena c’è un morto in guerra. Allora gli Italiani diventano dei martiri della pace. Questi politici non sanno niente! Sono un branco di buffoni che non si sa come facciano a essere stati eletti e a ricoprire cariche delle quali non sanno nulla! I morti fanno soldi, come la guerra!

E quindi loro stanno li a proteggere i loro interessi sulla pelle di gente ignorante o che per bisogno si attacca a un ideale che mai si attaccherà a lui. I politici sbandierano gli Italiani che prima di morire dicono: “ti faccio vedere come muore un Italiano”, ma col cazzo che sbandierano come vivono gli Italiani e tantomeno come vivono i militari Italiani nelle “missioni di pace”.

Chi sono veramente i militari

Io ho fatto il militare. Gli eserciti sono necessari, fermo restando che se non ce ne fosse nemmeno uno staremmo meglio tutti! Ho avuto comunque modo di vedere che tipi di uomini ci sono nei militari. Capitani e maggiori che si sentono grandi nel dare comandi a dei ragazzini di 18 anni (ai miei tempi).

Ci sono poi 3 tipologie di militare: quelli fuori di testa che pensano di giocare a risiko e ormai hanno perso un pezzo di cervello. Quelli che sono li perchè non hanno trovato null’altro da fare e in qualche modo devono pure campare, sebbene si chiedano spesso cosa ci fanno li e sono sempre in bilico nel diventare fusi anche loro dovendosi fare andare bene una vita che forse così bene poi non gli sta. E infine quelli che sono li per ignoranza, perchè qualcuno o qualcosa o il destino li ha portati li e non sanno talmente tanto cosa ci fanno li che non se lo chiedono nemmeno. Vivono la loro vita senza pensare a cosa sia giusto o sbagliato, per loro e per gli altri.

Un’Italia ipocrita e ignorante

L’Italia si trova a fare missioni di pace perchè è stata liberata dal fasci-nazismo per finire sotto la schiavitù del capitalismo. Basterebbe pensare perchè se vogliamo portare così tanto la pace allora la nostra presenza è assente in tanti altri paesi bisognosi dove vige la guerra.

I politici Italiani ti tengono per le palle, almeno non permettergli di stringertele!

I politici di oggi hanno strappato via il senso morale agli Italiani. Li hanno cambiati, mutati, plasmati e infine forgiati come faceva comodo a loro. È uno schifo che non ci sia stata una protesta nazionale capace di farsi sentire contro questa guerra. Se il loro pensiero è che un esercito deve avere una guerra da combattere che combatta quelle che ci sono in Italia, contro la mafia e contro i terremoti.

L’esercito Italiano dovrebbe essere messo a disposizione delle popolazioni terremotate e non a fare una guerra che non è la sua. L’esercito Italiano ha tante di quelle risorse che potrebbe essere un vero pilastro sul quale poggiarsi nei casi di difficoltà. Una volta eravamo conosciuti come “Italiani brava gente”, adesso siamo degli stronzi qualunque, famosi per la mafia, per la guerra e per una classe politica di merda!

I liberi professionisti che non fatturano

18 settembre 2009 at 09:24

Luigi e Mario Bros - idraulici Italiani

Luigi e Mario - idraulici Italiani


In Italia alcuni liberi professionisti danno per scontato che la fattura è una sorta di optional. Pagare le tasse per loro è qualcosa da evitare assolutamente. Se la prendono con lo stato e intanto fanno una montagna di soldi non dichiarano nulla!

Ho bisogno di un fontaniere!

Il trasferimento nel mio nuovo appartamentino si è attardato negli ultimi giorni a causa di un sifone del lavandino del bagno che perdeva. Contattato il primo fontaniere, questi viene a vedere il lavoro e mi dice che tornerà il mattino seguente. Alle 10:30 dell’indomani, orario dell’appuntamento, non si vede nessuno, e non telefona nemmeno per avvertirmi del ritardo. Alla fine non verrà proprio.

Archiviato il primo fontaniere faccio una ricerca online e con le parole chiave “fontaniere borgo panigale” trovo un aggregatore di aziende con un paio di fontanieri proprio nel mio quartiere. Bene, chiamo il primo e mi ritrovo al telefono una persona molto disponibile, che nonostante gli impegni trova il tempo per venire da me in mattinata. Gli chiedo quanto mi costerà il lavoro per farmi un’idea e sapendogli dire cosa c’è da fare riesco ad essere molto specifico. Mi fa un preventivo di 50 / 60 €.

Un preventivo dinamico

Contento di questo preventivo abbordabile lo attendo e arrivato il fontaniere a cas mia una delle prime cose che mi dice è che nella strada a fianco di casa mia c’è il comico di zelig con l’occhio nero. Il comico mi sta simpatico, ma in quel momento non mi interessa proprio per niente. Comincia a osservare il lavoro mentre cerca di ricordarsi il nome del comico e scoperto che al telefono non aveva capito che il pezzo guasto era un altro mi dice che il costo sarà di 90 €.

Il fontaniere si mette al lavoro

Però, per essere appena arrivato come rincaro non c’è male! Ok gli dico, il lavoro è da fare e quindi facciamolo. Contratto un pò, ma con grande filosofia il fontaniere mi dice che 10 € in meno non impoveriranno lui e non arricchiranno me. Vero! Io in questo periodo non ho un soldo e 10 € per me fanno quasi la differenza, ma mi piace il concetto filosofico e quindi vada per i 90 €.

A fine lavoro richiedo la fattura

Messosi al lavoro, slambiccando dentro e fuori il mobiletto del bagno che sorregge il lavandino cerca ancora di ricordarsi il nome del comico e dopo 50 minuti di lavoro molto tranquillo finisce tutto! Bravo! Veramente efficiente! Prendo i miei 90 € e gli chiedo la fattura potendo scalare io il 50% dei costi. Il panico divampa negli occhi del fontaniere. Mi dice “mmhhh… con la fattura devo farti pagare l’iva…” Ok dico io, che problema c’è? Allora cosa sono, 108 €? Lui continua dicendo “Eh no, con la fattura devo farti pagare la chiamata e quindi sono 158 €

Il senso di ontestà perduto degli Italiani

Ma sei fuori o cosa?!?! Inizio un discorso con il fontaniere cercando di fargli capire che quando si preventiva un lavoro dovrebbe essere scontato che c’è la fatturazione, non un optional! Cerco di fargli capire l’importanza della fatturazione e la questione propria del principio. Allora comincia ad attaccare lo stato.

“Si cazzo, perchè è colpa dello stato che mi porta via la metà dei soldi e quindi è lo stato che mi costringe a fare il nero!” Sarà, ma non fatturando tu poi allo stato non gli dai proprio niente così! Lo stato ti fornisce vari servizi e ti porta via la metà del tuo guadagno, ma tu allo stato fornisci poco e gli porti via tutto quello che gli spetta! Chi è più ladro quindi?

La mia complicità col delinquente

Mi ero promesso che non avrei più permesso a nessuno di fare del nero con me, ma ho fallito! Non disponendo di tanti soldi e partendo da un preventivo di 50 € me ne sono ritrovati 158 €, e da schifoso italiano ne ho pagati 90 in nero! Sicuramente non chiamerò più questo disonestissimo idraulico! E lo sconsiglierò a chiunque sperando che gli torni indietro un pò della merda che ha lanciato!

Alcuni Italiani e l’onestà sono due mondi diversi che non si incontreranno mai!

La cosa che mi ha colpito di più comunque è stato vedere come non recepisse per nulla il contesto della fattura e la questione dell’onestà e del principio. Continuava a dire che a me non conveniva, forse credendo di essere pure altruista con questo pensiero. Sta di fatto che la fattura per lui era come la morte! Glielo leggevo in faccia!

Alla fine mi son fatto una botta di conti! So che il pezzo che mi ha cambiato costa all’incirca 30 €, ma probabilmente lui lo ha pagato molto meno. Alla fine si è messo in tasca 65 € esentasse per 50 minuti di lavoro! e non ha avuto chissà quali costi perchè dista un paio di isolati da casa mia. Più di 1 € al minuto!….

Ho fatto due conti…. ho sbagliato lavoro?

Sebbene da poco, sono un progettista e un designer. Per lavori di modifica di siti web prendo 25 € all’ora fatturati! Che tolte le tasse saranno circa 15 €. Sto impazzendo da un anno per cercare di saltarci fuori con questo lavoro ed è davvero dura. Facendo ancora un paio di conti è sorta in me una spontanea domanda “Che abbia sbagliato lavoro?”

In Italia se sei uno stronzo ti senti un figo!

In Italia ormai non c’è più la concezione dell’onestà e mi chiedo dove e quando l’abbiamo persa. Ricordo che anche qualche anno fa, quando ero più piccolo, c’era ovviamente il contesto di fare del nero, ma era diverso. Il professionista preventivava un lavoro considerando la fattura e se il cliente glielo chiedeva allora magari faceva del nero.

Sia chiaro che è una cosa marcia lo stesso! Ma ora non c’è più ritegno! Si considerano le tasse come qualcosa da evitare schifosamente! I professionisti ormai ragionano in nero e son convinti che sia la normalità. Io son convinto che tutti quelli che evadono le tasse siano dei delinquenti e solo in Italia riusciamo a confezionare le cose in una maniera tale che se sei uno stronzo alla fine sembri uno figo!

Ora ho imparato e la prossima volta farò meglio

Sicuramente ho imparato ancora qualcosa. Evidentemente sarà necessario che quando richiederò un preventivo dovrò specificare che voglio la fattura. Così non ci saranno incomprensioni di sorta tra me e il delinquente che chiamo a casa!

Ritengo infatti che la cosa giusta che avrei dovuto fare sarebbe stato impormi sul fontaniere ed esigere la fattura al prezzo preventivato, perchè è normale che quando mi fai un preventivo c’è da considerare la fattura! Ancora meglio avri potuto fargli anche una bella denuncia. Cercherò di mettere da parte ciò che ho imparato, così da non diventare complice di un delinquente la prossima volta che ne avrò occasione!