Uomini che piangono e uomini che fingono di essere tali
Gli uomini passano la propria giovinezza a cercare di non piangere più per dimostrare di essere uomini. Poi si accorgono di non riuscire più a piangere e di non essere così più uomini.
Uomini e lacrime
Un vero uomo piange o non versa mai una lacrima? Credo di avere risposto a questa domanda in maniera definitiva quando nei militari, dritto in piedi di fronte al capitano di compagnia, con gli occhi pieni di lacrime e il naso colante, esso mi disse: “comportati da uomo! Smetti di piangere!”. Capii allora che per comportarsi da uomo ogni tanto è necessario piangere.
Ciò che è dentro ogni uomo
Il rapporto che gli uomini hanno con le proprie lacrime è molto particolare, credo ne provino vergogna. Ho sentito alcuni amici vantarsi di non piangere da quando avevano 12 anni, altri disperarsi perchè avevano paura di non riuscire più a versare lacrime, sintomo dell’essere incapaci di provare certe emozioni. Ho visto uomini ritenersi tali perchè portavano sul fianco una pistola, altri perchè erano riusciti a diventare sproporzionatamente grossi, altri perchè potevano vantare molte conquiste femminili, altri ancora perchè potevano permettersi di comprare molte cose.
Il tentativo di somigliare a un uomo che non ci somiglia ci allontana dal vero uomo che è in noi
L’idea che un uomo ha di se stesso viaggia a braccetto con l’idea di uomo che propina la società di oggi, ma ancora di più credo dipenda da un qualcosa di atavico presente in ognuno di noi. È come se dovessimo dimostrare di essere qualcuno che in realtà non siamo. Cerchiamo di nascondere le nostre debolezze, segno vero queste del nostro essere uomini. Più cerchiamo di somigliare all’uomo che non ci somiglierà mai e più ci allontaniamo dal vero uomo che è in noi.
Sia chiaro, non è di certo uomo colui che piange sempre e non è in grado di comportarsi veramente come tale, ma non so quanti uomini ho conosciuto che siano capaci di versare il giusto numero di lacrime nei momenti opportuni. Forse con la confusione che abbiamo dentro di noi non tendiamo solo a nascondere le nostre debolezze, ma anche le nostre forze, cosicchè passiamo la vita a non essere mai noi stessi per paura di sembrare troppo deboli o spropositamente forti.
L’uomo e il bambino in ognuno di noi
Un uomo è tale poichè, innanzitutto, non si vergogna di ciò che è. Non piange per nulla, ma per le emozioni che prova e lo dimostra fieramente. La sua forza arriva dal suo animo e sa essere forte quando necessario. Non deve dimostrare niente e non ne sente nemmeno il bisogno. Sa essere uomo e bambino allo stesso tempo, preferendo uno all’altro al momento opportuno.
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Cristina
29 nov, 2009
“Non deve dimostrare niente e non ne sente nemmeno il bisogno. Sa essere uomo e bambino allo stesso tempo, preferendo uno all’altro al momento opportuno”. Bellissima…peccato che gli uomini così si contino sulle dita (di una mano sola oltretutto) e te ne rimangono anche 4, di dita, per fare altro…
Mi ritengo fortunata ad averne incontrato almeno uno 2 anni fa, che anche se non condivide le mie giornate quotidianamente mi ha insegnato tanto.
A volte quando meno te lo aspetti c’e’ qualcuno che ti fa notare che non e’ piu’ in grado di versare una sola lacrima, perche’ questo gli causerebbe talmente tanto dolore che il suo inconscio preferisce far finta di non soffrire…ancora…
Se gli uomini (ehm ehm ehm) di oggi si concentrassero di piu’ sulle donne (e anche quì pero’ ehm ehm ehm) che hanno intorno, magari penserebbero di piu’ alla cosa giusta da dire e da fare piuttosto che all’orario in cui c’e’ meno casino per andare in palestra.
Commentino a favore degli uomini: con le donne di oggi avete ragione anche voi poveretti…avete tutto subito e senza sbattervi…anzi quello lo fate anche troppo presto per i miei gusti!
Gabriele D'Amato
1 dic, 2009
Molto bello il tuo commento cristina. Ritengo oggi giorno ci siano molte persone che preferiscono non piangere autoconvincendosi in inconscio che non hanno più motivo di piangere quando in relatà è solo una forte chiusura per non soffrire ancora una volta e forse di più. La paura poi di non provare più nulla (e credono fermamente che sia così) prende il sopravvento, creando non poche problematiche.
Bisognerebbe sempre ricordarsi che per vedere la luce occorre passare atrraverso le tenebre. Insomma, è inutile rimandare: o si affrontano le proprie paure o prima o poi tornano nuovamente a farci visita. L’unica eccezzione potrebbe essere che ci si ostini così tanto a non prenderle di petto da vivere tutta una vita nella paura.
Ciò che dici circa donne e uomini poi mi vede d’accordi, a oggi credo che entrambi non si impegnino abbastanza per insegnare e imparare l’uno dall’altra.