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L’emozione di vedere partorire una donna

31 gennaio 2010 at 12:32

Assistere a un parto è un’emozione unica. Un’esperienza che rimane per sempre dentro di noi. Non tutti hanno visto partorire una donna. Vedere nascere un bambino e carpire l’emozioni della madre è qualcosa di indescrivibile.

L’emozione di vedere un parto

Vedere un parto è uno spettacolo emozionante. Ricordo di avere visto i primi parti solo qualche anno fa, grazie a internet. È un percorso che tutti abbiamo vissuto, ma pochi hanno idea di quanto sia stravolgente assistervi. Non occorrono molte parole per descriverlo, basta guardare. Allora grazie a Gaia e ai suoi genitori per questo bellissimo video! (le immagini potrebbero turbare i più impressionabili)

Il fascino del male

18 dicembre 2009 at 06:34

Dante e Virgilio all'inferno

Dante e Virgilio assistono al fascino del male all'inferno


Il male ha sempre affascinato l’uomo. Nella vita terrena pare offrire di più e con meno fatica. Purtroppo per gli uomini che non gli resistono è tutta un’apparenza.

L’inganno del male

L’uomo tende sempre a cedere al male. Anche coloro che si impegnano per resistergli difficilmente riescono sempre a farlo. È normale, fa parte della natura dell’uomo. L’uomo vede il male come fascinoso. Purtroppo questo è il modo in cui il male si mostra agli uomini, ingannandoli, facendogli vedere illusioni di quella che è realmente la sua natura.

Una scelta fatta con poco impegno

Quando gli uomini devono impersonarsi nel bene o nel male difficilmente scelgono la prima opzione. Si tende a pensare al bene come a un’inferiorità di possibilità nella vita: carità, povertà, giustizia. Si vede il male invece come una sorta di parco divertimenti: soldi, donne, regole infrante. L’uomo tende a credere che se sarà male sarà più forte, mentre se sceglierà il bene farà la figura dello stupido. È così per i bambini e così per gli adulti e forse più per i secondi che non per i primi.

L’uomo tende a trasformarsi in ciò che teme

Il male tenta gli uomini e agli uomini piace farsi tentare. Pochi di loro invece effettuano una scelta consapevole verso il bene, sicuramente una scelta molto più difficile. In realtà gli uomini hanno paura e la loro paura li porta verso il male credendo che li temeranno meno ciò che li spaventa. Si tende ad aggregarsi con chi si ritiene più forte, con chi ci spaventa per autoconvincerci che se facciamo parte delle sue schiere non dovremmo più temerle. Ci si trasforma in mostri per non avere più paura di loro.

Le scelte degli uomini e le loro conseguenze

L’uomo, purtroppo, ha un grande deficit temporale: tende a vedere la vita sulla terra come qualcosa di infinito, ignorando che, come molti altri uomini prima di lui, un giorno il suo corso avrà termine. Sarà in quel momento che le scelte degli uomini verranno soppesate. Mi sono sempre chiesto come sia così facile per gli uomini mettere a confronto una vita terrena, che seppur lunga è comunque breve, con la vita spirituale che sarà per sempre. Ritengo valga la pena impegnarsi non solo per guadagnarsi un posto migliore, ma perchè si ritiene che così sia giusto. Gli uomini dovrebbero fermarsi a pensare, anche solo un paio di secondi, prima di ogni scelta e ricordarsi che un giorno arriverà il momento in cui dovranno dare spiegazione delle loro azioni.

Senso e consenso delle emozioni

25 novembre 2009 at 06:45

Bicchiere da birra rotto nella sua parte alta

Un bicchiere che si rompe e la propria introspettività sentimentale


La maggior parte del tempo che spendiamo nella nostra vita passa quasi come fosse scontato. Raramente ci fermiamo a pensare e ancora più raramente pensiamo alle cause e alle reazioni di ciò che ci accade intorno, soprattutto in relazione ai nostri sentimenti.

Ciò che non ti aspetti da una pausa lavorativa

Ieri pomeriggio intorno alle 16 stavo lavorando a pc quando ho deciso che era giunta l’ora di una pausa per potermi gustare una buona tazza di orzo! Lascio la mia scomoda e annoiata postazione a pc e mi dirigo nel mio cucinino. La prima cosa che mi salta all’occhio è la montagna di vettovaglie che si stanno asciugando sullo scolapiatti. Affatto intimorito da questa visione prendo un tegamino e metto a scaldare un pò d’acqua e decido nel mentre di asciugare i piatti.

Dai piatti disposti a mò di tetris a una relazione di filosofia greca

Purtroppo la mia capacità di assemblare i piatti per farli scolare come fossero pezzi del tetris tridimensionale mi porta a dimenticare quali misteriosi incastri io abbia effettuato. Ed è così che tolta una ciotola un pò di fretta, il bicchiere che stava sotto di essa cade rovinosamente e rimbalzando solo una volta si frantuma in vari pezzi. Di primo acchitto mi viene da ridere, in fondo è il primo bicchiere che rompo da quando abito nella mia nuova casa! Ma subito dopo un ricordo mi balza in testa: una relazione di filosofia che l’anno passato presentai a scuola. Pochi secondi ed ecco che mi è chiaro il motivo per cui un bicchiere rotto mi ha fatto tornare in mente una cosa simile: utilizzai proprio l’esempio di un bicchiere che cade per spiegare le ragioni del senso e del consenso.

Ciò che ignoriamo della vita e dei sentimenti

Solo dopo che abbiamo visto cadere il bicchiere, o ne abbiamo sentito il rumore, acconsentiamo che il bicchiere si è rotto. Sembra una banalità, ma pensandoci bene non lo è affatto. La cosa più curiosa è che viviamo tutta la nostra vita in questo modo e non ce ne rendiamo nemmeno conto. Si tende semplicemente a pensare che il bicchiere è caduto e si è rotto, magari lasciandosi andare a qualche parolaccia ben condita e rumorosa. L’invito nascosto di questo post è quello di provare a inserire senso e consenso nella vita di tutti i giorni, magari nei propri sentimenti. Ragionando bene sono convinto che ci si può stupire enormemente di quanto si può capire impegnadosi a vedere le cose in modo alternativo.

Per i più curiosi allego la famigerata relazione di filosofia greca. Per i più sarà probabilmente una noia mortale, ma chissà che non torni utile a qualcuno…

Immedesimarsi negli altri per imparare ciò che una sola vita non può insegnare

23 ottobre 2009 at 06:17

l'unione di due mani colorate forma la terra

Più vite in un unico mondo


Troppo spesso ci soffermiamo a vivere la nostra vita talmente presi da dimenticare di immedesimarci nelle vite altrui. Un esercizio che fa crescere e imparare e che se applicato fino in fondo può rendere veramente pieni e felici.

L’impegno verso gli altri per imparare oltre la propria vita

Una sola vita non basta per imparare tutto ciò che si potrebbe nel contesto di vita gnerale. Ogni essere vivente, ogni luogo, ogni situazione, ogni momento è unico, irripetibile. Chi impara e capisce cose nella propria vita non può imparare ciò che imparano gli altri nella loro. C’è chi vive nell’agio, chi nella fatica, chi disperato, chi felice, chi ignorante, chi pensante, chi maschio e chi femmina. C’è chi vive in questo tempo, chi in altri tempi ha vissuto e soprattutto chi nei tempi che devono ancora venire vivrà.

Indossare abiti diversi per diverse esperienze

Se si vuole imparare tanto dalla vita quindi non basta appoggiarsi solo al bagaglio di esperienze del proprio vissuto. Occorre immedesimarsi negli altri. Immaginare come sarebbero alcune situazioni se vissute vestendo i panni delle altre persone. Pensando a questi scenari si può arrivare a spaziare in situazioni infinite e portarsi a casa così un pò l’esperienza di tutti. Allora la propria vita è vissuta veramente a pieno, poichè non la si vive con il solo vestito che si indossa, ma si comprende come sarebbe viverla con altre vesti. Tutto torna così indietro in un continum che produce nuove esperienze e nuove situazioni a cui pensare. Miglioriamo così noi stessi e la nostra comprensione della vita.

La fede senza le opere è morta

Se a questi risultati di pensiero si riesce poi ad applicare l’azione di un qualcosa che si è imparato davvero si raggiunge l’apice del proprio vissuto.

L’affanno dell’uomo nel tentativo di perfezionare ogni cosa

4 settembre 2009 at 17:27

uomo

L'uomo racchiuso in se con le sue inquietudini


L’uomo trasforma ogni semplice gesto in complicato, affannandosi così ogni giorno di più. Dimentico dei veri valori delle cose si ostina a percorrere una via erronea che non porta e non porterà nulla di fruttuoso.

Il tentativo dell’uomo di perfezionare tutto tranne se stesso

L’uomo tende a perfezionare tutto, dove può sia chiaro, o almeno ci prova. Purtroppo nel suo tentativo di miglioramento tende a complicare le cose. E così imparando a cucinare abbiamo abbinato maestralmente sapori di ogni tipo, perdendo però il piacere e la semplicità del gusto di ogni singolo cibo, trasformando il semplice gesto del mangiare in cucinare.

Dicansi la stessa cosa per il vestire. Un tempo ci si preoccupava di vestirsi per il freddo, ora inivece con il tentativo di perfezionare tutto parliamo di moda e stile. Lo stesso si può dire per tante altre cose. Generalizzando un pò possiamo dire che non abbiamo più soltanto rapporti al fine di riprodurci (con atto di amore) ma soprattutto per godere. Non lavoriamo più per il nostro sostentamento ma soprattutto per guadagnare e comprare cose che fondamentalmente non ci servono. Non viaggiamo più per il solo piacere della scoperta e della conoscenza, ma per vacanza, per riposarci dalle fatiche che noi stessi abbiamo caricato sulle nostre spalle.

Il disinteresse di una vita semplice sostituita da un continuo affannarsi per tutto

Siamo succubi di una società che molti non vogliono, ma che tanti accettano in silenzio. Eppure tante di queste cose stanno scritte da tempo, ma pochi le leggono e di questi ancora meno le comprendono, di questi poi veramente pochi riescono a metterle poi in pratica:
“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?”
Matteo 6,25

“Non affannatevi dunque dicendo: che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini. A ciasun giorno basta la sua pena.
Matteo 6,31

La consapevolezza alla fine dei tempi

Non dimenticare mai che ad oggi l’uomo non sa più chi è, e per questo ogni giorno deve combattere la sua guerra personale per ritrovarsi. L’uomo non vive per se, per il piacere della vita e l’impegno da dedicargli. Vive per la società, per fare funzionare un sistema che non funzionerà mai. Il mondo che funziona ci è già stato mostrato e tutti ne siamo consapevoli. Mancano purtroppo volontà e coraggio, ma quale gioia a vivere veramente liberi e regnanti su questo pazzo mondo! Purtroppo non lo capiremo mai, fino alla fine dei tempi…