studenti

Troppi impegni e hobby mi obbligano a rinunciare a qualche post settimanale

23 novembre 2010 at 06:39
Uomo desolato guarda pile di documenti sulla scrivania

Sommerso dagli impegni mi trovo costretto a rallentare su alcuni fronti

Causa impegni (forse troppi) sono costretto ancora una volta a ridurre i post settimanali, ma conto di aumentarne la qualità e di potere un giorno riprendere a scrivere con il rimo di un tempo.

Rappresentanti di classe e di istituto

1 ottobre 2010 at 10:19
sedie e banchi di una classe superiore

Similitudini tra le elezioni dei rappresentanti di classe e i capi di governo

Popolarità e vanità hanno da sempre caraterizzato le elezioni dei rappresentanti di classe e di istituto. Dietro queste semplici elezioni si nascondono le problematiche di una generazione, che molto somiglia alla classe politica odierna.

I rappresentanti di classe

Durante gli anni delle scuole superiori, vivevo con strani sentori i giorni delle elezioni dei rappresentanti di classe e di istituto. Il rappresentante di classe più meritevole e preparato, è ovvio, non veniva mai eletto. Generalmente era un “secchione” e non aveva grandi amicizie che avrebbero potuto garantirgli un certo numero di voti. Al suo posto veniva eletto il “personaggio” più particolare della classe. Forse il più casinista. Forse anche colui che aveva un certo carisma, ma che in fondo non era poi così interessato a quel ruolo.

I rappresentanti di istituto

Ciò che mi ha sempre stupito e impressionato però, era vedere quanto accadeva circa i rappresentanti di istituto. Osservavo con ammirazione i candidati che solo da come si muovevano a scuola esternavano impegno, passione, determinazione e voglia di fare. Dei ragazzi preparati e intelligenti, che avrebbero voluto fare tanto per migliorare le condizioni di tutti gli studenti, o almeno provarci. Purtroppo, le elezioni le vincevano sempre dei buffi candidati.

Costoro non erano ne intelligenti ne volenterosi, ne avevano particolare interesse circa il ruolo che avrebbero ricoperto. A loro interessava solo la popolarità, e per questa venivano eletti. Avevano innumerevoli conoscenze in tutte le classi e flotte di amici pronti a immolarsi e votare per loro. I voti che ricevevano non era certo consapevoli, ma frutto della loro immagine e di ciò che rappresentavano. Erano fighi! Erano probabilmente un punto di riferimento per le menti e le personalità più deboli. Erano l’oggetto del desiderio delle ragazzine di tutta la scuola. Erano tutto questo ed erano alla fine delle elezioni i rapprsentanti di istituto.

Similitudini tra rappresentanti di istituto e rappresentanti di governo

La popolarità e il condizionamento delle masse funzionava già a scuola. La similitudine alle elezioni politiche è impressionante. Le persone più capaci non sono nemmeno prese in considerazione. Vince chi ha più popolarità e riesce a vendere meglio la propria immagine. Con dispiacere, dopo tanti anni, ho notato come molti di questi ragazzi eletti a furor di popolo si ritrovavano ad affrontare grandi problematiche. Forse per queste motivazioni avevano voglia di salire alla ribalta, indipendentemente dalle capacità che possedevano e il ruolo che ricoprivano. Da ragazzini al centro dell’attenzione delle masse, pronte a divorarli; da grandi, uomini e donne soli che hanno visto scomparire in una nube di fumo tutte le loro conoscenze e la loro popolarità.

Hanno capito tardi la differenza tra essere e apparire e sebbene consapevoli di cosa sia meglio, non sono più in grado di scegliere. Succubi della vanità fin da giovani, continuano il loro percorso attorniandosi di nulla e di persone di poco valore. Basano la loro vita sull’immagine e l’apparenza, e di notte, quando sono soli, piangono se stessi e la loro esistenza. Questo è ciò che rimane ogni qualvolta si sceglie la popolarità a dispetto di ciò che è giusto e veramente valido per noi stessi e per gli altri. Fin da ragazzini occorre umiltà, altresì diverremo arrivisiti senza scrupoli e vuoti come quelli che ci ritroviamo oggi al governo.

La ricerca del lavoro che ci piace

27 agosto 2010 at 06:17
Un uomo cerca lavoro sugli annunci di un giornale

La ricerca del lavoro che ci piace

Molte persone intraprendono un percorso di studi che col tempo capiranno non li porterà dove avrebbero realmente voluto andare. Poche persone sanno fin da giovani che lavoro vogliono fare da grandi.

Che lavoro farai da grande?

Quando siamo piccoli ci viene posta spesso una fatidica domanda: “che lavoro vuoi fare da grande?” L’insegnante a scuola, gli amici dei genitori, i nostri stessi coetanei ci pongono inconsapevolmente di fronte ad una tra le più importanti questioni della vita. Le risposte sono le più disparate: l’astronauta, il dottore, il pompiere, il poliziotto e via dicendo. Non a caso tutti lavori che sono anche giochi per i bambini. Le bambine raggiunte una certa età esprimono un certo interesse per lavori che sembrano renderle più fighe: la parrucchiera e l’estetista vanno per la maggiore. Ricordo quando ero piccolo piccolo che anche io volevo diventare poliziotto o astronauta. Un pò più grandino invece, insieme al mio amico M., volevo diventare veterinario. L’ingenuità dei bambini è amorevole. Una volta cresciuti, purtroppo, la stessa ingenuità diverrà ignoranza.

Fai il lavoro per il quale hai studiato?

È curioso come pochissime persone facciano il lavoro per cui hanno studiato. Io personalmente ne conosco poche. Di queste poi, solo una minima parte è soddisfatta della propria vita lavorativa. Purtroppo si sceglie la scuola superiore ad un’età che non vede ancora consapevolezza nei ragazzi. E purtroppo questa consapevolezza non arriva nemmeno nel momento di dovere scegliere l’università. Facendo così le scelte più disparate avremo tecnici che faranno i commessi, filosofi che saranno commerciali, economisti che diverranno venditori ed elettricisti che apriranno una ditta individuale per nulla inerente ai propri studi.

Gli anni passano e gli interessi cambiano

Certo, molte di queste incongruenze sono date dagli anni che passano e degli interessi che, di conseguenza, cambiano. È molto difficile tenere conto di queste variabili e fare una scelta che esuli da esse. Forse non è impossibile, ma molto raro. Quando ho finito le scuole medie avevo la passione per gli aerei da modellismo ed ero convinto sarei diventato un pilota. Andai in varie scuole della regione per intraprendere questa carriera, disposto anche a trasferirmi. Pensandoci ora mi viene da ridere. Il fato ha voluto che non riuscissi a iscrivermi a causa del numero chiuso e optai così per l’istituto tecnico per geometri, convinto di effettuare poi una conversione di istituto finito il secondo anno. Non finii nemmeno il biennio. Mi ritirai al secondo anno e sarei tornato sui banchi di scuola molti anni più tardi.

Che lavoro vorresti fare?

Discutendo una volta con la mia amica E. circa il lavoro che vorremmo fare ora sono venuti alla luce degli spunti molto interessanti. “Se potessi scegliere ora, che lavoro vorresti fare?” Beh, sarà la mia solita sindrome di Peter Pan, ma sparando alto mi piacerebbe fare l’astronauta! (così mi toglierei anche la curiosità circa gli alieni nello spazio 😛 ). Facendo una scelta più consona alla vita attuale direi che vorrei fare lo scrittore, sebbene al momento non abbia molta esperienza. L’attuale lavoro di web designer che svolgo mi piace molto e mi impegno quotidianamente per interesse e volontà di migliorarmi. Ma l’idea di cambiare non mi dispiacerebbe.

Impegno e sacrificio per riuscire a svolgere il lavoro che ci piace

Molte persone che conosco sarebbero propense al cambiamento, anche se pochi sarebbero poi disposti a impegnarsi per riuscire a trovare una posizione di lavoro più soddisfacente. Alcune volte potere è volere e credo che nel mondo del lavoro questo proverbio trovi grande riscontro. Certo, non bisogna mai dimenticare una certa umiltà lavorativa, soprattutto di questi tempi. Ma impegnandosi si potrà avvicinarsi di più al lavoro che ci piace. Il lavoro occupa una grossa parte della nostra vita e ne condiziona una parte altrettanto grossa. Spendere un pò di tempo e impegno per cercare di ottenere un migliore equilibrio nella vita e soddisfazione dal proprio lavoro sono concetti che vanno presi in considerazione con molta attenzione. Per assurdo il momento migliore per scegliere il proprio lavoro è quando ormai siamo adulti e stiamo già lavorando e tanti altri impegni e stili di vita rendono ancora più difficile questa scelta.

Un ottimo consiglio per le nuove generazioni che dovranno scegliere la scuola che li guiderà poi nel mondo del lavoro viene da un aforisma di Confucio: “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.”

Il clima e l’atmosfera che ci sono nei luoghi in cui viviamo la nostra vita

16 ottobre 2009 at 06:52

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole


Alcuni momenti sono un vero piacere per lo spirito grazie all’atmosfera che portano con se, una vera e propria linfa vitale.

I momenti più piacevoli, quelli più semplici

Il modo in cui spendiamo il nostro tempo lo reputiamo, inconsciamente, positivo o meno non solo in base a ciò che facciamo, ma anche in base al clima e l’atmosfera che c’era in quel momento. Lo si evince dal fatto che molte volte ci divertiamo come matti e passiamo splendide serate pur non facendo nulla di che. Ma l’atmosfera che i componenti della serata riescono a creare ingloba, quasi rivestendo ogni partecipante, di sentori estremamente positivi, che ci sollazzano lo spirito, divertendoci, rincuorandoci, rassicurandoci e lasciandoci una nota estremamente positiva della serata.

Al contrario capita che in serate organizzate per filo e per segno, in cui il divertimento, almeno sulla carta, dovrebbe essere garantito, non si riesca a stabilire quel contatto, quell’atmosfera appunto che dia qualcosa in più ai partecipanti del momento.

L'”essere” sovrastato dal fare

Tendiamo infatti a ritenere importante il dove, il quando e il come e dimentichiamo il chi. Credo i momenti con una buona atmosfera nascano soprattutto quando le persone abbandonano la propria voglia di divertirsi a tutti i costi. Quando lasciano alle proprie spalle la credenza di dovere fare per forza qualcosa per divertirsi, quando si distaccano dalla società. Allora le persone cominciano a sentirsi meglio e i sentori positivi che sono dentro di loro fuoriescono agendo sugli altri, e così di rimando da parte di tutti.

Il clima aziendale bilancia i sentori dello spirito

Ad oggi ne è un evidente segno il mondo del lavoro. Quanto più il clima aziendale è positivo, tanto più il lavoro, oltre al suo gravio specifico, non pesa. Andare ogni giorno al lavoro in un ambiente malsano, pieno d’astio, di persone poco disponibili e superiori con atteggiamenti irascibili e sgodevoli è probabilmente la condanna del mondo moderno occidentale.

Altresì i fortunati che possono andare al lavoro in un luogo che grazie al buon convivio di tutti, all’impegno, alla dedizione, alla propensione di sapere valutare i tempi in cui ridere e scherzare e quelli in cui lavorare sodo, ma con il sorriso sulle labbra, vivranno sicuramente giornate gradevoli al lavoro e il contesto lavorativo non lascerà un malcontento come oggi purtroppo accade spesso.

Il clima scolastico che influenza gli studenti

Anche gli studenti nelle scuole sanno probabilmente di cosa si tratta. Non è tanto la mole di studio che gli si presenta davanti a turbare i giovani studenti, ma la capacità dei professori di sapere creare un giusto clima capace non solo di rasserenare i ragazzi, ma di spronarli allo studio motivandoli a dovere.

Allora l’impegnarsi si trasforma in piacere e le mattine in aula trovano spesso spazi in cui il piacere di imparare e insegnare si mescola divenendo un tuttuno, ma soprattutto aleggia nello spirito di coloro che sanno percepirla una nota veramente piacevole del momento vissuto, in cui la fatica per lo studio che si sta effettuando e il piacere di vivere si mescolano quasi fino a non distinguerli tra loro.

La serenità interiore per il bene di tutti

L’intenzione a creare un buon clima e una piacevole atmosfera dovrebbe essere a mio avviso un impegno da parte di tutti, ma senza forzare le persone e i momenti, altrimenti tutto è vano. Si tratta più di una lettura dei tempi e delle genti che abbiamo a fianco, di un’apertura verso gli altri e un lasciapassare nei nostri confronti. Allora tutto diventa leggero, frizzante, poetico, memorabile, ed è incredibile come tutti sappiano che le cose migliori della vita sono le più semplici, eppure ancora molti si ostinino a cercare un benessere che è più che altro un’imitazione di qualcuno che non gli somiglia e non gli somiglierà mai.

Istituzione, preside, professori e alunni nella scuola pomeridiana e serale Italiana

25 giugno 2009 at 07:44
Studenti lavoratori durante una lezione alla scuola serale

Studenti lavoratori durante una lezione alla scuola serale

La scuola è un’istituzione in difficoltà poichè composta da figure che non comprendono l’importanza del proprio ruolo. Deve inoltre affrontare grandi problemi legati al ministero e all’economia. Il tutto per un servizio che peggiora ogni anno a scapito dell’istruzione nazionale

Tornare a scuola dopo 15 anni di assenza

L’estate scorsa la mia voglia di imparare mi ha portato a una scelta molto combattuta: frequentare la scuola serale! Eh già, quando ero in 2^ superiore, a circa 15 anni, mi ritirai. Una vita scombussolata e incasinata non mi permetteva di continuare gli studi. Così abbandonai l’istituto tecnico per geometri Pacinotti di Bologna.

A Luglio del 2008 mi sono iscritto al Manfredi Tanari di Bologna, la possibilità di seguire corsi pomeridiani e serali è stata determinante nella mia scelta. Obiettivo: imparare a programmare in ambito informatico (oltre a incrementare un pò la mia cultura generale). Il primo anno di transizione mi porta a iscrivermi alla 2^/3^ aziendale a indirizzo informatico.

L’impatto con la scuola serale e le sue strutture

Il ritorno a scuola mi ha eccitato molto, ma l’impatto è stato piuttosto duro! Mi son ritrovato di fronte un mondo che mi aspettavo diverso, completamente diverso. Son consapevole che in Italia ci sono realtà molto più difficili di quella che ho vissuto io, ma la struttura e gli organi scolastici mi hanno lasciato perplesso.

Al messaggio di inizio anno il preside dell’istituto ha trattato l’importanza di consumare pasti, merendine e quant’altro nel bar della scuola. Non si può mica tenere aperto un bar se nessuno consuma! Scherzi a parte, capisco bene che i conti devono tornare, soprattutto nei servizi che si offrono, solo che mi aspettavo mi rimanesse impresso qualcosa di diverso. Forse è colpa mia che non ho saputo afferrare altri concetti…

I laboratori di informatica sono stati la mia curiosità per tutto l’anno. Credo di non avere mai portato a casa più virus e codici malevoli in tutta la mia vita (considerando anche quella che ancora deve venire) di quanto non abbia fatto infilando le mie pendrive su quei computer! Gli studenti perdevano abitualmente i propri dati a causa di pc mal gestiti. Persino all’esame di fine anno qualcuno ha perduto il proprio lavoro per colpa di questi laboratori allo sfascio!

I professori della scuola serale

I professori hanno fatto un ottimo lavoro tutto l’anno, e hanno tutta la mia stima per il loro operato. Alcuni di loro hanno saputo insegnare in maniera impeccabile nei modi, nel programma e nel clima che hanno saputo creare all’interno della classe. In generale però sono rimasto stupito da tante cose, ma forse sono solo un ingenuo.

Ho sentito professori ritenere che nella Bibbia c’è scritto che il mondo finisce alle colonne d’ercole, altri che facevano propaganda politica, altri ancora che infilavano nelle loro lezioni i loro pensieri religiosi facendoli passare come parte della lezione stessa. A volte i professori dimenticano il ruolo che ricoprono e quanto sia importante la loro figura agli occhi degli studenti.

Ho veduto professori portare il proprio malcontento a scuola, alzando la voce per sfogare la propria rabbia. Professori che spesso hanno mancato di rispetto agli alunni, a causa del loro comportamento diretto e indiretto. Non c’è mai stata una vera organizzazione scolastica e molto spesso i professori si sono sentiti piuttosto “liberi” riguardo il loro orario. A volte le lezioni da 45 minuti duravano solamente una ventina di minuti.

Gli studenti della scuola serale

Ovviamente ho qualcosa da rimproverare anche agli studenti, me compreso :-). Molti avevano circa vent’anni, il che non giustifica il loro comportamento, ma forse può essere meglio compreso. Ciò che mi ha stupito è stato vedere come l’attaccamento a voti e diplomino finale abbia portato molti ad avere un comportamento irrispettoso, falso e immorale! Bigliettini, copiature, scopiazzature, suggerimenti, e molto altro. Ho visto alunni fare verifiche con il libro sulle gambe, altri utilizzare il bagno per “ripassare” un attimino, altri ancora che si portavano proprio il compito già fatto da casa!

Le verifiche della scuola serale

Alcune verifiche le ricordo come vere buffonate! Tra queste la verifica di scienze, quasi 100 persone in un’aula che facevano praticamente un compito collettivo. Vista la buffonata e il suggerimento della professoressa: “non copiate tanto do tutti 6!” copiai anche io, macchiando schifosamente la mia prestazione scolastica.

Anche la seconda prova d’esame di fine anno la reputo una buffonata. Professori svogliati già in ferie, professori esterni atti al controllo che dopo un paio d’ore non erano più presenti nella classe. Il sistema scolastico della prova è totalmente da rivedere! C’era la possibilità di portarsi sulla propria pendrive alcune prove già fatte e ogni tipo di appunti e mi permetto di dubitare della buona fede degli alunni!

Quello che ho imparato e quello che ho visto nella scuola pomeridiana e serale Italiana

Quest’anno ho imparato molte cose grazie ai professori che me le hanno insegnate e ai miei compagni di classe con i quali ho condiviso l’anno scolastico. Ciò che ho detto non è per polemizzare ma per invitare tutti a migliorarsi. Dal sistema scolastico al preside, dalle strutture ai professori, per finire con gli stessi studenti che dovrebbero essere i primi a mettere nelle condizioni i professori di fare un buon lavoro.

La scuola serale italiana ha bisogno di molto tempo per riuscire a migliorarsi. La mentalità di professori, studenti e alunni deve aprirsi per riuscire a creare un ambiente in cui la scuola serale serva a formare le persone e non istituzionalizzarle. Ciò che ho veduto è però un’istituzione abbandonata a se stessa.

Ciò che insegna la scuola serale

Finchè i presidi avranno la necessità di fare tornare i conti, i professori vedranno la loro “missione” al pari di un lavoro come tanti altri e gli alunni si crederanno furbi ottenendo voti che non rispecchiano affatto la propria conoscenza e la propria cultura, la scuola serale continuerà a essere un’istituzione che non funziona.

La scuola serale insegna cose che lei stessa non ha ancora imparato. Parla di concetti e valori che non ha ancora appreso. Credo sia questo che porta gli alunni, soprattutto più giovani, ad avere un malcontento nei confronti della scuola (generale). Forse la scuola dovrebbe essere più amica e alleata, che non imperiosa e rigorosa. Allora trasmetterebbe un messaggio diverso: di comunione, di comprensione, di condivisione e finalmente di insegnamento.