professori

Il modo di vivere deglli uomini e l’istituzionalizzazione che ne deriva

21 ottobre 2009 at 09:55

testa di uomo dal quale escono piccoli omini rappresentanti i suoi pensieri

Trovando le chiavi della nostra mente possiamo aprirne le porte


Le istituzioni danno con una mano e toglono con l’altra. Il pericolo che corrono gli uomini è di non evolvere più il loro pensiero. Schiavi di un mondo che fievolmente combattono per arrivare poi quasi a sostenerlo.

Il grosso limite delle istituzioni

Il grande problema delle istituzioni è sempre stato quello di non essere in grado di avere una mentalità aperta. Per riuscire nel loro scopo devono in qualche modo chiudersi dentro se stesse, dentro i loro meccanismi, dentro i loro pensieri.

Se da un lato le istituzioni permettono di avere servizi molto utili, dall’altro limitano non solo la loro capacità di erogare un servizio migliore, ma la capacità del libero cittadino di ragionare liberamente.

L’istituzione scolastica

Ne è un esempio lampante il mondo della scuola, dove alcuni professori sono ormai incastrati in un sistema d’insegnamento che li chiude in se stessi e nei confronti degli altri. Insegnano la libertà e i giusti valori, ma non sanno cosa è uno e cosa l’altro. Vogliono promulgare la libertà di espressione, ma appena qualcuno supera certi limiti reprimono questa libertà con comportamenti che definirei quasi dittatoriali.

Il peso delle istituzioni sugli uomini

Gli uomini rischiano di rimanere schiacciati dalla propria società. Entrano nei suoi sistemi talmente a fondo che non sono più in grado di discernere se sono giusti o sbagliati. L’economia ad esempio; ci possono essere fazioni che la vedono in un modo, altre fazioni in un altro, ma entrambe non si accorgono di essere schiacciate dal peso del denaro, una delle più grandi maledizioni dell’uomo. E nessuno è in grado di vagliare un pensiero alternativo. Se mai alcuno lo facesse verrebbe irriso di utopia.

Abbandonare la vecchia via per la nuova

L’istituzionalizzazione tende a insegnarti il suo modo di vedere le cose e se vivi le istituzioni abbastanza a fondo e a lungo, e se non ti impegni a cercare sempre una visione alternativa delle cose, ma al contrario credi ciecamente a ciò che ti viene insegnato, ne rimarrai invischiato talmente tanto da non poterne più fare a meno e la tuta vita sarà grama. Ad oggi infatti molte persone non solo non pensano a come vagliare nuovi pensieri e modi di vivere ma sono estremamente convinti che la società in cui vivono sia pressochè perfetta. Persone vittime del consumismo e del sistema, che non sono pronte a vedere alcuna strada alternativa.

Il vantaggio che le istituzioni tengono per loro

Le istituzioni tendono a uniformare il pensiero degli uomini, perchè un unico pensiero, o alcuni ben limitati, sono molto più facili da governare rispetto a menti capaci di ragionamenti e di pensieri alternativi.

Istituzionalizzazione religiosa

Anche le religioni vivono la loro istituzionalizzazione. Ogni uomo religioso ha vissuto un periodo di bombardamento psicologico che ha minato il suo rapporto con dio. Dai seminaristi che si infilano in un pertugio lungo 5 anni, ai monaci che vivono come eremiti del mondo, alle suore o frati di clausura, che si estraneano dal mondo.

Probabilmente sono necessari anche questi ruoli, ma mi stupisce come in nessuna istituzione nascano nuovi pensieri veramente liberi, rinnovatori di un vecchio sistema, portatori di una nuova mentalità. La globalizzazione sta rendendo tutto questo sempre più difficile e ogni piccolo cenno di innovazione e ribellione al potere delle istituzioni viene immediatamente troncato.

Libertà a tutti i costi e a qualsiasi prezzo

Gli uomini a mio avviso sono comunque e sempre liberi, l’importante è che sappiano qual è la loro libertà e che prezzo devono pagare per averla e mantenerla.

Il clima e l’atmosfera che ci sono nei luoghi in cui viviamo la nostra vita

16 ottobre 2009 at 06:52

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole


Alcuni momenti sono un vero piacere per lo spirito grazie all’atmosfera che portano con se, una vera e propria linfa vitale.

I momenti più piacevoli, quelli più semplici

Il modo in cui spendiamo il nostro tempo lo reputiamo, inconsciamente, positivo o meno non solo in base a ciò che facciamo, ma anche in base al clima e l’atmosfera che c’era in quel momento. Lo si evince dal fatto che molte volte ci divertiamo come matti e passiamo splendide serate pur non facendo nulla di che. Ma l’atmosfera che i componenti della serata riescono a creare ingloba, quasi rivestendo ogni partecipante, di sentori estremamente positivi, che ci sollazzano lo spirito, divertendoci, rincuorandoci, rassicurandoci e lasciandoci una nota estremamente positiva della serata.

Al contrario capita che in serate organizzate per filo e per segno, in cui il divertimento, almeno sulla carta, dovrebbe essere garantito, non si riesca a stabilire quel contatto, quell’atmosfera appunto che dia qualcosa in più ai partecipanti del momento.

L'”essere” sovrastato dal fare

Tendiamo infatti a ritenere importante il dove, il quando e il come e dimentichiamo il chi. Credo i momenti con una buona atmosfera nascano soprattutto quando le persone abbandonano la propria voglia di divertirsi a tutti i costi. Quando lasciano alle proprie spalle la credenza di dovere fare per forza qualcosa per divertirsi, quando si distaccano dalla società. Allora le persone cominciano a sentirsi meglio e i sentori positivi che sono dentro di loro fuoriescono agendo sugli altri, e così di rimando da parte di tutti.

Il clima aziendale bilancia i sentori dello spirito

Ad oggi ne è un evidente segno il mondo del lavoro. Quanto più il clima aziendale è positivo, tanto più il lavoro, oltre al suo gravio specifico, non pesa. Andare ogni giorno al lavoro in un ambiente malsano, pieno d’astio, di persone poco disponibili e superiori con atteggiamenti irascibili e sgodevoli è probabilmente la condanna del mondo moderno occidentale.

Altresì i fortunati che possono andare al lavoro in un luogo che grazie al buon convivio di tutti, all’impegno, alla dedizione, alla propensione di sapere valutare i tempi in cui ridere e scherzare e quelli in cui lavorare sodo, ma con il sorriso sulle labbra, vivranno sicuramente giornate gradevoli al lavoro e il contesto lavorativo non lascerà un malcontento come oggi purtroppo accade spesso.

Il clima scolastico che influenza gli studenti

Anche gli studenti nelle scuole sanno probabilmente di cosa si tratta. Non è tanto la mole di studio che gli si presenta davanti a turbare i giovani studenti, ma la capacità dei professori di sapere creare un giusto clima capace non solo di rasserenare i ragazzi, ma di spronarli allo studio motivandoli a dovere.

Allora l’impegnarsi si trasforma in piacere e le mattine in aula trovano spesso spazi in cui il piacere di imparare e insegnare si mescola divenendo un tuttuno, ma soprattutto aleggia nello spirito di coloro che sanno percepirla una nota veramente piacevole del momento vissuto, in cui la fatica per lo studio che si sta effettuando e il piacere di vivere si mescolano quasi fino a non distinguerli tra loro.

La serenità interiore per il bene di tutti

L’intenzione a creare un buon clima e una piacevole atmosfera dovrebbe essere a mio avviso un impegno da parte di tutti, ma senza forzare le persone e i momenti, altrimenti tutto è vano. Si tratta più di una lettura dei tempi e delle genti che abbiamo a fianco, di un’apertura verso gli altri e un lasciapassare nei nostri confronti. Allora tutto diventa leggero, frizzante, poetico, memorabile, ed è incredibile come tutti sappiano che le cose migliori della vita sono le più semplici, eppure ancora molti si ostinino a cercare un benessere che è più che altro un’imitazione di qualcuno che non gli somiglia e non gli somiglierà mai.

Tecnologia e contributo delle comunità web per abbattere i costi della scuola

14 ottobre 2009 at 06:34

libro con copertina fatta a lavagna e segna libro che si trasforma in mouse

Unire tecnologia e contributo delle comunità web in ambito scuola


Con il lavoro di professori volontari e la licenza creative commons si potrebbe dare vita a una comunità web che permetterebbe di annullare il gravio libri a studenti e famiglie, migliorando anche l’impatto ambientale.

Un’idea nata guardando la trasmissione report

Domenica scorsa ho visto sulla trasmissione report un’anteprima della prossima puntata. Si parlerà tra le altre cose di testi scolastici scritti e impaginati dai docenti delle scuole per abbattere i costi dei libri.

Testi scolastici in licenza creative commons

Così mi è venuta una piccola idea. Ho pensato che se alcuni docenti scrivessero dei testi scolastici sotto licenza creative commons potrebbero dare inizio a una comunità che utilizzerebbe quei libri. Non solo, con il tempo vari docenti e volontari potrebbero contribuire a migliorare e ampliare i testi, per renderli sempre più professionali.

Un vantaggio per famiglie, studenti e scuole

Gli studenti avrebbero quindi la possibilità di scaricare gratuitamente i testi da internet e consultarli comodamente sul pc, stampando all’occorrenza le pagine necessarie. I docenti potrebbero consulatre vari testi e quando interessati modificarne e / o aggiungere contenuti e caricare così un nuovo contenuto sul web. Il tutto disponibile per qualunque scuola volesse partecipare e utilizzare questi libri per i propri studenti.

La necessità di commenti dagli appartenenti ai lavori per vagliare la fattibilità di un progetto

Mi piacerebbe ricevere commenti da professori e addetti ai lavori per capire in base alla loro esperienza se tutto questo potrebbe essere fattibile. In attesa dell’uscita del lettore di e-book (hardware) o in alternativa agli e-book stessi (libri software che comunque avranno un certo costo) si potrebbe valutare questa nuova forma di comunità, risparmiando denaro per quanto riguarda le famiglie, carta per tutta la società e il gravio dei libri agli studenti.

Istituzione, preside, professori e alunni nella scuola pomeridiana e serale Italiana

25 giugno 2009 at 07:44
Studenti lavoratori durante una lezione alla scuola serale

Studenti lavoratori durante una lezione alla scuola serale

La scuola è un’istituzione in difficoltà poichè composta da figure che non comprendono l’importanza del proprio ruolo. Deve inoltre affrontare grandi problemi legati al ministero e all’economia. Il tutto per un servizio che peggiora ogni anno a scapito dell’istruzione nazionale

Tornare a scuola dopo 15 anni di assenza

L’estate scorsa la mia voglia di imparare mi ha portato a una scelta molto combattuta: frequentare la scuola serale! Eh già, quando ero in 2^ superiore, a circa 15 anni, mi ritirai. Una vita scombussolata e incasinata non mi permetteva di continuare gli studi. Così abbandonai l’istituto tecnico per geometri Pacinotti di Bologna.

A Luglio del 2008 mi sono iscritto al Manfredi Tanari di Bologna, la possibilità di seguire corsi pomeridiani e serali è stata determinante nella mia scelta. Obiettivo: imparare a programmare in ambito informatico (oltre a incrementare un pò la mia cultura generale). Il primo anno di transizione mi porta a iscrivermi alla 2^/3^ aziendale a indirizzo informatico.

L’impatto con la scuola serale e le sue strutture

Il ritorno a scuola mi ha eccitato molto, ma l’impatto è stato piuttosto duro! Mi son ritrovato di fronte un mondo che mi aspettavo diverso, completamente diverso. Son consapevole che in Italia ci sono realtà molto più difficili di quella che ho vissuto io, ma la struttura e gli organi scolastici mi hanno lasciato perplesso.

Al messaggio di inizio anno il preside dell’istituto ha trattato l’importanza di consumare pasti, merendine e quant’altro nel bar della scuola. Non si può mica tenere aperto un bar se nessuno consuma! Scherzi a parte, capisco bene che i conti devono tornare, soprattutto nei servizi che si offrono, solo che mi aspettavo mi rimanesse impresso qualcosa di diverso. Forse è colpa mia che non ho saputo afferrare altri concetti…

I laboratori di informatica sono stati la mia curiosità per tutto l’anno. Credo di non avere mai portato a casa più virus e codici malevoli in tutta la mia vita (considerando anche quella che ancora deve venire) di quanto non abbia fatto infilando le mie pendrive su quei computer! Gli studenti perdevano abitualmente i propri dati a causa di pc mal gestiti. Persino all’esame di fine anno qualcuno ha perduto il proprio lavoro per colpa di questi laboratori allo sfascio!

I professori della scuola serale

I professori hanno fatto un ottimo lavoro tutto l’anno, e hanno tutta la mia stima per il loro operato. Alcuni di loro hanno saputo insegnare in maniera impeccabile nei modi, nel programma e nel clima che hanno saputo creare all’interno della classe. In generale però sono rimasto stupito da tante cose, ma forse sono solo un ingenuo.

Ho sentito professori ritenere che nella Bibbia c’è scritto che il mondo finisce alle colonne d’ercole, altri che facevano propaganda politica, altri ancora che infilavano nelle loro lezioni i loro pensieri religiosi facendoli passare come parte della lezione stessa. A volte i professori dimenticano il ruolo che ricoprono e quanto sia importante la loro figura agli occhi degli studenti.

Ho veduto professori portare il proprio malcontento a scuola, alzando la voce per sfogare la propria rabbia. Professori che spesso hanno mancato di rispetto agli alunni, a causa del loro comportamento diretto e indiretto. Non c’è mai stata una vera organizzazione scolastica e molto spesso i professori si sono sentiti piuttosto “liberi” riguardo il loro orario. A volte le lezioni da 45 minuti duravano solamente una ventina di minuti.

Gli studenti della scuola serale

Ovviamente ho qualcosa da rimproverare anche agli studenti, me compreso :-). Molti avevano circa vent’anni, il che non giustifica il loro comportamento, ma forse può essere meglio compreso. Ciò che mi ha stupito è stato vedere come l’attaccamento a voti e diplomino finale abbia portato molti ad avere un comportamento irrispettoso, falso e immorale! Bigliettini, copiature, scopiazzature, suggerimenti, e molto altro. Ho visto alunni fare verifiche con il libro sulle gambe, altri utilizzare il bagno per “ripassare” un attimino, altri ancora che si portavano proprio il compito già fatto da casa!

Le verifiche della scuola serale

Alcune verifiche le ricordo come vere buffonate! Tra queste la verifica di scienze, quasi 100 persone in un’aula che facevano praticamente un compito collettivo. Vista la buffonata e il suggerimento della professoressa: “non copiate tanto do tutti 6!” copiai anche io, macchiando schifosamente la mia prestazione scolastica.

Anche la seconda prova d’esame di fine anno la reputo una buffonata. Professori svogliati già in ferie, professori esterni atti al controllo che dopo un paio d’ore non erano più presenti nella classe. Il sistema scolastico della prova è totalmente da rivedere! C’era la possibilità di portarsi sulla propria pendrive alcune prove già fatte e ogni tipo di appunti e mi permetto di dubitare della buona fede degli alunni!

Quello che ho imparato e quello che ho visto nella scuola pomeridiana e serale Italiana

Quest’anno ho imparato molte cose grazie ai professori che me le hanno insegnate e ai miei compagni di classe con i quali ho condiviso l’anno scolastico. Ciò che ho detto non è per polemizzare ma per invitare tutti a migliorarsi. Dal sistema scolastico al preside, dalle strutture ai professori, per finire con gli stessi studenti che dovrebbero essere i primi a mettere nelle condizioni i professori di fare un buon lavoro.

La scuola serale italiana ha bisogno di molto tempo per riuscire a migliorarsi. La mentalità di professori, studenti e alunni deve aprirsi per riuscire a creare un ambiente in cui la scuola serale serva a formare le persone e non istituzionalizzarle. Ciò che ho veduto è però un’istituzione abbandonata a se stessa.

Ciò che insegna la scuola serale

Finchè i presidi avranno la necessità di fare tornare i conti, i professori vedranno la loro “missione” al pari di un lavoro come tanti altri e gli alunni si crederanno furbi ottenendo voti che non rispecchiano affatto la propria conoscenza e la propria cultura, la scuola serale continuerà a essere un’istituzione che non funziona.

La scuola serale insegna cose che lei stessa non ha ancora imparato. Parla di concetti e valori che non ha ancora appreso. Credo sia questo che porta gli alunni, soprattutto più giovani, ad avere un malcontento nei confronti della scuola (generale). Forse la scuola dovrebbe essere più amica e alleata, che non imperiosa e rigorosa. Allora trasmetterebbe un messaggio diverso: di comunione, di comprensione, di condivisione e finalmente di insegnamento.

L’informatica insegnata nelle scuole elementari

18 giugno 2009 at 09:25
Informatica per gli alunni delle scuole elementari

Informatica per gli alunni delle scuole elementari

In Italia l’alfabetizzazione informatica è quasi nulla. L’informatica non è una materia che riguarda solo gli esperti, ma purtroppo a decidere a riguardo vi sono ministri e addetti ai lavori che non ne capiscono nulla e la maggior parte di loro sa appena cosa sia un computer

L’importanza dell’informatica e di internet

In questi ultimi anni il computer, soprattutto con l’avvento di internet, è divenuto uno strumento d’uso comune e della vita quotidiana. Imparare a usarlo e sapersi muovere bene su internet è molto importante.

L’informatica e l’Italia

In Italia l’informatica non è ancora considearata una materia come le altre. L’informatica andrebbe insegnata a partire dalle scuole elementari. Per fare questo occorrono professori capaci e preparati, che purtroppo in Italia sono carenti. La maggior parte dei professori italiani non ha quasi conoscenze informatiche, che potrebbero dare altresì grandi possibilità di insegnamento in tutte le materie, basti pensare solo alla grande quantità di materiale didattico che si trova gratuitamente online.

Nelle scuole medie Americane oltre 10 anni fa vi erano già laboratori e dopo scuola in cui i ragazzi imparavano ad amministrare reti informatiche. In Italia questi contesti si trovano a fatica oggigiorno nelle università. In Italia l’informatica viene associata, chissà perchè, molto volentieri al marketing e alla comunicazione, che hanno una relazione con essa solo in ambito web. L’informatica può insegnare ai bambini a ragionare, a risolvere i problemi, a lavorare in gruppo, e tutto questo, volendo, senza l’uso dei computer e a costo zero.

L’informatica senza computer

Un gruppo di professori ha creato un’organizzazione no-profit chiamata Computer Science Unplugged, che si occupa proprio di insegnare informatica nelle scuole elementari senza l’utilizzo del computer. Grazie all’aiuto di collaboratori e traduttori il progetto si è ingrandito e ha messo a disposizione manuali in Italiano per insegnare informatica senza computer nelle scuole elementari.

Credo sia un ottimo inizio, che potrà nel tempo abbattere il muro di ignoranza informatica che c’è in Italia.