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Domenica in chiesa per sfoggiare il vestito nuovo invece che capire la parola di Dio

9 novembre 2010 at 06:32
Sfilate di moda in chiesa

Sfilate di moda in chiesa

La messa della domenica è una buona occaisone per farsi vanto degli ultimi acquisti in ambito di vestiti. Sfarzo e ostentazione danno vita a vere e proprie sfilate di moda!

La domenica una sfilata di moda non guasta

Ah la domenica! La domenica del pranzo in famiglia. La domenica che si riposa. La domenica del vestito buono (come dicevano i nostri nonni), con il quale si va in chiesa. La domenica di sfarzo e ostentazione della bellezza e della moda; un vero e proprio gala, che in alcune occasioni ha proprio il suo “red carpet”.

Seguire le scritture in teoria

Molti cattolici ignorano che nel loro inconscio vanno in chiesa per fare una comparsata e partecipare a un evento societario, mica per ascoltare la parola di Dio (sempre che ci sia qualcuno in grado di pronunciarla e spiegarla). Nonostante le scritture, coloro che magari non vestono alla moda vengono additati come poveracci e lasciati in disparte: figli di un Dio vestito peggio. In questo si evince come nonostante abbiano l’intenzione o il motto di essere “cristiani”, molti uomini siano in realtà legati alle regole del mondo e della società.

Non preoccuparti di ciò che indosserai

E così ci sono signori incravattati e vestiti tutti per bene. Bambini e bambine che sono lo sfarzo e l’orgoglio materiale dei loro genitori. Ma gli eccessi più grandi si evidenziano tra le donne. Vestiti, trucchi, acconciature, scarpe! Neanche fosse una sfilata di moda. Costoro vestono come modelli e modelle, ignorando quanto detto dal cristo riguardo i vestiti:

Perciò io vi dico: non preoccupatevi troppo del mangiare e del bere che vi servono per vivere, o dei vestiti che vi servono per coprirvi. Non è forse vero che la vita è più importante del cibo e il corpo è più importante del vestito? Dunque, non state a preoccuparvi troppo, dicendo: “Che cosa mangeremo?, che cosa berremo?, come ci vestiremo?”. Sono gli altri, quelli che non conoscono Dio, a cercare sempre tutte queste cose. Il Padre vostro che è in cielo sa che avete bisogno di tutte queste cose. Voi invece cercate prima il regno di Dio e fate la sua volontà: tutto il resto Dio ve lo darà in più. Perciò, non preoccupatevi troppo per il domani: ci pensa lui, il domani, a portare altre pene. Per ogni giorno basta la sua pena.
(Matteo 6,25.31-34)

Maestro insegna, allievo fa. Da chi hanno imparato i cattolici?

Il fatto che sia scritto che sono coloro che non conoscono Dio che si preoccupano di queste cose dovrebbe fare riflettere. Ciò che è più disdicevole credo sia il fatto che non vengano mai ammoniti dal prete che dice messa. Costui è solamente un attore che recita una parte e ancora una volta legge un copione già scritto. Ripete meccanicamente le scritture, probabilmente ignorandone completamente il senso, e non si preoccupa affatto di insegnare qualcosa a coloro che, infine, sono (dovrebbero essere) li per imparare. Del resto non si può sperare che uno che fa del vestito, dell’abbigliamento, dello sfarzo e del vanto la sua forza, insegni ad altri come questo sia un pericolo grande per lo spiritio di un uomo.

Non c’è messa senza sfilata di moda

Le genti andrebbero ammonite! Occorre fare capire a coloro che non capiscono. Bisogna destare coloro che sono inebetiti dalla società e dalle cose che non contano nulla! Credo però che se fosse detto loro qualcosa, essi non riuscirebbero a comprendere. Troppo inseriti nella società e nel contesto cattolico che fa loro comodo. Vedrebbero colui che li ammonisce come un folle, un matto, un indemoniato. Stringerebbero il loro cuore e il loro spirito, ma infine dentro di loro sentirebbero la verità. Forse è per questo che nessuno di coloro che dovrebbe istruirli dice loro niente. Il rischio di rompere il giochino è troppo grande. E se non si potesse più fare nemmeno una sfilata, chi mai continuerebbe ad andare in chiesa?

L’affanno dell’uomo nel tentativo di perfezionare ogni cosa

4 settembre 2009 at 17:27

uomo

L'uomo racchiuso in se con le sue inquietudini


L’uomo trasforma ogni semplice gesto in complicato, affannandosi così ogni giorno di più. Dimentico dei veri valori delle cose si ostina a percorrere una via erronea che non porta e non porterà nulla di fruttuoso.

Il tentativo dell’uomo di perfezionare tutto tranne se stesso

L’uomo tende a perfezionare tutto, dove può sia chiaro, o almeno ci prova. Purtroppo nel suo tentativo di miglioramento tende a complicare le cose. E così imparando a cucinare abbiamo abbinato maestralmente sapori di ogni tipo, perdendo però il piacere e la semplicità del gusto di ogni singolo cibo, trasformando il semplice gesto del mangiare in cucinare.

Dicansi la stessa cosa per il vestire. Un tempo ci si preoccupava di vestirsi per il freddo, ora inivece con il tentativo di perfezionare tutto parliamo di moda e stile. Lo stesso si può dire per tante altre cose. Generalizzando un pò possiamo dire che non abbiamo più soltanto rapporti al fine di riprodurci (con atto di amore) ma soprattutto per godere. Non lavoriamo più per il nostro sostentamento ma soprattutto per guadagnare e comprare cose che fondamentalmente non ci servono. Non viaggiamo più per il solo piacere della scoperta e della conoscenza, ma per vacanza, per riposarci dalle fatiche che noi stessi abbiamo caricato sulle nostre spalle.

Il disinteresse di una vita semplice sostituita da un continuo affannarsi per tutto

Siamo succubi di una società che molti non vogliono, ma che tanti accettano in silenzio. Eppure tante di queste cose stanno scritte da tempo, ma pochi le leggono e di questi ancora meno le comprendono, di questi poi veramente pochi riescono a metterle poi in pratica:
“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?”
Matteo 6,25

“Non affannatevi dunque dicendo: che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini. A ciasun giorno basta la sua pena.
Matteo 6,31

La consapevolezza alla fine dei tempi

Non dimenticare mai che ad oggi l’uomo non sa più chi è, e per questo ogni giorno deve combattere la sua guerra personale per ritrovarsi. L’uomo non vive per se, per il piacere della vita e l’impegno da dedicargli. Vive per la società, per fare funzionare un sistema che non funzionerà mai. Il mondo che funziona ci è già stato mostrato e tutti ne siamo consapevoli. Mancano purtroppo volontà e coraggio, ma quale gioia a vivere veramente liberi e regnanti su questo pazzo mondo! Purtroppo non lo capiremo mai, fino alla fine dei tempi…