società

La festa al corpo delle donne

8 marzo 2011 at 02:38

Ogni anno le donne festeggiano l’8 marzo. Dimentiche del significato della festa non si accorgono che nel mentre c’è chi fa la festa al corpo delle donne

Il passaggio all’età adulta

2 novembre 2010 at 06:45
Bambino dice ad un adulto che fumare lo rende grande

Come gli adolescenti si credono adulti

La società in cui viviamo ha eliminato ogni passaggio di rito all’età adulta. Gli adolescenti di oggi rimarranno tali anche domani, poiché non consapevoli dell’importanza che hanno. Soprattutto completamente ignari che essere adulti è una scelta e non un passaggio automatico.

Le responsabilità degli adolescenti

In molte culture del mondo è sempre esistito un passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta. Nel mondo occidentale che conosciamo tutto questo è sparito. Oggi solo alcune popolazioni di nicchia, continuano ad avere questo importante passaggio nella vita degli uomini e delle donne. Sebbene non sostenga particolarmente i riti e tutto ciò che gli gira intorno, ritengo che un adolescente debba sentire dentro di se e nella società che lo circonda l’importanza di un passaggio all’età “adulta”. Questo gli permetterebbe di assumersi le sue responsabilità, di diventare veramente grande e di comprendere ciò che gli altri si aspettano da lui.

Diventare adulti è una scelta

Essere adulti è infatti un passaggio, una scelta, un movimento interiore tramite il quale l’uomo sceglie di abbandonare le cose dei “piccoli” e occuparsi delle cose dei grandi. Non è quindi un qualcosa che accade per “magia”, o che a una certa età diviene automatico. È qualcosa che si sceglie di volere fare. Gli stereotipi della nostra società hanno completamente cancellato tutti questi aspetti. Oltre a non avere più alcun passaggio all’età adulta (e di conseguenza a non conferire all’adolescente alcuna consapevolezza di se), abbiamo al contrario ragazzini che si sentono adulti quando ancora puzzano di latte.

I loro comportamenti sono scimmiottamenti degli adulti. Sono così ingannati due volte: la prima perché si ritrovano a sconvolgere completamente la loro vita ritenendo che per essere adulti debbano ad esempio fumare, ostentare ricchezza, libertà sessuale, intelletto che in realtà non hanno ancora affinato e una ceta sicurezza nel muoversi e nel parlare (che li pone a volte in ridicolo); la seconda perché tutti questi atteggiamenti, che copiano ignorantemente, sono attinti da adulti che non sono a loro volta cresciuti. Uomini bambini anch’essi, che non hanno avuto il loro passaggio all’età adulta che li abbia fatti sentire più sicuri di se, che gli abbia dato una certa importanza all’interno della società, che gli abbia conferito maturità e consapevolezza da utilizzare poi nella vita che avrebbero affrontato.

Consapevolezza di se per diventare adulti

Questo dimostra come un adolescente che non riesce a divenire cosciente dell’età e dell’importanza che ha, rimarrà bambino tutta la vita, soffocato da instabilità sentimentali e intelletuali. La nostra società ha forse tolto di proposito un vero passaggio all’età adulta per creare persone più facilmente condizionabili? L’unico passaggio all’età adulta che ci ritroviamo è la maturità scolastica.

Ma possiamo dire che, per come è strutturata la scuola e per come i ragazzini la vivono, questo conferisca loro oltre che un vero senso di appartenenza alla società adulta, un vero sentore di cambiamento all’età adulta? A mio avviso no. Anche perché solo nella nostra società, per come alleviamo i ragazzi, si ritiene che divengano adulti passati i 20 anni. Se la nostra società fosse conscia di se stessa e delle persone dalla quale è composta, un ragazzo di 15 o 16 anni sarebbe già da considerarsi un adulto. Ad oggi invece è un bambinetto impaurito che si guarda intorno sperduto e si veste probabilmente come un pupazzo o pagliaccio per volere mascherare se stesso al mondo dal quale è spaventato.

Istituire in famiglia un passaggio all’età adulta

In assenza di veri passaggi all’età adulta per i ragazzi, consiglio a tutti coloro che hanno un adolescente in famiglia di istituire un vero passaggio all’età adulta. Che si basi su insegnamenti saldi e ben strutturati, certo, ma che gli conferisca anche un sentore e una consapevolezza di essere entrato nel mondo dei grandi. Se ben fatto, questo passaggio, gli conferirà una responsabilità e una partecipazione molto più alte rispetto a qualunque suo coetaneo. Dobbiamo educare i ragazzi a divenire adulti e riporre su di loro le responsabilità che gli competono. Dobbiamo essere i primi ad avere ben chiari in testa quali siano le differenze tra adolescenti e adulti e fornire, per quanto possibile, tutti gli strumenti necessari a coloro che dal primo status si stanno accingendo a passare al secondo.

Coloro che vogliono bene e aiutano gli altri sono destinati a rimanere soli

19 ottobre 2010 at 06:50
Più si vuole bene ai propri amici e più si viene lasciati soli

Più si vuole bene ai propri amici e più si viene lasciati soli

Alcuni uomini tendono ad aiutarne altri. È qualcosa che fa parte della loro persona, non ne possono fare a meno. In cambio ricevono epiteti denigratori e spesso vengono lasciati soli perché troppo si sono insinuati nello spirito altrui.

Rapporti vissuti con superficialità

La maggior parte degli uomini vive i rapporti con gli altri con leggerezza. Prende quello che c’è da prendere, da quello che può dare. Tutto in superficie. Non c’è impegno, non c’è intelletto, non c’è la vera volontà di aiutare le persone che li circondano. Altri uomini invece hanno talmente a cuore le altre persone, che si preoccupano per loro a tal punto da farsi carico dei loro problemi. Si arrovellano la mente durante il giorno per capire come aiutarli, non dormono la notte per trovare una soluzione. Il più delle volte capiscono qual è il problema e cercano il modo più indolore per dirlo ai loro amici e conoscenti.

Chi trova un amico è sempre consapevole di avere trovato un tesoro?

Amare è anche insegnare. Chi ama un amico cerca di insegnargli tutto quello che sa. Non sempre la maturità dei propri conoscenti fa si che questo aiuto sia gradito. Accettare una crititca (costruttiva) e comprendere a pieno un consiglio non sono cose facili e scontate. Molto spesso coloro che tanto si impegnano per i problemi e la vita degli altri vengono mal visti dalla mediocrità del pensiero generalista della massa. Vengono additati come rompi palle, saccenti, egocentrici, superbi, moralisti, perbenisti, buonisti e chissà quanti altri aggettivi poco cortesi e rispettosi.

Maturità e umiltà indispensabili per accettare le critiche e l’aiuto che ci viene regalato

La mancanza di maturità e gli stili di vita odierni, impediscono alla stragrande maggioranza delle persone di comprendere il significato degli aiuti che alcuni amici danno loro. Spesso accade che questi amici riescano a mettere bene in evidenza i comportamenti, le mancanze e l’impegno che si dovrebbe impiegare nella vita per risolvere o accettare i problemi. La reazione a tutto questo è frequentemente un attacco gratuito verso chi mette in evidenza quei lati personali e profondi che si vuole nascondere anche a se stessi. Sarebbe l’occasione in cui prenderne atto, ma si è troppo colpiti e si indossa una maschera per nascondere tutto ciò che fa paura riguardo se stessi, comportandosi come dei veri e propri estranei.

Dimostrare il bene con i fatti

Chi vuole veramente bene agli altri, e lo dimostra con i fatti (poiché la fede senza le opere è morta), viene generalmente abbandonato, lasciato solo. Spesso questo processo avviene dopo che il suo aiuto è andato a buon fine o quando il suo messaggio è stato compreso. Segno evidente che il mondo e coloro che sono del mondo non fanno sconti su niente e verso nessuno, tanto meno verso coloro che vivono nel mondo ma del mondo non sono.

Crediamo di conoscerci ignorando che gli unici a vederci per come siamo realmente sono gli altri

Tendiamo a dimenticare che le altre persone sono le uniche a vederci per come siamo. Ogni nostro amico e conoscente vede uno dei nostri infiniti modi di essere. Senza le altre persone non possiamo vederci se non con uno specchio. Ma questo oggetto non svela le più nascoste emozioni e i sentori più reconditi che sono insinuati nel nostro spirito. Solo quando viviamo in mezzo agli altri e ci relazioniamo con loro mettiamo in evidenza il nostro vero io. Ognuno di noi non può guardarsi da solo, ha bisogno di qualcuno che lo osservi e questo permette di capire che ci siamo, che esistiamo.

Impegno verso coloro che ci vogliono bene

Considerata l’importanza che hanno queste cose, vale la pena abbandonare gli amici che più ci vogliono bene? È indispensabile additarli con epiteti assurdi quando ci fanno arrabbiare mostrandoci i lati di noi stessi che ignoriamo? Invece di arrabbiarci con loro non è forse meglio prestare attenzione a ciò che dicono e con umiltà guardare dentro noi per fare si che il loro aiuto non sia vano? E voi che siete soli, perché troppo avete voluto bene, non disperate. Un giorno avrete la vostra ricompensa e non sarete lasciati mai più soli.

Uomini preoccupati per la calvizie e decadenza del loro spirito

16 maggio 2010 at 06:08
Uomo preoccupato per un capello caduto

Uomo preoccupato per un capello caduto

Gli uomini si preoccupano molto del proprio aspetto fisico e soprattutto della perdita dei capelli. L’impiego di prodotti vari per fermare questa inarrestabile caduta è segno di mancanza di valori veri e della consapevolezza del proprio valore.

Guerra alla calvizie

Durante la mia adolescenza ho subito molto l’influenza delle persone che mi stavano a fianco, come tutti credo. I miei genitori, mia sorella, i miei amici, mi hanno condizionato in molte scelte e molti modi di vivere. Per fortuna ho sempre avuto una buona capacità di discernere le cose e mi è sempre piaciuto fare le “mie” scelte, nonostante tutte le influenze. Ricordo quando cominciai a perdere i primi capelli di come mia sorella sosteneva dovessi prendermene cura. Lozioni, shampoo, intrugli miracolosi e massaggi al cuoio capelluto. Di tutto! Una vera e propria battaglia alla naturale caduta dei capelli!

Scarso impegno nella cura del proprio spirito

L’uomo si ostenta a volere vincere guerre che non è nemmeno in grado di combattere. Ma non è questa la cosa deplorevole. Ciò che più mi dispiace è vedere l’uomo impegnarsi in cose inutili, come volere fermare la calvizie, ma impegnarsi poco e niente nelle cose più importanti della vita. Alcuni uomini trascorrono la vita a cercare di perfezionare l’aspetto esteriore, dimentichi che un giorno invecchieranno e moriranno. Non morirà invece il loro spirito, per il quale però hanno fatto ben poco. Quel giorno si rammaricheranno e rimpiangeranno loro stessi per essersi curati così tanto dei loro capelli in caduta libera e così poco del loro spirito, del loro vero essere.

Il valore di un uomo non risiede nel numero di capelli che gli rimangono in testa

Alcuni uomini non hanno ancora imparato che il loro corpo è bello così com’è: con i suoi disfacimenti e le sue imperfezioni. Questo non vuole dire che non dobbiamo rispettare il nostro corpo, anzi! Ma volere impedire la sua naturale decaduta è una voglia di eterna giovinezza che non può esistere. Ogni uomo invecchia e muore, ed è giusto così. Chi non comprende questo è lontano dal riuscire a comprendersi e capire chi è realmente: il suo essere uomo, il suo percorso di vita e di morte, i trapassi del suo spirito. La non accettazione del corso naturale delle cose crea instabilità emotive, che ci allontanano sempre di più da noi stessi. Chi da valore ai propri capelli a tal punto da non volere che essi cadano ha una stima di se stesso pari a nulla. Pone il suo valore nell’aspetto fisico e nei suoi capelli, ignorando il valore che ha indipendentemente da quanti e quali capelli gli rimangono in testa.

Se un uomo non è conscio del suo valore qual è realmente il suo valore? A mio avviso è tendente al nullo, ma solo perché ancora non è conscio del potenziale che è in lui. Purtroppo questi concetti sono frutto di un percorso che non può essere intrapreso in qualunque momento della vita di un uomo. Quando è ormai istituzionalizzato, conforme alla società e alle sue idee, difficilmente considera questi concetti, soprattutto se farlo mette in discussione tutti gli ideali per i quali ha vissuto una vita intera. Molti riconosco la cosa giusta da fare e il giusto valore delle scelte, ma preferiscono rimanere conformi alla società. Non rischiano così che qualcuno dei loro simili gli dia del matto o possa guardarli in strano modo, quasi facessero parte di una tribù diversa dalla loro.

E così largo alle lozioni per irrobustire il capello, shampoo per impredire la caduta, creme per il cuoio capelluto e altre amenità varie. Mi chiedo se qualcuno sia riuscito mai a impedire ai propri capelli di cadere utilizzando tutti questi impiastri. Di una cosa sono certo! La Guerra che alcuni uomini hanno dichiarato alla calvizie ha fatto sicuramente aumentare i guadagni delle aziende che producono i prodotti per la lotta alla caduta dei capelli!

Stress da ufficio

20 aprile 2010 at 06:00

Chi impazzisce in ufficio viene considerato un matto, ma dobbiamo ricordare che dove c’è una rivolta c’è una causa scatenante.

Vita da ufficio = vita stressata

La vita in ufficio è stressante. Telefonate, pc, stampanti, rumori fastidiosi e insopportabili. Consideriamo poi i rapporti con i colleghi che difficilmente sono dei più gioviali e magari un titolare che proprio non sopportiamo e col quale non riusciamo a parlare. Infine un rapporto con la tecnologia che proprio non va (la tecnologia a volte ha una volontà propria) e magari qualche problemino personale che ci mette sotto stress. Ed ecco che diamo in escandescenze!

Il calvario dell’ufficio

L’ufficio è la nuova catena di montaggio. Il nuovo calvario del nostro secolo. A differenza di chi ci ha preceduto non abbiamo rapporti sociali che ci facciano sentire bene. Non abbiamo prospettive ne sogni. Non abbiamo battaglie da combattere e l’unica battaglia che combattiamo è quella contro la nostra vita, che vorremmo diversa, e noi stessi, che non ci piacciamo per come siamo. Una battaglia che non abbiamo scelto noi ma che ci vede comunque in guerra. Una battaglia che ci è stata imposta dalla società in cui viviamo.

La nostra vita è decisa da altri

Siamo fulminati! Il nostro cervello è imbottito da schemi di vita che non ci appartengono e non ci apparterranno mai. Abbiamo un’idea di uomo, di donna e di società che sono frutto della pubblicità. Siamo contenitori che qualcuno sta riempiendo, contro la nostra volontà e la nostra capacità, con qualcosa che non vogliamo affatto contenere! Se riempi una bottiglia da un litro con un litro e mezzo otterrai per forza uno straripamento! È solo questione di tempo e le acque arriveranno a bagnare i piedi di chi pensava di potere fare con noi ciò che voleva!