società - Pagina 2

Fare lavorare i carcerati in modo che restituiscano un servizio alla società

23 settembre 2009 at 06:08

Carcerati con le mani in mano

Carcerati con le mani in mano che potrebbero lavorare


Riuscire a fare lavorare i carcerati, a fargli restituire un servizio alla società è un obiettivo difficile quanto importante. Alcuni progetti sono iniziati, ora dipende solo dai nostri politici riuscire in un progetto così importante.

Un progetto diffiicle ma molto importante

È sicuramente un tema difficile, complicato e del quale si è parlato tante volte. Sono convinto però ci siano persone in grado di progettare un metodo che funzionerebbe. Probabilmente questi giorni non sono i migliori per trattare l’argomento, visto che il lavoro non ce l’hanno nemmeno le persone che sono fuori dalla prigioni.

Se fatti lavorare i carcerati sarebbero una forza lavoro senza pari e una risorsa senza eguali

Riuscendo a trovare un modello economico funzionale si potrebbe “assegnare” un carcerato a ogni famiglia bisognosa. Il suo stipendio e la sua forza lavoro sarebbero di sostentamento per le famiglie in difficoltà. Ovviamente potrebbero occuparsi dei lavori di pubblica utilità e tanto altro. Così se prima hanno colpito in qualche modo la società le potrebbero rendere un servizio consistente.

Carceri come veri reintegratori nella società

La cosa più importante sarebbe fare funzionare gli istituti carcerari come veri reintegratori nella società. Occorrerebbe insegnare veramente, istruire, fornire delle possibilità, ma questo non avviene nemmeno nelle scuole figuriamoci se la nostra politica potrebbe essere in grado di farlo nelle carceri. Considerando poi che dietro alle carceri c’è il solito giro di soldi che fa gola a tutta la gente marcia che ci governa!

Tempo fa vidi un servizio in cui mostravano come in un carcere del nord i carcerati contribuivano socialmente. Si occupavano di scansionare i documenti dei processi dei tribunali. In Italia infatti ci sono processi con dei documenti da 1000000 di pagine (non ho scritto male, proprio un milione!), immagina cosa può volere dire dovere leggere un documento del genere o trovare un informazione in esso.

La scansione digitale permette così di consultarlo più facilmente e velocemente, quindi con efficienza, cosa che al nostro sistema giuridico manca da sempre. Scansionare i documenti è un lavoro lungo e difficile. A mio avviso sarebbe un buon inizio per fare tornare un servizio alla società da parte dei carcerati! Speriamo solo non gli diano da scansionare il loro di documento procesuale 🙁

Giovani che fanno finta di divertirsi

25 agosto 2009 at 13:13

Alcuni giovani in discoteca

I giovani d'oggi trainati da massa e società fingono di divertirsi


I giovani di oggi sono travolti da una società che piano piano li uccide dentro Eppure la seguono come fosse linfa vitale, ma guardando bene dentro di loro ci si accorge che fingono di divertirsi e vivono un vuoto incolmabile dentro di loro.

La difficoltà di fare mente locale

I giovani che riescono a capire cosa li diverte veramente e cosa gli piace fare sono fortunati. Con l’imbottimento dei media e il contesto della società consumista si tende a omologarsi. Un pò per non rimanere soli e fare parte di un gruppo, un pò perchè è veramente difficile essere originali nel modo di vivere e nei divertimenti. Purtroppo la società non viene di certo incontro ai giovani, che li rende individualisti nel modo di ragionare e singole pedine di una massa ben controllata, alla quale dire cosa comprare e come divertirsi.

Fingere per continuare ad andare avanti

L’orrendo risvolto della medaglia è che molti dei ragazzi di oggi non è che si divertano poi tanto in ciò che fanno, fingono di divertirsi. Questo comportamento li illude di non crearsi così ulteriori problemi. Tendono a credere che la cosa importante sia dare un’immagine vincente, quando in realtà sono pieni di problemi, cosa questa che non vuol di certo dire che si è perdenti. Non è raro infatti tra serate in discoteca, nei pub o quant’altro notare coloro che riescono meglio nella loro folle finzione e coloro invece che si rompono le palle a morte, in una sorta di limbo che non li vede ne contenti di ciò che fanno ne capaci di impegnarsi per trovare la gioia dello stare insieme e la felicità che dovrebbe accoumunare il tempo libero.

Le distanze tra il mondo e il proprio mondo

In questa ruota che gira per anni i ragazzi perdono il cervello per strada, tra strane ideologie e pensieri, senza considerare alcool e droga. La società di oggi sta facendo nascere dei mostri con il cervello morto, che li rende così incapaci di capire il senso della vita, di impegnarsi per trovare la propria felicità e il proprio divertimento e la forza di affrontare i problemi che il vivere quotidiano comporta.

L’artista francese Damien Saez ha riassiunto il concetto di quanto detto in una canzone del 1999: Jeune et con. Nel video che segue, sottotitolato in italiano, esegue una versione acustica della canzone in un programma di Celentano.

A questo link si trova il testo originale della canzone Jeune et con, mentre a questo la traduzione in Italiano.

Il lavoro di oggi distrugge l’uomo

11 agosto 2009 at 15:06

uomo stilizzato trascina il peso del lavoro

Il peso del mondo del lavoro e della relativa società sull'uomo


Il mondo del lavoro nella società odierna distrugge l’uomo dall’interno. Non solo un contesto di fatica fisica, ma mentale e sentimentale. Un malcontento che accomuna milioni di Italiani.

Il lavoro contro l’uomo nella società di oggi

Il lavoro oggi è più di una condanna. Non tanto per la fatica e gli impegni dipendenti dalle varie tipologie di lavoro, ma per il contesto societario in cui è strutturato. Qualsiasi sia il lavoro, il suo luogo, i colleghi e i superiori, i lavoratori vivono un malcontento che li accomuna tutti. Li rode dentro, li isola, gli fa macinare pensieri che portano l’uomo a ragionare contro se stesso e la propria persona.

La gerarchia del lavoro e i rapporti umani

Che lo si guardi dall’alto o dal basso, il mondo del lavoro ha delle grandi problematiche. I dirigenti e i superiori non ascoltano, pensano solo ai fatti loro, a come fare quadrare il loro lavoro e dimenticano l’importanza dei rapporti umani. Non se ne accorgono al momento, ma arriverà un giorno in cui anche loro si guarderanno dentro e si ritroveranno marciti da comportamenti che avrebbero potuto tenere diversamente.

I lavoratori sono mangiati nello spirito, nel corpo e nella mente da un contesto societario fuori ogni logica umana>. Difficoltà nei rapporti con i superiori perchè pare che lavoro e rapporti umani non possano andare d’accordo, difficoltà nei rapporti con i colleghi per via di tutta una serie di contesti societari fuori da ogni logica e ragione.

Uomini nel lavoro, bambini nei rapporti

La mia esperienza personale mi ha portato a vedere tanti luoghi di lavoro, alcuni molto diversi tra loro, ma con delle somiglianze per ciò che viene vissuto da tutti e che mi hanno sempre un pò fatto ridere e un pò sconvolto. C’era sempre la bella ragazza che tutti i “senza cervello” si volevano fare, c’era il ragazzo figo, quello dritto, quello che tutti prendevano come esempio (un bell’esempio di merda a mio avviso), c’era lo sfigato (ho probabilmente ricoperto questo ruolo più volte) che veniva preso in mezzo o guardato come fosse un alieno perchè non si comportava come tutti gli altri. C’erano poi il superiore che tutti odiavano e quello invece altamente stimato, che chissà perchè mi è sempre parso che ogni tanto si scambiassero di ruolo.

Tutto questo mi ricorda un pò la scuola… vuol dire forse che non siamo cresiuti? Siamo ancora dei bambini? Forse si, forse mancano gli uomini in grado di lavorare senza diventare degli stronzi. La fatica porta alla cattiveria e pochi in Italia riescono a gioire del proprio lavoro e della propria fatica. Pochi hanno l’umiltà di lavorare senza impazzire e pochi riescono a non cambiare la propria persona per rientrare meglio in una società di merda, fatta di apparenza e non di essere.

Il mondo delle apparenze

Questa società fa si che molti lavoratori arrivino ogni mattina a lavoro con una sorta di maschera che li rappresenta. Non sono loro, sono ciò che credono di dovere essere, o ciò che gli fa comodo essere per riuscire ad arrivare a fine giornata soffrendo il meno possibile, ma la sofferenza e i problemi se non affrontati li seguiranno sempre, ingrandendosi ogni giorno di più finché non li guarderanno dritti in faccia!

I lavoratori di oggi hanno remore a parlare con i superiori, li temono, quasi non fossero persone ma mostri. Cosa ha portato a questo? Forse comportamenti da mostri invece che da uomini. D’altro canto i superiori tendono a non ascoltare i lavoratori. Generalizzano e li considerano un numero nellla massa invece che individui ben precisi, ognuno con le proprie forze e debolezze. Forse la mancanza di capacità dei dirigenti e superiori di valutare le abilità di ogni individuio ha portato a far credere a ognuno di noi che siamo tutti uguali, che in un certo senso è vero, ma in un altro più profondo no.

Migliorare la propria condizione invece di fuggire

Tutto questo ha portato l’uomo a impazzire per il lavoro, che negli ultimi tempi lo ha seguito a ruota ed è impazzito anch’esso: ritmi sfrenati, corsa a un profitto sempre più grande e sempre meno importanza e salvaguardia all’uomo come persona e come singolo. Così ora molti vivono le ferie come una fuga dal lavoro invece che un periodo di riposo da esso. Purtroppo è una fuga destinata a morire. Molti hanno sentori di cambiamento, desideri di viaggiare e tante idee per la testa. Tutte cose stupende, peccato nascano a cuasa di un malcontento invece che da sole. Perdono così il loro valore, la gioia che portano con se, ciò che significherebbero in condizioni normali, che ormai l’uomo nel mondo del lavoro non vive più.

Ci sono ancora possibilità per sopravvivere a questo pazzo mondo del lavoro. Rimanendo se stessi e parlando ai propri superiori e colleghi quando ce n’è bisogno. Facendo sentire la propria voce e rispettando tutti. Il segreto è una presenza attiva atta a migliorare le cose e non passiva per mantenere il quieto vivere.