sesso

Degenerazione dell’atto d’amore

5 novembre 2010 at 15:50
Un ragazzo e una ragazza intenti a fare l'amore

La purezza dell'atto d'amore

Consigli riguardo il sesso e libertà sessuale avvicinano sempre più l’amore alla sua degenerazione: il porno. Gli uomini subiscono pressioni psico-fisico-emotive ogni giorni e piano piano degenerano anch’essi.

Dal fare l’amore al fare sesso

La società di oggi trasforma sempre più gli uomini e le cose naturali, come l’amore, facendoli divenire sempre più simili a delle bestie-umane. È così che fare l’amore, un atto puro, che permette di canalizzare tutto il sentimento che c’è tra due persone in effusioni, sentori e passioni di estrema forza e bellezza subisce la sua prima mutazione. Non si fa più l’amore, ma sesso. Si parla di vita sessuale e ciò che prima era atto a procreare nella massimizzazione dell’atto d’amore, diviene un argomento da rivista scadente. Ci si abitua così a differenziare il fare l’amore dal fare sesso, ignorando che il secondo atto è l’inizio della degenerazione del primo.

Dal fare sesso al porno

Con il trascorrere del tempo e il cambiamento delle società, gli uomini si inebetiscono e la degenerazione continua: fare sesso diventa porno. La condivisione di un atto sessuale esalta ancora la degenerazione di ciò che dovrebbe essere un atto d’amore. Internet permette la diffusione planetaria di porno ghermendo uomini e donne di tutto il mondo in un nuovo turbamento emotivo. Persino coloro che non hanno mai avuto nulla a che fare con il porno subiscono il condizionamento dalla società in cui vivono. Crescono i dubbi introspettivi, le paure, le voglie malsane, le tentazioni, le frustrazioni, la cattiveria, la fornicazione e tutte le degenerazioni che ne conseguono.

Perdita della capacità di discernere l’amore vero dall’atto sessuale

Guide e consigli su come fare godere uomini e donne in ogni modo e con qualunque arteficio sono intesi come libertà sessuale, che ancora una volta vede la degenerazione dell’atto d’amore. L’informazione che potrebbe essere utilizzata per aumentare il piacere del proprio partner fuoriesce completamente da un contesto di amore spirituale e diviene solo piacere carnale, esaltazione dei sensi. Molti ragazzini di oggi crescono senza alcuna cultura e valore riguardo l’amore e l’atto che lo completa fisicamente. Si scambiano piaceri sessuali come favori. Filmano atti sessuali come fossero attori di un film porno. Cresce in loro la cattiveria e la voglia malsana di sesso. La loro persona perde valore e perdono sempre di più la capacità di discernere l’amore vero.

Il turbamento del sesso nello spirito

Diventano uomini labili nello spirito poiché non hanno amore nel cuore. Guarderanno le altre persone solo per capire come potranno tornargli utili a livello sessuale. Non avranno più la capacità di provare emozioni. Le poche che proveranno saranno date da atti sessuali simil porno, che prima o poi li stancheranno. Cercheranno esperienze più estreme, cambiando sesso del partner, il proprio sesso, commettendo atti disgustosi.

Smarriranno la retta via, poiché l’amore non illumina più il loro cammino. Si sentiranno vuoti e cercheranno di rimepirsi con il nulla in un’azione destinata a continuare per sempre. Avranno cercato il piacere e troveranno il dispiacere; al posto dell’esaltazione avranno disperazione e turbamento. Così la degenerazione dell’amore in porno sarà riuscita a trasformare gli uomini, che tutto saranno meno che spiriti capaci di amare e farsi amare.

Speriamo che sia femmina

26 ottobre 2010 at 06:27
Fiocco rosa

Speriamo che sia femmina

Alcuni uomini temono di concepire figli femmine. Il loro timore è dato dalla paura che qualcuno un giorno “se le possa scopare”. Credono che tutti gli uomini ragionino come loro hanno sempre ragionato e ritengano le donne solo oggetti sessuali, come loro le hanno sempre e solo considerate.

La paura di concepire una femmina

Alcuni uomini attendono con terrore uno specifico momento della gravidanza della propria compagna, quello in cui conosceranno il sesso: sarà maschio o sarà femmina? La paura e un’estrema ignoranza li accompagna al solo pensare che la propria progenie possa essere femminile. Perché mai? Per un motivo molto semplice. Hanno vissuto vedendo la donna come oggetto e credono che così come hanno fatto loro, faranno gli altri uomini con le loro figlie. Temono già da ora per la loro verginità. Come padri padroni figli di un nuovo maschilismo, hanno paura di ritrovarsi una figlia zoccola.

Nessuno scopi mia figlia

La loro ignoranza annebbia la loro mente e chiude loro il cuore. Quando gli chiedono di che sesso sarà il figlio che stanno aspettando, rispondono femmina storcendo il naso e smorfiando con la bocca, quasi fosse una sfiga. Questi uomini non hanno mai amato le donne.

Le hanno sempre e solo guardate pensando a come potersele scopare. Ed è così che temono che altri uomini faranno con le loro figlie. Negheranno loro la libertà, anche quella sessuale. Probabilmente non saranno partecipi di nulla che riguardi le loro figlie. La paura di scoprire un giorno che la propria figlia “si sia fatta scopare” da qualcuno annichilisce ogni loro interesse. Tratteranno la loro figlia con un disprezzo nascosto interiormente, quasi fosse una colpa l’essere venuta al mondo femmina.

Non parleranno con loro, non condivideranno interessi, non conosceranno le loro amiche e i loro amici. Quest’ultimi li guarderanno con sospetto, quasi fossero rivali di tempi ormai trascorsi. Tra loro potrebbe esserci qualcuno che abbia in testa la stessa cosa che loro hanno avuto in testa tutta la vita. Non sapranno valorizzare la soggettività delle loro figlie, minandone la sicurezza, la stabilità e la maturità di donne che un giorno saranno.

Se avessi avuto un maschio sarebbe stato meglio

Al contrario se avessero avuto un figlio maschio avrebbero fatto i salti di gioia. Ma più che per la contentezza vera di avere un maschio, avrebbero gioito di non avere avuto “la sfiga” di concepire una femmina. Non ci sranno così problemi, nè pensieri. Forse non vedranno l’ora che il proprio figlio porti a casa qualche conquista femminile e siano le figlie degli altri ad “essere scopate”.

La loro stoltezza e la loro stupidità non gli permetterà di capire che le pressioni che sicuramente faranno su di loro potranno portare i loro figli, nel subconscio, ad avere altre preferenze. Sia mai che si ritrovino un figlio gay, che sarebbe per loro come una maledizione. Quale orrore e quale vergogna al solo pensare di avere un figlio al quale piace leccare il lecca lecca e giocare con due mazze.

Il rapporto che sarà tra padre e figlia

Questi uomini sono lo strascico di un Italia patriarcale, che ha sempre visto il maschio come una forza e una gioia e una femmina come una sconfitta e una disperazione. L’augurio che si può fare a questi uomini è che le loro figlie possano diventare donne vere più di quanto essi non sono stati capaci di essere uomini e padri. Che possano insegnare loro a utilizzare il cervello correttamente e a riaprire il loro cuore. Che la femminilità che le contraddistinguerà possa definitivamente distruggere questi pensieri sessisti figli dell’ignoranza e della cattiveria. Si preparino le loro figlie a una vita più dura rispetto ad altre loro coetanee. A questi uomini urliamo: speriamo che sia femmina!!!.

Problemi e debolezze che ci caratterizzano e ci rendono interessanti

30 marzo 2010 at 06:34

Impegnarsi per trovare il proprio equilibrio è un’azione che oggi non conta quasi più nulla. Cercare di fare credere agli altri che “ci stiamo dentro” e non abbiamo alcun problema sembra essere diventata l’unica ragione di una vita che vita non sarà mai.

Distinguersi dalla massa

Quando avevo circa 13 / 14 anni i miei amici erano presi giorno e notte da un unico pensiero, il sesso, e da un unico obiettivo, fare sesso! Certo, sono sempre stato un pò stranito, ma continuavo a chiedermi il perché di quell’accanimento a riguardo. Come ogni ragazzino avevo i miei momenti di personale piacere, ma il sesso era una cosa che non mi premeva affatto. Probabilmente è stato anche questo a farmi vedere agli occhi dei miei amici come uno con qualche rotella fuori posto. Col passare degli anni i miei discorsi cercavano di fare comprendere loro alcune cose e fondamentalmente le capivano, anche se non lo hanno mai ammesso. È così che mi sono guadagnato molti epiteti di dubbio pregio e dubbioso pensiero.

L’equilibrio di ognuno di noi

Ad oggi sono contento di avere avuto una costante nel distinguermi dalla massa. Credo che avere pensato sempre con la mia testa mi abbia fatto crescere molto più di quanto avrei potuto fare simulando una pecora. Non pensavo a scopare come un riccio quando ero ragazzino, non pensavo alle moto quando ero un pò più grande e le auto non mi sono mai interessate. Ho avuto anche io i miei momenti, ma per fortuna sono stati solo momenti. Le considero soprattutto esperienze dalle quali ho capito cosa andava e cosa non andava in me. Mi sono perso nell’alcol, nella droga, nei piaceri carnali, nel denaro, nell’apparire piuttosto che nell’essere, ma alla fine, continuando comunque a tribolare, ho sempre ritrovato il mio centro, il mio equilibrio.

Quiete e movimento

Oggi giorno subiamo un bombardamento mediatico in grado di sradicare anche le personalità più radicate nel terreno del loro essere. Trovare il proprio spazio ed essere originali in questo mondo non è facile. La paura di restare soli incombe, ma a mio avviso dovrebbe spaventare di più la possibilità di non riuscire ad essere se stessi. Viaggiare per il mondo è oggi considerata la cosa più figa che si possa fare. A sentire taluni sembra quasi che se non viaggi sei uno che non sa nulla, ma soprattutto uno sfigato. È curioso notare poi come queste persone, che tanto hanno viaggiato e tanto conosciuto il mondo, sappiano poco di loro stesse, quasi non si fossero mai conosciute. A mio avviso il viaggio più importante che facciamo è quello dentro di noi. Un viaggio silenzioso ma imponente. Un viaggio da fermi che ci muove sempre. Questo contraddistingue chi è quiete e movimento da chi si muove non sapendo dove sta andando.

D’amore si vive

4 marzo 2010 at 06:03

una coppia si bacia sdraiata

D'amore si vive


I bambini vivono veramente in un mondo speciale, magico direi! Ma non perché vivano le cose in modo infantile, ma perché sanno viverle per ciò che sono, con semplicità, sentimento e purezza.

La mia amica S. Una publisher di facebook di grande rilievo

Domenica pomeriggio, finite alcune cose di lavoro a pc, ho dato un occhiata a facebook per vedere cosa combinava un pò la “community”. Sul profilo della mia amica S. era pubblicato un video che faceva vedere nel suo fermo immagine di presentazione un bimbo dal nero caschetto e folte sopracciglia. Il video non aveva titoli, ma solo alcuni puntini di sospensione. Il commento della mia amica S. era solamente questo: “…no? giusto? (ciomp ciomp)” (guardate il video e capirete).

La purezza dei bambini imbarazza gli adulti

Il video cattura la mia attenzione. Durata: quasi 10 minuti… (vi assicuro che li valgono tutti 🙂 ) mmhhh… un pò lungo per i miei gusti, ma ne faccio partire la visualizzazione e ne rimango subito affascinato! Il video in questione è uno spezzone di un documentario di Silvano Agosti che si intitola “D’amore si vive” (1984) e cerca di fare vedere vari aspetti di amore, tenerezza e sensualità. Quest’ultimo aspetto è messo in risalto assoluto dal ragazzino del video, che parla di sesso, amore e sentimenti con una naturalezza e una purezza senza eguali. La semplicità di un bambino è in grado di imbarazzare un adulto e forse lo fa tornare un pò bambino nuovamente. Il video insegna veramente tanto e il suo ultimo minuto è stato per me molto significativo. Riprende concetti in cui credo da sempre, cioè che i grandi trattano i bambini come non capissero niente, mentre con buona probabilità gli unici a non capire niente sono proprio i grandi.

Minori e loro rapporto con internet, la droga e il sesso

11 febbraio 2010 at 06:18

le due protagoniste del film thirteen

Il film thirteen è uno spaccato d'esempio della vita delle tredicenni


Molte campagne benefiche si impegnao a sensibilizzare i giovani sull’utilizzo di internet. Ma dimenticano spesso di sensibilizzare il loro modo di ragionare e di vivere, che preclude l’uso che fanno del web.

Minori e internet

Il 9 Febbraio 2010 si è celbrata la giornata internazionale alla sensibilizzazione dei minori all’uso di internet. Vari video sul web hanno cercato di fare capire ai minori quali siano i pericoli in cui possono incorrere utilizzando internet con poca testa. Un video molto simpatico e diretto si chiama proprio “Posta con la testa”, dal nome della relativa campagna:

Questo video fa eco ad un altro, un pò più datato, di cui si fecero carico LA7 e Save the Children, facente sempre parte della campagna “Posta con la testa”. Viene qui messa in evidenza l’impossibilità di eliminare dal web immagini caricate magari per gioco. Sono chiari i sentimenti di tormento e impotenza che i giovani in questa situazioni vivono e che possono diventare delle esperienze terribili.

Ciò che ho notato è che i video hanno l’intento di salvaguardare i minori all’utilizzo di internet in ambito sessuale e sentimentale (come si vede in altri video di sicuri in rete). Tutti i video hanno infatti questo sfondo e in particolare questo:

Come navigano e come ragionano i minori

Ben vengano iniziative come questa. Ma ritengo siano minimaliste. Parlando di minori ci si riferisce per lo più a ragazzi dai 13 anni in su, che a mio avviso ridono quando vedono video come questi poiché non ne capiscono il messaggio. A questa iniziativa dovrebbe affiancarsene un’altra dal nome “vivi con la testa” o “ragiona con la testa”. I giovani d’oggi infatti sono un palese esempio di come la società (marcia) si ripercuota sulle frange più deboli della popolazione: i minori. Solo chi vive fra le nuvole infatti ignora che molti minori sono disinibiti sessualmente e fanno uso di droghe. Questo indipendentemente da come utilizzano internet. Ciò che deve essere salvaguardato non è solo il loro modo di navigare, ma anche il loro modo di ragionare e di intendere la vita.