uomini - Pagina 4

Padri padroni

14 gennaio 2010 at 06:43
uomo corrucciato che mangia da solo

La solitudine, la rabbia, il nervoso e la dittatura di un padre padrone

Chiamare le persone con il loro nome

4 gennaio 2010 at 06:23

Nomi di persone

Nomi di persone


Il nome delle persone che conosciamo ha un’importanza per noi e per loro che troppo spesso sottovalutiamo. Occorre ridare valore ai nomi per riavvicinare le persone.

L’importanza dei nomi

Troppo spesso lo stile di vita che conduciamo fa si che non ci si chiami più per nome. Che siano soprannomi, abbreviativi o cognomi fatto sta che il nome delle persone non viene pronunciato, benché è con il proprio nome che le persone si riconoscono. Nel nostro inconscio quando pensiamo a noi stessi lo facciamo considerandoci con il nostro nome e null’altro. I soprannomi e abbreviativi tra ragazzini fanno si che cresca tra loro sempre più una sorta di distacco che un giorno non saranno più in grado di sistemare. I cognomi in ambito lavorativo o formale fanno si che si tengano le distanze. Tutto questo contribuisce a tenere sempre più separate le persone e a creare fisime nei soggetti che non si riconoscono per come vengono chiamati.

Il fascino del male

18 dicembre 2009 at 06:34

Dante e Virgilio all'inferno

Dante e Virgilio assistono al fascino del male all'inferno


Il male ha sempre affascinato l’uomo. Nella vita terrena pare offrire di più e con meno fatica. Purtroppo per gli uomini che non gli resistono è tutta un’apparenza.

L’inganno del male

L’uomo tende sempre a cedere al male. Anche coloro che si impegnano per resistergli difficilmente riescono sempre a farlo. È normale, fa parte della natura dell’uomo. L’uomo vede il male come fascinoso. Purtroppo questo è il modo in cui il male si mostra agli uomini, ingannandoli, facendogli vedere illusioni di quella che è realmente la sua natura.

Una scelta fatta con poco impegno

Quando gli uomini devono impersonarsi nel bene o nel male difficilmente scelgono la prima opzione. Si tende a pensare al bene come a un’inferiorità di possibilità nella vita: carità, povertà, giustizia. Si vede il male invece come una sorta di parco divertimenti: soldi, donne, regole infrante. L’uomo tende a credere che se sarà male sarà più forte, mentre se sceglierà il bene farà la figura dello stupido. È così per i bambini e così per gli adulti e forse più per i secondi che non per i primi.

L’uomo tende a trasformarsi in ciò che teme

Il male tenta gli uomini e agli uomini piace farsi tentare. Pochi di loro invece effettuano una scelta consapevole verso il bene, sicuramente una scelta molto più difficile. In realtà gli uomini hanno paura e la loro paura li porta verso il male credendo che li temeranno meno ciò che li spaventa. Si tende ad aggregarsi con chi si ritiene più forte, con chi ci spaventa per autoconvincerci che se facciamo parte delle sue schiere non dovremmo più temerle. Ci si trasforma in mostri per non avere più paura di loro.

Le scelte degli uomini e le loro conseguenze

L’uomo, purtroppo, ha un grande deficit temporale: tende a vedere la vita sulla terra come qualcosa di infinito, ignorando che, come molti altri uomini prima di lui, un giorno il suo corso avrà termine. Sarà in quel momento che le scelte degli uomini verranno soppesate. Mi sono sempre chiesto come sia così facile per gli uomini mettere a confronto una vita terrena, che seppur lunga è comunque breve, con la vita spirituale che sarà per sempre. Ritengo valga la pena impegnarsi non solo per guadagnarsi un posto migliore, ma perchè si ritiene che così sia giusto. Gli uomini dovrebbero fermarsi a pensare, anche solo un paio di secondi, prima di ogni scelta e ricordarsi che un giorno arriverà il momento in cui dovranno dare spiegazione delle loro azioni.

Impegni che ci chiudono in noi stessi e tempo per la nostra crescita emotiva

14 dicembre 2009 at 06:21

orologio e la sua incombente ombra

L'ombra del tempo incide sulla nostra vita e sul nostro essere uomini


I nostri impegni tendono a chiuderci in una sorta di prigione emozionale. Dimentichi di coloro che ci stanno intorno e dell’importanza di osservare il mondo.

Non viviamo solo per gli impegni!

Quando siamo impegnati nel nostro fare (lavoro, studio, hobby, ecc.) siamo talmente presi che tendiamo a chiuderci in noi, così interessati e presi da ciò che dobbiamo portare a termine. Così facendo, senza accorgercene, ci chiudiamo in mura invisibili che piano piano ci estraniano dal mondo esterno. Perdiamo interesse nelle cose che sono al di fuori dei nostri progetti, non ci occupiamo delle persone che ci stanno a fianco, dimentichiamo che abbiamo ancora tante cose da imparare osservando ciò che ci circonda e chi sta intorno a noi.

Il tempo da dedicare alla nostra crescita emotiva

Ogni tanto è importante fermarsi per osservare il mondo e le persone. È importante che ci fermiamo a pensare per non perdere di vista l’obiettivo primario: essere uomini. Ritagliare un pò di tempo per il nostro io è una delle cose più importanti al giorno d’oggi: permetterà non solo di comprenderci meglio, ma di ritrovare il proprio baricentro e di conseguenza capire meglio anche le persone che ci stanno intorno.

Lacune della teoria di Darwin e della capacità di pensare dell’uomo

9 dicembre 2009 at 11:52
evoluzione dell'uomo: dalla scimmia fino all'uomo seduto a computer

Evoluzione errata: dubbie teorie e incapacità dell\’uomo di pensare

La teoria dell’evoluzione di Charles Darwin ha aperto molte porte. Purtroppo ha ritenuto opportuno aprire porte dietro le quali non vi era nulla e riempirle con contenuti e congetture di dubbia verità.

L’incapacità dell’uomo di evolvere la propria conoscenza grazie al pensiero altrui

La teoria dell’evoluzione di Darwin ha sicuramente ampliato la capacità di pensiero delle genti, oltre a dare una nuova visione alla creazione. Purtroppo, come spesso accade, le genti si fermano al pensiero altrui, incapaci di formularne uno loro o di aggiungere qualcosa alle idee appena apprese da altri.

Le lacune della teoria di Darwin

La teoria di Darwin ha molti punti interessanti e probabilmente molte parti di verità, ritengo però sia da ignoranti considerare, come al solito, un argomento così vasto e misterioso, concluso con una teoria, che a oggi ha ormai 150 anni. Occorre ricordare bene, infatti, che si tratta di una teoria e non di fatti verificati. Molte lacune permeano la teoria di Darwin e basta formulare alcuni pensieri e alcune domande per capire che le cose non sono proprio come in detta teoria.

La non somiglianza dell’uomo con la scimmia, l’anello mancante e una razza di troppo

Mi sono sempre chiesto come mai la scienza voglia sostenere che l’uomo discenda dalla scimmia. Innanzitutto gli assomiglia solamente per contesti comprotamentali e non geneticamente. Quest’ultima somiglianza la si ritrova invece nei topi e questo è il motivo per cui gli esperimenti vengono effettuati su cavie e non su scimmie. Vi è sempre un anello mancante nella catena dell’evoluzione che sostiene che l’uomo discende dalla scimmia e ritengo non sia una cosa da poco. Sarebbe come prendere due specie diverse tra loro e dire che sono uguali solo che manca una congiunzione, cioè sostenere la loro similitudine quando in realtà sono diverse.

Va considerato inoltre che tutte le specie che si sono evolute si sono trasformate. Ora se la scienza ritiene che i dinosauri sono gli antenati dei rettili odierni, si evince che i dinosauri si sono evoluti o hanno mutato la loro forma in una nuova razza e di quella vecchia non c’è più traccia. Per quale motivo se questo fenomeno è accaduto per i dinosauri e molte altre specie, non dovrebbe essere accaduto anche per le scimmie? Se si sono evolute nell’uomo come mai ritroviamo ad oggi sia l’uomo che la scimmia? Forse alcune di loro non sono riuscite ad evolvere? Ma la teoria di Darwin parla proprio di selezione naturale, ovvero chi si adatta continua il percorso dell’esistenza, chi no si estingue. Sarebbe singolare ritenere che la scimmia in parte si è adattata rimanendo tale, in parte si è evoluta nell’uomo. Va inoltre tenuto presente il considerevole numero di specie diverse di scimmie che esistono.

Il bisogno dell’uomo dell’infravisione: un’evoluzione mai avvenuta

Altro particolare che mi ha sempre incuriosito è la teoria delle necessità nell’evoluzione. La scienza ci mostra come molti animali abbiano saputo evolversi facendo di necessità virtù, imparando e cambiando non solo i loro modi di fare ma anche il loro corpo (per es. il camaleonte che impara a mimetizzarsi). L’uomo ha sempre avuto bisogno di vedere nel buio, eppure non è mai riuscito a evolvere la sua vista in una sorta di infravisione come molti animali hanno fatto: non solo i felini che vedono piuttosto bene al buio, ma molte altre specie che hanno saputo ampliare i loro sensi. Considerando le capacità del cervello umano rispetto a quello di questi animali la cosa risulta piuttosto misteriosa.

La sostanziale differenza tra ciò che è vero e ciò che si vuole dimostrare tale per forza.

È importante studiare la scienza e cercare di scoprire sempre più cose nuove, ma non bisogna mai dimenticare che alcune cose fanno parte del mistero e altre non avranno mai risposta. Ritengo questi concetti fondamentali per la propria umiltà e la propria intelligenza, che non dovrebbe mai dimenticare la differenza che c’è tra la verità e il volerla dimostrare a forza. Un concetto questo, che la scienza fa fatica ad accettare.