libertà

Condizionamento politico in famiglia e comportamenti opposti ai propri ideali

12 ottobre 2010 at 06:01
Incoerenza politica

Incoerenza politica

Le famiglie sono in grado di condizionare il pensiero politico dei giovani membri che la compongono. Similmente ai leader e ai partiti politici non hanno a cuore il libero pensiero, ma tendono semplicemente a portare “a casa” più voti possibili.

Le buone e le cattive idee della politica

Ho cercato di tenere sempre le distanze dalla politica. Fin da ragazzino guardavo questo mostro societario comprendendone bene il pericolo per la mia persona e avendo consapevolezza dei danni che creava alla società e alle genti. Ho sempre cercato, a fatica, le idee e le soluzioni migliori. Ho sempre creduto che le buone idee, così come le cattive, risiedano in una fazione politica come in un’altra. Solo gli stolti e gli ignoranti non l’hanno ancora capito.

Il condizionamento politico della famiglia

Ciò che mi ha sempre maggiormente colpito è stato vedere come la famiglia di appartenenza dei miei amici e conoscenti ha inciso a fondo nelle scelte politiche. Chi ha vissuto in una famiglia di destra era di destra, chi ha vissuto in una famiglia di sinistra, invece, di sinistra. Che il condizionamento politico delle menti cominci già nelle famiglie? È fondamentalmente assurdo pensare che le idee politiche di un soggetto non siano libere perché condizionate dai genitori o dai nonni. Magari quest’ultimi, durante i pranzi e le cene, tenevano veri e propri comizi politici riuscendo a condizionare le giovani menti della famiglia.

Idee politiche contrarie ai comportamenti

In tutto questo caos e in queste assurdità, figlie della società odierna, qualcosa ha saputo sorprendermi ancora di più. Vedere come coloro che votavano a destra o sinistra avevano poi comportamenti non attinenti alle loro idee. Quasi il loro stile di vita fosse contrario alle proprie idee politiche; segno evidente dell’influenza famigliare subita, che condizionava il loro vero comportamento.

E così coloro che votavano a destra e ci credevano con tutti gli estremismi che tendevano quasi al fascismo, erano poi coloro che si comportavano come ragazzi dei centri sociali: fumavano canne fino a stare male, facevano festa ogni sera, perdevano il cervello in droghe e alcool e, a volte, non facevano un cazzo tutto il giorno. Un comportamento non di certo in linea con le rigorose idee che promulgavano.

Quelli che votavano a sinistra, invece, avevano comportamenti quasi vivessero in una società talmente rossa da potere essere comparata a qualche dittatura comunista, ma si comportavano in maniera completamente opposta al loro credo. Ostentazione del denaro e del proprio io, discorsi e comportamenti da imprenditori, esaltazione della soggettività e dell’egoismo che nulla avevano a che vedere con le loro idee di comunismo.

I danni della politica in famiglia

Ho sempre ritenuto importante capire gli uomini che si è veramente. Il vero scopo della vita di un uomo non è certo quello di capire in quale categoria politica debba schierarsi, ma cercare di conoscere sempre più se stesso e gli altri. Solo così potrà comprendere il valore delle idee, di sinistra o destra che siano, e discernere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Solo così potrà sin da giovane maturare e valorizzare la propria soggettività e il proprio pensiero, rispettandosi per primo e non facendosi condizionare da una famiglia che non ha di certo a cuore ciò che è giusto per lui o per gli altri. Similmente ai politici, infatti, cerca solo di condizionare il pensiero altrui con lo scopo di volere dimostrare che le proprie idee siano migliori di altre e portare a casa più voti possibili.

La libertà di scelta che ha l’uomo non dipende dalle prove cui è sottoposto

28 settembre 2010 at 06:48

Il libero arbitrio dell’uomo può considerarsi ancora tale se qualcuno più grande di lui tesse trame e decide percorsi? Indipendentemente da questo l’uomo non ha sempre una scelta e la facoltà di decidere?

La libertà dell’uomo

L’uomo è veramente libero di scegliere delle proprie azioni? Indipendentemente da dove nasce, da come cresce, da come viene istruito, dalla cultura del suo paese, si può dire che un uomo ha ancora la facoltà assoluta di decidere liberamente cosa fare e come pensare? Non ci sono forse trame tessute e fili tirati da qualcuno più grande di lui? Se le sue decisioni sono condizionate, si può dire ancora che siano libere?

L’uomo ha sempre una scelta

Forse il libero arbitrio, nella sua forma più complessa, è proprio avere sempre la libertà di scegliere indipendentemente dai condizionamenti. Certo, in alcune situazioni la libertà di scelta è limitata, ma rimane comunque tale. L’uomo deve fare ricorso a tutta la sua forza di volontà, riuscendo così a fare una scelta libera. Forse le uniche cose di cui non può completamente decidere riguardano i percorsi della vita, le situazioni in cui si trova, le persone che incontra, le difficoltà cui è sottoposto. Forse c’è qualcuno che sceglie alcune cose per lui, che decide in quali prove saggiarlo e forgiarlo, ma indipendentemente da questo l’uomo ha sempre una scelta, che è sua ed è inattaccabile. Deve solo prendere coscienza di se e innalzarsi sopra ogni situazione e tentazione e il suo libero arbitrio sarà veramente tale indipendentemente da quali trame siane tessute per lui.

Dare la libertà a una piccola tartarughina è una grande emozione

10 settembre 2010 at 06:45

Dare la libertà a un animale è molto gratificante. Vederlo poi ben contento della libertà conquistata è davvero una grande emozione. La piccola tartarughina Tartara compie un viaggio da Ragusa a Bologna per conquistare la libertà!

Un bene prezioso: la libertà!

La libertà è fantastica! Potere ridare a un piccolo animale la sua libertà è un emozione splendida, che ti colpisce dentro! Nel mese di giugno, la mia amica L. è venuta a trovarmi dalla Sicilia. Con lei ha portato la sua tartarughina di nome Tartara. È stato un viaggio intenso per la piccola Tartara, ma L. l’ha trattata veramente bene durante tutto il viaggio. Arrivata finalmente a Bologna ha pernottato un paio di notti a casa mia. Di tanto in tanto ha zampettato per casa, pregustando quella libertà che avrebbe conquistato di li a poco.

Il giorno in cui Tartara conquistò la libertà

Arrivato il giorno della libertà, io e L. abbiamo portato Tartara ai Giardini Regina Margherita di Bologna, dove c’è un laghetto piuttosto grande, pieno di pesci e tartarughe, piccole e grandi. Abbiamo valutato bene dove ridarle la libertà e circospezionando il laghetto abbiamo dapprima scartato varie ipotesi (tra le quali lanciarla da un ponticello… 🙁 ) e infine trovato un punto in cui la staccionata, che recinta il lago, era facilmente accessibile e il laghetto subito li vicino. Tartara sarebbe arrivata al laghetto zampettando piuttosto facilmente. Speravamo infatti che arrivasse al laghetto con le sue forze e di sua iniziativa, quasi a dimostrarci che accettava di buon grado la sua nuova e grande casa.

Nuova vita per Tartara

Nei primi attimi in cui si è ritrovata sull’erba è rimasta un pò indecisa e confusa, ma con una piccola spinta si è diretta con grande decisione verso il laghetto. Nel momento in cui si è tuffata è stata una grande emozione. Eravamo insicuri circa la scelta che avevamo fatto e vederla così energica e decisa nel tuffarsi nel laghetto è stato rassicurante. Abbiamo riso ed esultato e vederla conquistare la libertà, che le spettava di natura, ci ha riempito di gioia. Appena si è tuffata l’abbiamo persa di vista, probabilmente stava fiancheggiando il muretto del lago, ma poco dopo è riapparsa, e l’abbiamo veduta nuotare allegramente verso il centro del lago. Di li a poco avrebbe conosciuto le sue nuove amiche tartarughine, insieme alle quali avrebbe esplorato un laghetto infinitamente più grande rispetto la sua vecchia casa. Che spettacolo! 🙂

Una nuova liberazione per l’Italia

25 aprile 2010 at 06:41
bandiera italiana

25 Aprile - per una nuova liberazione dell'Italia e degli Italiani

Una nuova liberazione è ciò che serve all’Italia. Libertà da questa classe politica, dall’ignoranza, dalla malavita, da uno stile di vita di merda al quale gli Italiani si sono ormai abituati.

Un’Italia che parla ma che non combina niente!

L’Italia ha bisogno di una nuova liberazione. E anche glli Italiani. Da una parte c’è un’Italia stranita, che dorme ma non sogna, che è sveglia ma non vive, che è schiacciata ma non si ribella. Dall’altra gli Italiani, un popolo che ora come mai è perso in se stesso. L’Italia ha bisogno di essere liberata da una classe politica schifosa e indegna di questo paese. Abbiamo politici che con una mano danno e con l’altra tolgono. I nostri politici continuano a parlare di lotta alla mafia, di capi mafia arrestati e di organizzazioni malavitose annientate. Cazzate! Il tempo delle mezze misure è finito! Se vogliono sconfiggere la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra che gli dichiarino guerra! E che combattano in Italia invece di andare a fare soldi con le guerre all’estero!

Il cervello degli Italiani ha bisogno di aiuto

Gli Italiani hanno bisogno di ritrovare il proprio cervello. Quei pochi che sanno di averlo in testa e non sul comodino hanno bisogno di essere liberati da uno strato di ignoranza che attualmente caratterizza l’Italiano medio. Gli Italiani hanno bisogno di essere liberati dalla televisione, dai politici che non fanno politica, da una cloaca di merda e ignoranza che li ricopre e da una vita condotta con pochezza e scarsità di impegno. Molti di loro credono di essere liberi ma non lo sono.

Come 55 anni fa l’Italia è spaccata in due, forse oggi in più parti ancora. Queste frange, nonostante qualcuno voglia liberarli, sono talmente incastrate all’interno del sistema di merda in cui viviamo che non ritengono di dovere essere liberati. Occorrerà una guerra per fare nascere una nuova Italia e una nuova generazione di Italiani. Se questo può servire a liberare l’Italia ben venga la guerra! Che questo paese venga distrutto e bruciato in ogni regione, per potere rinascere con una veste nuova!

La vita tranquilla che manca agli Italiani

14 febbraio 2010 at 06:16

bimbi verso una scuola-fabbrica e uomo frustrato dal lavoro

Scuola e lavoro - impegni quotidiani che ad oggi non consentono una vita tranquilla


Studio e lavoro sono diritti fondamentali di ogni società civile, libera e democratica. Dovrebbero essere talmente scontati da non doverci neanche pensare. Gli Italiani invece devono lottare ogni giorno per ottenere ciò che ormai considerano un’utopia!

Scuola e lavoro che uccidono gli Italiani

In uno stato civile e democratico, come l’Italia sostiene di essere, la scuola e il lavoro dovrebbero essere un diritto scontato per tutti. Oggi invece viviamo scene di delirio. Riforme, controriforme, piani scuola, crisi, precarietà, e tante altre parole che nulla vogliono fondamentalmente dire. La verità dei fatti è che ci ritroviamo una scuola che fa schifo, in cui l’istruzione viene sempre meno. Lauree triennali e metodi di studio che non sono più degni di considerare gli studenti laureati alla fine del loro ciclo di studi. Abbiamo poi una situazione di lavoro, che crisi o meno, sta rovinando il paese. Italiani disperati, Italiani che si suicidano dalla disperazione.

Le responsabilità di chi non fa il proprio lavoro

Se le cose funzionassero la scuola e il lavoro sarebbero talmente scontate che la gente non dovrebbe più nemmeno pensarci, potendo concentrare la propria vita sull’evoluzione personale, su come godere del proprio tempo libero, su come migliorare la propria persona, su progetti da realizzare. Detto questo, e mettendolo in relazione alla realtà odierna (ma anche meno recente), si evince come le cose non funzionano. E se non funzionano vuol dire che coloro che dovrebbero farle funzionare non sono in grado di fare il loro lavoro.

L’uomo non libero è un uomo che non cresce

Gli Italiani non hanno più pace. Sono sempre impegnati a lottare per i propri diritti, per la propria salute, il proprio lavoro e la propria istruzione. Queste cose dovrebbero essere scontate e su queste fondamenta si dovrebbe costruire sempre di più. Questa sarebbe evoluzione. L’uomo sempre impegnato a lavorare, a studiare, a difendere i propri diritti, a scervellarsi per capire come saltarci fuori è un uomo che non può evolversi, che non può crescere. Troppo impegnato in questa guerra societaria, che ormai tutti diamo per scontata. Ci siamo abituati a considerare normalità ciò che di normale non ha nulla. Vediamo come utopia ciò che dovrebbe essere assolutamente normale!

Burattinai e burattini

Se vi fosse meritocrazia molti governanti sarebbero già andati a casa, dagli anni della prima repubblica ad oggi. Ma questo mondo non è fatto per l’uomo. Non è per lui che si lavora per migliorare le cose, ma per il sistema, per l’economia. L’uomo non è più al centro del mondo. Al centro ora c’è un manipolo di stronzi che da anni tira i fili del mondo intero e decide come tutti dobbiamo vivere! Tiene gli uomini impegnati con problemi che non sono (o non dovrebbero essere) tali, cosicché l’uomo non abbia modo e tempo di accorgersi quale sia veramente la realtà. Un uomo impegnato a risolvere i propri problemi quotidiani è un uomo che non ha tempo di ragionare, pensare, di unirsi ad altri per sbaragliare via le menzogne che ogni giorno gli vengono messe davanti agli occhi, nascondendo dietro di esso la verità. Tenendolo poi sempre impegnato a guardare avanti lo si convince che sta andando oltre, quando in realtà è guidato dai potenti del mondo nella direzione ad essi più congeniale!