vita

Il benessere dell’uomo d’oggi

12 gennaio 2011 at 15:13
Evoluzione dell'uomo con ultimo stadio in fase ciccione

Evoluzione del benessere dell'uomo

Gli estremismi del giorno d’oggi cambiano la mentalità dell’uomo, convincendolo di avere fame quando non ne ha, di dovere vestire in un certo modo per apparire e non per coprirsi, di dovere guadagnare sempre soldi, sebbene non necessiti di comprare nulla.

Semplice e meno è meglio

1 dicembre 2010 at 06:39
Meno per meno uguale più

Meno per meno è uguale a più

Sarà un luogo comune, ma le cose semplici sono sempre le migliori. E sarà forse una concidenza, ma quando si ha meno si ha in realtà di più. Guardiamo al materiale dimenticando spesso il contesto sentimentale e del momento e il suo significato.

La ricerca del lavoro che ci piace

27 agosto 2010 at 06:17
Un uomo cerca lavoro sugli annunci di un giornale

La ricerca del lavoro che ci piace

Molte persone intraprendono un percorso di studi che col tempo capiranno non li porterà dove avrebbero realmente voluto andare. Poche persone sanno fin da giovani che lavoro vogliono fare da grandi.

Che lavoro farai da grande?

Quando siamo piccoli ci viene posta spesso una fatidica domanda: “che lavoro vuoi fare da grande?” L’insegnante a scuola, gli amici dei genitori, i nostri stessi coetanei ci pongono inconsapevolmente di fronte ad una tra le più importanti questioni della vita. Le risposte sono le più disparate: l’astronauta, il dottore, il pompiere, il poliziotto e via dicendo. Non a caso tutti lavori che sono anche giochi per i bambini. Le bambine raggiunte una certa età esprimono un certo interesse per lavori che sembrano renderle più fighe: la parrucchiera e l’estetista vanno per la maggiore. Ricordo quando ero piccolo piccolo che anche io volevo diventare poliziotto o astronauta. Un pò più grandino invece, insieme al mio amico M., volevo diventare veterinario. L’ingenuità dei bambini è amorevole. Una volta cresciuti, purtroppo, la stessa ingenuità diverrà ignoranza.

Fai il lavoro per il quale hai studiato?

È curioso come pochissime persone facciano il lavoro per cui hanno studiato. Io personalmente ne conosco poche. Di queste poi, solo una minima parte è soddisfatta della propria vita lavorativa. Purtroppo si sceglie la scuola superiore ad un’età che non vede ancora consapevolezza nei ragazzi. E purtroppo questa consapevolezza non arriva nemmeno nel momento di dovere scegliere l’università. Facendo così le scelte più disparate avremo tecnici che faranno i commessi, filosofi che saranno commerciali, economisti che diverranno venditori ed elettricisti che apriranno una ditta individuale per nulla inerente ai propri studi.

Gli anni passano e gli interessi cambiano

Certo, molte di queste incongruenze sono date dagli anni che passano e degli interessi che, di conseguenza, cambiano. È molto difficile tenere conto di queste variabili e fare una scelta che esuli da esse. Forse non è impossibile, ma molto raro. Quando ho finito le scuole medie avevo la passione per gli aerei da modellismo ed ero convinto sarei diventato un pilota. Andai in varie scuole della regione per intraprendere questa carriera, disposto anche a trasferirmi. Pensandoci ora mi viene da ridere. Il fato ha voluto che non riuscissi a iscrivermi a causa del numero chiuso e optai così per l’istituto tecnico per geometri, convinto di effettuare poi una conversione di istituto finito il secondo anno. Non finii nemmeno il biennio. Mi ritirai al secondo anno e sarei tornato sui banchi di scuola molti anni più tardi.

Che lavoro vorresti fare?

Discutendo una volta con la mia amica E. circa il lavoro che vorremmo fare ora sono venuti alla luce degli spunti molto interessanti. “Se potessi scegliere ora, che lavoro vorresti fare?” Beh, sarà la mia solita sindrome di Peter Pan, ma sparando alto mi piacerebbe fare l’astronauta! (così mi toglierei anche la curiosità circa gli alieni nello spazio 😛 ). Facendo una scelta più consona alla vita attuale direi che vorrei fare lo scrittore, sebbene al momento non abbia molta esperienza. L’attuale lavoro di web designer che svolgo mi piace molto e mi impegno quotidianamente per interesse e volontà di migliorarmi. Ma l’idea di cambiare non mi dispiacerebbe.

Impegno e sacrificio per riuscire a svolgere il lavoro che ci piace

Molte persone che conosco sarebbero propense al cambiamento, anche se pochi sarebbero poi disposti a impegnarsi per riuscire a trovare una posizione di lavoro più soddisfacente. Alcune volte potere è volere e credo che nel mondo del lavoro questo proverbio trovi grande riscontro. Certo, non bisogna mai dimenticare una certa umiltà lavorativa, soprattutto di questi tempi. Ma impegnandosi si potrà avvicinarsi di più al lavoro che ci piace. Il lavoro occupa una grossa parte della nostra vita e ne condiziona una parte altrettanto grossa. Spendere un pò di tempo e impegno per cercare di ottenere un migliore equilibrio nella vita e soddisfazione dal proprio lavoro sono concetti che vanno presi in considerazione con molta attenzione. Per assurdo il momento migliore per scegliere il proprio lavoro è quando ormai siamo adulti e stiamo già lavorando e tanti altri impegni e stili di vita rendono ancora più difficile questa scelta.

Un ottimo consiglio per le nuove generazioni che dovranno scegliere la scuola che li guiderà poi nel mondo del lavoro viene da un aforisma di Confucio: “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.”

Stili di vita al di sopra delle proprie possibilità economiche

17 agosto 2010 at 06:13

La maggior parte delle persone non è conscia di ciò che avverrà nei prossimi anni a livello economico. Molti giovani continuano a fare la loro vita come nulla fosse; tra vacanze, cene al ristorante, uscite dispendiose e vita di lusso.

Piccoli risparmiatori e grandi sperperatori

Quando frequentavo le scuole elementari ricordo di avere ricevuto dalla cassa di risparmio dell’emilia romagna (se la memoria non mi inganna) un bel bussolotto blu: il mio primo salvadanaio. Ritengo fosse un operazione di marketing per fare si che i piccoli risparmiatori del salvadanaio diventassero poi dei risparmiatori di quella banca, ma l’idea di base era comunque buona: insegnare ai piccoli in cosa consiste il risparmio. Qualcosa non deve avere funzionato però, perché quella generazione, che oggi ha circa 30 anni, non ha la minima idea di cosa sia il risparmio e sperpera anche i denari che non possiede, in barba alle proprie possibilità economiche.

Nuovi nababbi a carico dei genitori

Il pensiero di questa generazione di trentenni è che tutto ciò che si desidera è lecito averlo e non vi si può assolutamente rinunciare. Cinema, cene al ristorante, concerti, vacanze, auto, moto, tecnologia, vestiti e chi più ne ha più ne metta, sono considerati dai più delle cose normali e non un benessere sociale che li fa rientrare in una vera e propria elite di persone. La rinuncia non esiste. La parola sacrificio economico non è compresa, come non sono comprese le proprie possibilità economiche. Non saranno mai risparmiatori. Al contrario, si stanno sviluppando ideologie e pensieri che sostengono sia meglio spendere e spandere finchè lo si può fare, altrimenti che si lavora e si vive a fare. Una certa logica questo pensiero ce l’ha. Se non fosse che chi non riesce a rinunciare a questo stile di vita da nababbi, se lo permette perché mantenuto dai genitori.

Non sono casi isolati quelli in cui i genitori comparno la casa ai figli, o danno una mano consistente al suo acquisto per poi tirare la cinghia. I figli non si preoccupano minimamente di fare economia per restituire i soldi ai genitori e permettere anche a loro una vita dignitosa. Non pensano nemmeno di diventare risparmiatori per fare con i loro figli ciò che i genitori hanno fatto con loro. Semplicemente se ne fregano! Mentre a casa dei genitori si continua a faticare e risparmiare, memori di vecchie abitudini di un’altra generazione, i figli organizzano la vacanza che li attenderà nelle prossime ferie, magari mentre mangiano una pizza ordinata a casa in attesa di un film sulla pay tv.

Sconvolgimenti economici che metteranno a dura prova i giovani e il loro stile di vita

Queste persone vivono al di sopra delle proprie possibilità economiche. Lo possono fare perché qualcuno gliene da l’opprtunità: genitori che hanno saputo dare poco ai figli se non soldi e ideologie economiche. Non è un caso che la generazione di oggi abbia una confusione totale e una vera e propria frustrazione nei confronti del denaro. Verrà presto il giorno in cui si accorgeranno che non solo non potranno vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche, ma dovranno probabilmente vivere al di sotto di esse.

Dovranno diventare dei risparmiatori e sarà per loro un vero e proprio trauma. Avendo basato la loro vita e i loro divertimenti su fattori economici dovranno abituarsi a nuovi stili di vita. Molti non ci riusciranno e riscontreranno veri problemi psicologici, altri se la caveranno, ma non senza grandi fatiche e un impegno costante. Saranno beati coloro che non hanno basato la vita sul denaro e sullo sperpero, perché sapranno ancora divertirsi con poco, ma soprattutto non avranno bisogno di soldi per divertirsi, perché il loro stile di vita elude dal denaro.

Occorrerà tornare a fare il pane e la pasta in casa per riuscire a risparmiare sempre più. Saranno fortunati coloro che potranno coltivare un pezzo di terra dal quale trarre frutta e verdura. Sarà necessario rispolverare vecchi salvadanai perduti, per potere affrontare meglio i momenti di difficoltà. Oggi ci sono ancora grandi possibilità di risparmio, ma pochi se ne sono accorti e per molti, quando se ne accorgeranno, sarà troppo tardi. Sarà difficile discernere tra risparmio e avidità più di quanto non lo sia ora.

Sappiamo bene quante persone si sono perse nello spirito per risparmiare sempre e solo dei soldi. Saranno momenti confusi e difficili, nei quali sarà indispensabile dare al denaro il valore che ha veramente, nulla più. Si avrà un equilibrio sempre precario tra falllimento, perdita della lucidità mentale a favore del denaro e successo ottenuto comunque a stento. I tempi cambieranno. Tu sei pronto ad affrontarli o stai già organizzando le vacanze invernali?

I bambini fanno ciò che vedono

8 giugno 2010 at 06:14

I bambini guardano gli adulti e li imitano, quasi per gioco. Mentre giocano però imparano e apprendono tutto ciò che essi gli insegnano. La consapevolezza degli adulti è fondamentale per l’educazione dei bambini.

L’educazione dei bambini

Il simpatico e temibile vecchietto Myagi di karate kid diceva: “maestro dice, allievo fa”. Sebbene non m piace chiamare nessuno maestro (c’è solo un maestro al mondo), è indiscutibile che l’educazione plasmi i bambini nel carattere e nell’animo. Se mostriamo ai bambini i nostri lati più negativi essi li assorbiranno come spugne assetate. Meglio quindi dissetarli con valori più sani. Educare (dal latino e-ducere) vuole dire tirare fuori e non mettere dentro. È quindi fondamentale rispettare la soggettività, l’intelletto e il carattere del bambino per permettergli di formarsi da sè, sotto la nostra guida. Occorre che i bambini imparino da subito a riconoscere da soli il bene e il male e non a fare uno o l’altro in base a ciò che vedono. Gli adulti devono assisterli in questo percorso, educandoli come meglio possono e spiegandogli più cose possibile.

La paura genera odio

Sabato pomeriggio camminavo in piazza maggiore a Bologna. A un certo punto vedo un papà in bicicletta avventarsi contro suo figlio perché si era allontanato senza chiedere il permesso. La paura ha pervaso l’uomo, che l’ha poi riversata sul piccolo figlioletto. Gli ha urlato contro, lo ha strattonato, gli ha stretto il braccio fino a farlo piangere e urlare. Ho assistito alla scena chiedendomi se sia questa l’educazione dei bambini. Sebbene comprenda la paura del genitore ritengo assolutamente di no.

Quell’uomo ignora che un giorno suo figlio farà altrettanto nei confronti di qualcun’altro. Verrà pervaso dalla paura e sarà da essa schiacciato. Riverserà rabbia e altra paura verso le persone che gli staranno a fianco. Forse anche verso di lui. È molto difficile mantenere la calma quando si è preoccupati, ma è indispensabile per una corretta educazione dei bambini. Questi devono si imparare che allontanarsi dai genitori è pericoloso, ma non avendo paura di allontanarsi da loro per ciò che potrebbero subire. Quando un bambino è impaurito difficilmente presta attenzione. Spera semplicemente che la rabbia che vede nel suo papà finisca quanto prima. Passata la rabbia di suo papà rimarrà in lui semplicemente la paura. E la paura genera odio.

Bambini che insultano gli anziani

L’estate scorsa, invece, ho assistito a una scena più emblematica. Molto simile a ciò che si vede nel video. Dalla finestra della mia camera, nell’appartamento in cui abitavo prima, potevo assistere spesso alle vicende di una signora del palazzo di fronte, che creava continuamente caos nel condominio. Urla, bisticci, minacce, insulti, offese e ogni comportamento malsano si possa immaginare, arrivando spesso vicino la rissa con vari condomini. Questi comportamenti erano all’ordine del giorno. Un pomeriggio questa signora inveiva dal balcone del suo appartamento verso un anziano signore che si godeva il fresco su una sedia in cortile.

Non so quale fosse il motivo del litigio, ma la mia attenzione fu richiamata quando questa apostrofò l’anziano con ogni tipo di offesa: chiamò in causa la moglie morta del povero uomo e diede della zoccola alla giovane nipote. Mentre l’anziano rispondeva comunque a tono, la donna tornava in casa, lasciando la figlia, di circa 8 anni, in terrazza. Questa ha cominciato a offendere l’anziano a sua volta, aggiungendo una certa fantasia negli insulti e colorando il tutto con gestacci di ogni tipo. Uno spettacolo davvero riprovevole. I bambini ci guardano: impegnamoci a fare si che vedano qualcosa che valga la pena di imparare.