politici

Se i politici amassero l’Italia

29 ottobre 2010 at 06:37

Quando in un paese le cose vanno male la colpa è di chi governa il paese. I nostri politici non hanno l’umiltà necessaria per ammettere le loro colpe e non volendo lasciare la loro carica a chi meglio di loro saprebbe fare dimostrano come non amino l’Italia.

Il vero leader che manca alla politica

Se i politici amassero l’Italia si dimetterebbero. Lo sdegno nazionale che si vive ormai da anni (forse da sempre) però non li sfiora minimamente. Un vero leader è tale quando sa anche farsi da parte; quando capisce di non essere stato in grado di assolvere i compiti che gli erano stati assegnati. Da ciò capiamo come i nostri politici non siano leader e non abbiano alcun interesse verso l’Italia e il popolo Italiano. Altresì lascerebbero ricoprire la loro carica a chi meglio di loro saprebbe svolgerla.

Politici Italiani senza cuore

Ma i politici Italiani sono troppo impegnati nel loro malaffare e tornaconto per lasciare la posizione di comodo nella quale si ritrovano. Sono imprenditori, affaristi, mafiosi, ma non di certo Italiani con il cuore. Questa classe politica il cuore non sa neanche cosa sia. Quando gli si pone dinnanzi il loro male operato non ammettono mai le loro colpe, ma inventano scuse di ogni genere, inventano storie ai limiti dell’assurdo, si inerpicano in ragionamenti e motivazioni che nulla hanno a che vedere con i problemi del paese e con le discussioni alle quali li si è invitati.

Il limite di sopportazione degli Italiani

Il loro unico obiettivo è mantenere la loro posizione di potere. Gli Italiani il voto dovrebbero darlo a chi non lo vuole. Solo chi è abbastanza umile da non volere il potere ha le caratteristiche necessarie nel riuscire a governare l’Italia. Guardo il mio paese e mi chiedo fino a che punto arriveremo. Mi chiedo fino a quando gli Italiani sopporteranno e fino a quando la loro ignoranza permetterà tutto questo. Ma sopra ogni altra cosa mi chiedo se mai gli Italiani hanno vissuto un periodo di pace. Rispondendomi a questa domanda capisco molte cose e capisco perché gli Italiani subiscono ogni giorno la loro condanna.

Decreti politici per salvare la politica

7 marzo 2010 at 06:34

due uomini discutono di regole politiche

Le regole della politica - basta solo interpretarle e il cerchio si chiude


Con l’ultimo decreto salva liste PDL gli Italiani hanno avuto conferma di come nel nostro paese le leggi debbano essere rispettate da tutti, ma non da chi le fa.

L’evidenza che c’è tra l’apparire e l’essere

La lista del PDL era rimasta fuori dalle regionali del lazio e della lombardia. Questo si riassume nel fatto che c’era un termine per presentare le liste e chi di dovere non lo ha fatto per tempo. Ops… scusate, abbiamo dimenticato di fare il nostro lavoro. Siamo così impegnati a fare propaganda che dimentichiamo ci sono regole da rispettare. Nessun problema, facciamo leva sulla democrazia e chiediamo di essere ammessi lo stesso. I cittadini devono potere votare per il loro candidato in un sistema democratico!

Regole: non rispettarle ma interpretarle

E così in Italia le regole diventano robetta da “interpretare” con un decreto. Come fanno le religioni per le scritture, dalle quali prendono ciò che fa comodo loro. Come in un reality show, quando un’eliminazione inaspettata dai concorrenti atta a fare salire l’audience, fa uscire un protagonista, ci si inventa una scusa qualunque per farlo rientrare. Questo è il nostro paese, questa è l’Italia, dove le regole contano per tutti ma non per chi le fa. Piacerebbe anche a molti Italiani poterle interpretare. Credo alcuni potrebbero dare sfoggio a veri lampi di genio!

Politica: parlare, proporsi, atteggiarsi, ostentarsi, ma alla fine non fare un cazzo!

I politici ancora non hanno capito che la politica non è qualcosa di cui parlare, ma un’azione da compiere. Ignorano che non occupano quel ruolo per se stessi e per cercare di competere tra loro, ma di essere li per il popolo, che, in teoria, li ha eletti e per questo dovrebbero lavorare e collaborare. Ciò di cui più c’è da rammaricarsi è che sempre più questo loro modo di fare contagia ogni cittadino Italiano, che non discerne più la differenza che c’è tra il parlare di politica e il fare politica!

Forme di governo e loro degenerazione

20 novembre 2009 at 10:28

Un uomo panciuto si mangia il mondo lasciando le briciole a un piccolo omino di colore

Rappresentazione del capitalismo


Gli uomini continuano a divedersi tra loro ritenendo più giusta una forma di governo rispetto a un’altra. Ignari che non sono le forme di governo ad essere giuste o sbagliate, ma il modo in cui essi le applicano, portandole ad una degenerazione completa.

Capitalism: a love story

Mercoledì sono andato a vedere l’ultimo film di Michael Moore: Capitalism – a love story. Alcuni contesti di schieramento politico da parte del regista non mi sono piaciuti molto, ma nel complesso il film è molto bello, direi soprattutto istruttivo.

Le disparità economiche del mondo

Fondamentalmente non si scopre nulla di nuovo guardando il film, che il capitalismo non sia un bene lo sa chiunque abbia un pò di cervello. Il film mostra infatti come il capitalismo porti poche persone (si dice l’1% della popolazione) ad avere più soldi del resto del mondo, oltre ad acquisire un potere che permette di condizionare la vita politica e sociale di chiunque. Anche queste non sono cose nuove, è dagli albori dell’industrializzazione che potere politico, economia e industriali fanno i loro sporchi affari a scapito dei lavoratori e della popolazione.

Uomini che manipolano i sistemi

A mio avviso ciò che si evince bene dal film è come un sistema possa essere manipolato. In un sistema che si basa su regole alcune di esse possono essere infrante, altre aggirate. Questo non vuole dire che bisogni cercare un sistema senza regole, ma occorre cambiare la mentalità degli uomini per fare si che i pochi non usino il sitema a loro favore contro i molti. Aristotele aveva già capito che le tre possibili forme di governo: monarchia, aristrocrazia e democrazia, dovevano guardarsi dalle loro degenerazioni: tirannide, oligarchia e oclocrazia. Si evince come ogni forma di governo, se attuata con onestà e intelletto, può funzionare e portare grossi vantaggi per tutti. Ma se pochi usano le forme di governo per se stessi a danno di molti allora nessuna forma di governo troverà mai una giusta applicazione.

La staticità dell’uomo e la dinamicità delle forme di governo

Oggi è tutto molto simile. Non è tanto un fatto di Comunismo, socialismo, capitalismo o democrazia, è la mentalità delle persone che non funziona. I politici da sempre fanno i loro comodi a scapito del popolo invece di esercitare la propria professione a favore del popolo. Dal canto suo il popolo si divide, tra chi ritiene più giusta una forma di governo e chi un’altra. La storia ci ha insegnato che le cose buone e le cose cattive stanno da una parte e dall’altra. L’uomo di oggi dovrebbe essere in grado di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Tutte le forme di governo sono buone se applicate in maniera giusta, ma purtroppo sono gli uomini che continuano imperterriti a mantenere dentro di se quel marcio, quell’avidità, quell’invidia, quello scarso senso di giustizia che prevale sempre mentre le forme di governo nei secoli cambiano.

La politica di oggi non permette di capire quale sia la verità

27 luglio 2009 at 15:43

Dibattito politico

Dibattito politico - tante urla e poca informazione


Seguire un dibattito politico porta alla confusione e alla frustrazione. I politici parlano della stessa cosa vedendola in maniera completamente diversa. Non si capisce chi abbia ragione su vari argomenti e l’informazione al cittadino è quella che paga sempre lo scotto.

Il caos dei dibattiti politici

Premesso che su molti argomenti si capisce motlo bene dove stia la verità, quando si segue un dibattito politico si finisce nel caos e si rimane nell’ignoranza circa l’argomento in questione.

La lotta tra le due fazioni e il cittadino in mezzo

Mi è capitato di seguire vari dibattiti politici e quando il tema del dibattito è un argomento specifico, le due fazioni portano spesso grandi quantità di documenti e dati di cui avvalersi. Ci si trova spesso così ad avere una parte che dice che la questione è “bianca” e l’altra che sostiene a tutta forza che la questione è “nera”. Ora, le possibilità non sono molte: o è bianca o è nera o nessuno dei due dice la verità e probabilmente ci sono varie sfumature.

I dibattiti dovrebbero servire al cittadino per dargli una visione del pensiero delle varie frange politiche e non metterlo in dubbio chiedendosi alla fine dove stia la verità. I cittadini comuni non hanno informazioni circa le varie tematiche politiche, a questo dovrebbero pensare appunto i politici, che sono pagati apposta. Purtroppo si accaniscono nel tentativo di far valere i propri dati e la propria idea invece che dare la possibilità al cittadino comune di informarsi un pò a riguardo.

La terza fazione mancante

Nei dibattiti politici occorrerebbe una terza fazione con il solo scopo di evidenziare le menzogne che vengono dette dalle varie parti. Ormai tutta la politica è solo una facciata. Si cerca di dare al cittadino un’immagine di saccenza e sicurezza che non risponde praticamente mai alla verità. Durante un dibattito i politici hanno il solo scopo di prevalere sull’altro, informare il cittadino è l’ultimo dei loro pensieri.

Forse la politica di un tempo era un pò più rispettosa. Personalmente penso che oggi dove c’è politica non c’è verità.