mezzi trasporto

Quando i cavalli sostituiranno le auto

15 Ottobre 2010 at 06:49
Cavallo nero corre in un prato

Cavallo come mezzo di trasporto

La giornata in cui andai a lavoro con il mio cavallo.

A lavoro con il cavallo

Di-di-din di-di-din di-di-din…. Suona la sveglia, sono le 7. Stamani ho un appuntamento in centro con un cliente. Mi sveglio tutto rotto come al solito. Mi vesto, mi lavo e faccio colazione con calma. Iniziare una giornata dinamica con la giusta calma è un buon punto di partenza. Prendo le mie cose ed esco di casa. Mentre scendo nel seminterrato lo sento già sbuffare. È impaziente, ha voglia di muoversi. Appena apro le porte della stalla nitrisce di gioia. Uri-el mi aspettava. Si, Uri-el. Così si chiama il mio cavallo. Lo osservo in tutta la sua bellezza e intanto mi avvicino porgendogli lo zuccherino che anche stamani gli ho portato. Forse lo sto viziando troppo. Ma no, in fin dei conti è il mio cavallo e stamani mi accompagnerà al lavoro.

Mentre finisce il suo dolcetto lo abbraccio forte e allaccio la sella. Gli salgo in groppa e usciamo dalla stalla. Apro il cancello di casa e faccio sgranchire un pò le gambe a Uri-el prima di cominciare a cavalcare sul serio. Con passo leggero prendiamo la prima strada fuori casa. È sterrata e leggermente bagnata per via della notte umida. Ai lati l’erba non calpestata è ancora forte e rigogliosa. Mentre l’aria mi sferza il volto mi chiudo meglio nella mia cappa mentre un brivido freddo mi corre lungo la schiena. Mi chino col busto per abbracciare Uri-el e scaldarmi un pò e poi si parte al trotto.

Il piacere di cavalcare la mattina

Incontriamo altri cavalli durante le prime strade che percorriamo e ancora una volta Uri-el si fa ammaliare dalla stupenda cavalla di una signora che incontro spesso la mattina. Non c’è tempo vecchio mio, sono quasi in ritardo per il mio appuntamento; è ora di andare al galoppo. Prendiamo il viale grande che conduce in centro. I cavalli che lo percorrono sono tanti, ma non c’è di certo traffico come quando si utilizzavano le auto. Soprattutto non c’è smog. Ci sono alcune carrozze che procedono più lentamente sulla destra. Osservo sempre incuriosito chi sceglie di stare più comodo perdendosi tutta l’avventura e il piacere procurati da una cavalcata mattutina.

Parcheggiare è molto comodo

Dopo avere cavalcato ai piedi delle colline ho il naso intriso di profumo d’erba, di fiori e di legno bagnato: che spettacolo. Arrivato in centro l’aria è più frizzante e a tratti qualche folata di letame fa svanire tutta la poesia che avevo nel naso. Poco male. È il bello della natura: ci sono i lati positivi e negativi. Devo incontrare il mio cliente in un cafè molto noto del centro. Una volta arrivato lego Uri-el al legno, nel mentre scorgo da una vetrata del locale il cliente che mi aspetta. Prendo i documenti che mi servono dalla sacca della sella e constatato che Uri-el è in buona compagnia, al fianco di altri due cavalli, mi accingo ad entrare.

Un piccolo imprevisto

L’appuntamento è andato bene. Una chiacchierata tranquilla progettando alcuni lavori, accompagnata da un buon caffè lungo. Salutato il mio cliente slego Uri-el e molto tranquillamente usciamo dalla città. Il sole si è alzato e già ci scalda di più con il suo tepore. Ho voglia di correre con Uri-el e quasi fossimo in empatia mi fa un cenno come a volere essere spronato. Ok amico, andiamo. Una gran corsa lungo il viale grande del ritorno a casa. È fantastico. Il sole, la velocità, gli altri cavalli che ci guardano straniti quando li superiamo. Una piccola buca… la perdita dell’equilibrio… Uri-el!!… cado a terra…

Cazz!!! Mi sveglio! Sono sudato nel letto in una posizione scomodissima. No! Era un sogno! I cavalli non hanno ancora sostituito le auto. Le 7:20! Merda non ho sentito la sveglia! È meglio mi dia una mossa. Il Sig. Caselli mi aspetta nel suo ufficio tra poco più di un’ora, e la mia renault fatica sempre a mettersi in moto ultimamente. Poi ci sarà sicuramente traffico, e il tempo per parcheggiare, il nervoso… Uff… Quando arriverà il momento in cui potrò uscire di casa con Uri-el?

Biglietto dell’autobus da 15 minuti al costo di 25 centesimi

11 Aprile 2010 at 06:36
Autobus a Bologna

Autobus a Bologna

Il biglietto orario dei bus urbani al costo di 1 € è un’astuto modo per fare cassa da parte delle aziende che offrono il servizio. Il cittadino ha l’esigenza di un biglietto di durata inferiore a un costo ridotto.

Il biglietto di quartiere

Negli ultimi anni ho ripreso a utilizzare i mezzi pubblici più di quanto facessi un tempo. Ci sono lati positivi e negativi come in tutte le cose, ma ciò che mi ha smpre incuriosito è il costo del biglietto. Che prenda un bus per fare 4 fermate o per farne 20 pago sempre 1 €. Non è giusto e soprattutto un euro, considerato il tipo di servizio, non è poco. Facendo delle chiacchiere con alcuni amici mi è balzata alla mente un’idea: se esistono il biglietto urbano ed extraurbano, perché non fare anche una sorta di biglietto di quartiere?

Piccoli spostamenti in bus a un piccolo costo

Ciò che dovrebbe essere fornito ai cittadini è un biglietto che abbia una durata e un costo inferiori rispetto ai 60 minuti attuali del biglietto urbano al prezzo di 1 €. Consentirebbe quei piccoli spostamenti che sono spesso necessari, risparmiando molto. Se devo fare 4 o 5 fermate per raggiungere il centro commerciale con l’obiettivo di fare spesa, diventa oneroso spendere 1 € ad andare e 1 € a tornare. In 60 minuti infatti non riesco ad andare, fare la spesa e prendere il bus di ritorno con lo stesso biglietto. Mentre se avessi un biglietto di durata di 10 o 15 minuti al costo di 20 o 25 centesimi usufruirei di un buon servizio a un giusto prezzo, che mi consentirebe di risparmiare e di essere anche più propenso a utilizzare i mezzi pubblici per i piccoli spostamenti.

60 minuti di biglietto in gran parte sprecati

L’attuale durata di 60 minuti è nella maggior parte dei casi fuori luogo. Chi passa 60 minuti in bus? E chi riesce in 60 minuti ad utilizzare due volte il bus con lo stesso biglietto? Sono consapevole che ci saranno persone che hanno avuto, e hanno tuttora, esigenze di questo tipo. Anche a me è capitato a volte. Ma se avessi la possbilità di utilizzare biglietti di durata e costo inferiori potrei comunque prendere il bus in vari modi gestendo il mio tempo e il mio denaro mentre effettuo vari spostamenti. Con l’attuale biglietto orario gran parte dei 60 minuti non vengono quasi mai utilizzati. Ma l’euro che compone quei 60 minuti finisce sempre nelle casse dell’ATC (servizio trasporti pubblici Bologna).

Fornire un servizio bus migliore ai cittadini

Il problema è sempre il solito: si forniscono servizi per fare cassa e non per migliorare la vita dei cittadini. Le idee e le possibilità sono tante, ma se l’obiettivo che ci si prefigge invece che essere il servizio è il denaro, le cose non funzioneranno mai in maniera efficiente ed economica. A volte non c’è bisogno di grandi progetti e vari ingegneri per migliorare i servizi cittadini, basta solo l’intento a volerlo fare. Nei miei piani futuri c’è in programma il desiderio di abbandonare completamente l’automobile a favore dei mezzi pubblici e della bicicletta. Ma fino a quando per fare spesa dovrò mettere in conto 2 € aggiuntivi per il bus, continuerò a prendere l’auto. Sono più comodo e spendo meno. Che le istituzioni si attivino e si diano da fare per migliorare i servizi offerti ai cittadini tanto quanto si impegnano per fare denaro!