paura

In bocca al lupo, in culo alla balena e altri auguri scaramantici

3 agosto 2010 at 06:59
Il lupo e la sua grande bocca

La famigerata bocca del lupo (meglio che vedere il culo della balena…)

Quando bisogna superare una qualsiasi prova nella vita utilizziamo espressioni particolari per augurare, in maniera scaramantica, che le cose vadano per il meglio. Dalla bocca del lupo fino al culo della balena.

In bocca al lupo!… Crepi!

Ultimamente gli auguri scaramantici come “in bocca al lupo” mi hanno molto incuiosito. Ho provato a cercare un pò sul web ma non ho trovato granchè. Solo wikipedia offre una spiegazione dell’agurio di in bocca al lupo. E solo utlimamente sembra essere altrettanto ben augurante rispondere con un secco “… crepi!” (certo, nessuno vorrebbe rimanere nella bocca del lupo a lungo). Questo modo di dire pare essere usato verso qualunque contesto si voglia augurare un pò di fortuna.

In culo alla balena!… Speriamo che non caghi!

L’augurio che mi ha fatto più pensare però è “in culo alla balena”, al quale si usa rispondere “… speriamo che non caghi”. Ho trovato alcune spiegazioni riguardo questo augurio che lo fanno risalire alle vicende bibliche di Giona. Durante la tempesta, infatti, Giona trovò riparo nella pancia (e non nel culo…) della balena, e li vi rimase al sicuro. Da qui si spiega anche la strana risposta che augura di rimanere all’interno del deretano della balena il più a lungo possibile, o almeno finché la situazione tempostosa non sia terminata (altrimenti chi vorrebbe rimanere sempre nel culo di una balena?).

In culo al riccio!… Meglio che un riccio in culo!

Mi è parso strano però che siano così poche queste espressioni. Soprattutto considerando la complessità e la varietà della lingua Italiana. Cercando ancora un pò sul web ho trovato solo un’altra espressione di questo tipo: “in culo al riccio!”. Simile a “in culo alla balena” vede però una risposta diversa per continuare a sperare nel proficuo augurio: “… meglio che un riccio in culo!” 🙂 E voi, conoscete altre espressioni di questo tipo?

Immagine di Benedetta Marasco: Il naso di Pinocchio

Il fascino del male

18 dicembre 2009 at 06:34

Dante e Virgilio all'inferno

Dante e Virgilio assistono al fascino del male all'inferno


Il male ha sempre affascinato l’uomo. Nella vita terrena pare offrire di più e con meno fatica. Purtroppo per gli uomini che non gli resistono è tutta un’apparenza.

L’inganno del male

L’uomo tende sempre a cedere al male. Anche coloro che si impegnano per resistergli difficilmente riescono sempre a farlo. È normale, fa parte della natura dell’uomo. L’uomo vede il male come fascinoso. Purtroppo questo è il modo in cui il male si mostra agli uomini, ingannandoli, facendogli vedere illusioni di quella che è realmente la sua natura.

Una scelta fatta con poco impegno

Quando gli uomini devono impersonarsi nel bene o nel male difficilmente scelgono la prima opzione. Si tende a pensare al bene come a un’inferiorità di possibilità nella vita: carità, povertà, giustizia. Si vede il male invece come una sorta di parco divertimenti: soldi, donne, regole infrante. L’uomo tende a credere che se sarà male sarà più forte, mentre se sceglierà il bene farà la figura dello stupido. È così per i bambini e così per gli adulti e forse più per i secondi che non per i primi.

L’uomo tende a trasformarsi in ciò che teme

Il male tenta gli uomini e agli uomini piace farsi tentare. Pochi di loro invece effettuano una scelta consapevole verso il bene, sicuramente una scelta molto più difficile. In realtà gli uomini hanno paura e la loro paura li porta verso il male credendo che li temeranno meno ciò che li spaventa. Si tende ad aggregarsi con chi si ritiene più forte, con chi ci spaventa per autoconvincerci che se facciamo parte delle sue schiere non dovremmo più temerle. Ci si trasforma in mostri per non avere più paura di loro.

Le scelte degli uomini e le loro conseguenze

L’uomo, purtroppo, ha un grande deficit temporale: tende a vedere la vita sulla terra come qualcosa di infinito, ignorando che, come molti altri uomini prima di lui, un giorno il suo corso avrà termine. Sarà in quel momento che le scelte degli uomini verranno soppesate. Mi sono sempre chiesto come sia così facile per gli uomini mettere a confronto una vita terrena, che seppur lunga è comunque breve, con la vita spirituale che sarà per sempre. Ritengo valga la pena impegnarsi non solo per guadagnarsi un posto migliore, ma perchè si ritiene che così sia giusto. Gli uomini dovrebbero fermarsi a pensare, anche solo un paio di secondi, prima di ogni scelta e ricordarsi che un giorno arriverà il momento in cui dovranno dare spiegazione delle loro azioni.

Uomini che piangono e uomini che fingono di essere tali

13 novembre 2009 at 06:10

Uomo che piange seduto sulle scale di casa

Uomo che piange - generalmente se ne vergogna


Gli uomini passano la propria giovinezza a cercare di non piangere più per dimostrare di essere uomini. Poi si accorgono di non riuscire più a piangere e di non essere così più uomini.

Uomini e lacrime

Un vero uomo piange o non versa mai una lacrima? Credo di avere risposto a questa domanda in maniera definitiva quando nei militari, dritto in piedi di fronte al capitano di compagnia, con gli occhi pieni di lacrime e il naso colante, esso mi disse: “comportati da uomo! Smetti di piangere!”. Capii allora che per comportarsi da uomo ogni tanto è necessario piangere.

Ciò che è dentro ogni uomo

Il rapporto che gli uomini hanno con le proprie lacrime è molto particolare, credo ne provino vergogna. Ho sentito alcuni amici vantarsi di non piangere da quando avevano 12 anni, altri disperarsi perchè avevano paura di non riuscire più a versare lacrime, sintomo dell’essere incapaci di provare certe emozioni. Ho visto uomini ritenersi tali perchè portavano sul fianco una pistola, altri perchè erano riusciti a diventare sproporzionatamente grossi, altri perchè potevano vantare molte conquiste femminili, altri ancora perchè potevano permettersi di comprare molte cose.

Il tentativo di somigliare a un uomo che non ci somiglia ci allontana dal vero uomo che è in noi

L’idea che un uomo ha di se stesso viaggia a braccetto con l’idea di uomo che propina la società di oggi, ma ancora di più credo dipenda da un qualcosa di atavico presente in ognuno di noi. È come se dovessimo dimostrare di essere qualcuno che in realtà non siamo. Cerchiamo di nascondere le nostre debolezze, segno vero queste del nostro essere uomini. Più cerchiamo di somigliare all’uomo che non ci somiglierà mai e più ci allontaniamo dal vero uomo che è in noi.

Sia chiaro, non è di certo uomo colui che piange sempre e non è in grado di comportarsi veramente come tale, ma non so quanti uomini ho conosciuto che siano capaci di versare il giusto numero di lacrime nei momenti opportuni. Forse con la confusione che abbiamo dentro di noi non tendiamo solo a nascondere le nostre debolezze, ma anche le nostre forze, cosicchè passiamo la vita a non essere mai noi stessi per paura di sembrare troppo deboli o spropositamente forti.

L’uomo e il bambino in ognuno di noi

Un uomo è tale poichè, innanzitutto, non si vergogna di ciò che è. Non piange per nulla, ma per le emozioni che prova e lo dimostra fieramente. La sua forza arriva dal suo animo e sa essere forte quando necessario. Non deve dimostrare niente e non ne sente nemmeno il bisogno. Sa essere uomo e bambino allo stesso tempo, preferendo uno all’altro al momento opportuno.

La paura di stare in mezzo alla gente

12 ottobre 2009 at 06:11
Folla di persone

Folla di persone

Ochlofobia è la paura delle folle e delle calche. Molte persone ignorando il contesto di questa fobia provano comunque un grosso disagio nel ritrovarsi in mezzo a tanta gente. Le reazioni a tale disagio sono le più svariata ma generalmente prevale l’isolamento.

Una paura che vive nel silenzio generale

Molte persone al giorno d’oggi hanno una sorta di disagio a stare in mezzo a tanta gente. Non credo si possa definire come nuova forma di ochlofobia (paura delle folle e delle calche), ma credo sia una causa della nostra società, del nostro modo di vivere e di intendere la comunità. Anche molte persone che non lo mostrano e che apparentemente sembrano trovarsi bene in mezzo a molta gente in realtà vivono dentro di loro un piccolo dramma.

L’importanza della sicurezza interiore e dell’attenzione che ci viene prestata

Quale può essere la causa? Ovviamente non abbozzo ne teorie scientifiche ne tantomeno pensieri psicologici, semplicemnte il mio parere. Per come siamo abituati a vivere oggi il numero fa la differenza. Ora, quando ci troviamo in compagnia di pochi intimi tutto ci pare calmo e tranquillo, ma non solo, è l’atmosfera che è diversa. Sentiamo intorno a noi una sorta di protezione, forse anche la consapevolezza che tutto è come ci aspettiamo. Sappiamo chi sono gli amici che abbiamo di fianco, a grandi linee non ci sorprenderanno con azioni che potrebbero traumatizzarci, ma soprattutto sappiamo che abbiamo la loro attenzione.

Quando ci troviamo tra le folle invece non abbiamo l’attenzione praticamente di nessuno, siamo uno dei tanti, un puntino tra la folla, e questo ci terrorizza. I risvolti di questo approccio sono due: da un lato una sorta di egocentrismo che definirei comunque positivo, dall’altro la giusta consapevolezza di non essere uno dei tanti, concetto fondamentale per avere discernere riguardo la propria esistenza e la propria unicità, ma anche per essere in grado di elaborare pensieri univoci e originali.

Le reazioni che abbiamo in mezzo alla gente

Così quando ci troviamo in mezzo a molta gente (conoscenti o estranei che siano) tendiamo ad annulalrci, a rimanere in disparte, come a volerci schermare da qualcosa che potrebbe attaccarci, ma non è solo questo. Tendiamo a difenderci in modo che nella possibilità di essere uno dei tanti risulti evidente il nostro comportamento differente. Mentre magari tutti socializzano o si divertono noi rimaniamo in disparte, come a volere dire che noi non ci comportiamo come gli altri, siamo diversi.

Un pensiero giusto che manca di elasticità

Credo semplicemente manchi una certa maturità nel pensiero, che nonostante trovi molto plausibile mi appare limitato. Siamo tutti uguali e tutti diversi. Tutti unici sebbene tra le masse. Capaci di distinguerci in mezzo alla folla, sempre che non decidiamo di farci fuori da soli. Tendiamo a ignorare che i nostri pensieri sono comuni, e le paure che sentiamo noi in un certo momento è molto probabile le stia sentendo anche la persona che ci sta passando a fianco. Tendiamo a vedere il mondo come NOI da una parte e le ALTRE PERSONE dall’altra. Ma tutti tendono a vedere il mondo così e quindi è una visione unitaria che non trova fondamento in nessuno di noi e in nessuno dei nostri pensieri.

Il grafico delle conoscenze

La società non ci aiuta, ci impone quasi di conoscere sempre più persone, senza farci capire però che più persone conosceremo meno li conosceremo. Conoscendo il numero di persone consono al nostro stile di vita e le nostre possibilità saremo invece capaci di conoscerle veramente e farci conoscere altrettanto bene.

La paura del buio e di altre cose

7 agosto 2009 at 18:35

L'urlo di Munch

L'urlo di Munch rappresenta la paura


Quella del buio è da sempre una paura insita nell’uomo. Indipendentemente dalle esperienze personali, dall’età o dal coraggio ciò che non riusciamo a vedere e che non conosciamo ci spaventa.

Paura del buio o di ciò che non conosci?

Quando l’uomo nasce “viene alla luce”, ma i suoi primi 9 mesi di vita li trascorre al buio. Dovrebbe quindi essere abituato e invece tende ad essere intimorito dalla mancanza di luce. Fondamentalmente si evince come non sia il buio in se ciò che spaventa, ma la mancanza di consapevolezza di ciò che potrebbe esserci dove non riesce a vedere.

Quando ti trovi al buio e cominci a domandarti cosa ci sia, stai creando tu ciò che prima non c’era. Crei in te una paura che prima non avevi e più ci pensi e più la paura diventa grande, finchè non diventa suggestione e si trasforma poi in certezza. Se osservando o ascoltando al buio ti sembra di scorgere o sentire qualcosa stai creando un mostro . Le stesse paure che hai al buio, se solo ci pensassi, le avresti anche alla luce. La differenza si trova nella sicurezza che la luce ti da. Ti permette di vedere chiaramente e questo ti fa credere di potere vedere tutto. Ti da la certezza che tutto sia a posto, ma in realtà prendi solo fiducia in te stesso, abbandoni ogni pensiero che ti farebbe incorrere nel buio del tuo io.

Può darsi che i mostri nel buio ci siano, ma li hai mai visti?

Se al buio ci sono dei mostri, prima di spaventarti della loro presenza cerca almeno di vederli, allora avrai di che essere spaventato. Avere paura di qualcosa che forse si è visto, forse si è sentito, ma alla fine non si è certi ne di una cosa ne dell’altra mi pare un pò stupido.

Luce e buio sono dentro di noi

Ci sono uomini che stando al buio ed essendo consapevoli e sicuri ed avendo fede non temono nulla. Altri che seppure si credono alla luce in realtà vivono un buio che mangia dall’interno. Probabilmente al buio ci sono dei mostri, ma non ve ne sono forse anche alla luce? Allora non bisogna avere paura del buio perchè non è questo che ci spaventa, ma i mostri. Per capire cosa ti spaventa e perchè, occorre innanzitutto capire chi sei e di cosa hai paura.

La paura ci fa crescere, conoscere ed evolvere

Mi piace pensare che tutto scorre e che nulla va come non dovrebbe. Considerando questo, le mie paure divengono una storia, già scritta o già vissuta da chissà quanti altri. Se così deve essere così sia. Gli uomini tendono ad avere talmente paura che dopo un pò non ricordano più di cosa avevano paura e hanno paura solo del fatto di avere paura.

La paura va accettata. Non ci sono uomini al mondo che non hanno paura di qualcosa. La differenza sta solo nel come la si vive. Si può avere paura del buio e rimanere terrorrizzati e passivi, oppure ci si può destare, andare incontro alle proprie paure e diventare attivi. Mentre vive, l’uomo si evolve. Le paure che avevi da piccolo ora ti fanno sorridere, ti sei mai chiesto perchè? Avremo sempre paura, l’importante è non vivere in essa e le volte che capiterà trovare il coraggio di andarle incontro. Conosceremo cose di noi e delle nostre paure che ci fortificheranno e ci permetteranno di evolverci ed è questo il bello! Tanto non temere, messa da parte una paura ce ne sarà sicuramente un’altra poco dopo! 🙂