Stili di vita al di sopra delle proprie possibilità economiche
La maggior parte delle persone non è conscia di ciò che avverrà nei prossimi anni a livello economico. Molti giovani continuano a fare la loro vita come nulla fosse; tra vacanze, cene al ristorante, uscite dispendiose e vita di lusso.
Piccoli risparmiatori e grandi sperperatori
Quando frequentavo le scuole elementari ricordo di avere ricevuto dalla cassa di risparmio dell’emilia romagna (se la memoria non mi inganna) un bel bussolotto blu: il mio primo salvadanaio. Ritengo fosse un operazione di marketing per fare si che i piccoli risparmiatori del salvadanaio diventassero poi dei risparmiatori di quella banca, ma l’idea di base era comunque buona: insegnare ai piccoli in cosa consiste il risparmio. Qualcosa non deve avere funzionato però, perché quella generazione, che oggi ha circa 30 anni, non ha la minima idea di cosa sia il risparmio e sperpera anche i denari che non possiede, in barba alle proprie possibilità economiche.
Nuovi nababbi a carico dei genitori
Il pensiero di questa generazione di trentenni è che tutto ciò che si desidera è lecito averlo e non vi si può assolutamente rinunciare. Cinema, cene al ristorante, concerti, vacanze, auto, moto, tecnologia, vestiti e chi più ne ha più ne metta, sono considerati dai più delle cose normali e non un benessere sociale che li fa rientrare in una vera e propria elite di persone. La rinuncia non esiste. La parola sacrificio economico non è compresa, come non sono comprese le proprie possibilità economiche. Non saranno mai risparmiatori. Al contrario, si stanno sviluppando ideologie e pensieri che sostengono sia meglio spendere e spandere finchè lo si può fare, altrimenti che si lavora e si vive a fare. Una certa logica questo pensiero ce l’ha. Se non fosse che chi non riesce a rinunciare a questo stile di vita da nababbi, se lo permette perché mantenuto dai genitori.
Non sono casi isolati quelli in cui i genitori comparno la casa ai figli, o danno una mano consistente al suo acquisto per poi tirare la cinghia. I figli non si preoccupano minimamente di fare economia per restituire i soldi ai genitori e permettere anche a loro una vita dignitosa. Non pensano nemmeno di diventare risparmiatori per fare con i loro figli ciò che i genitori hanno fatto con loro. Semplicemente se ne fregano! Mentre a casa dei genitori si continua a faticare e risparmiare, memori di vecchie abitudini di un’altra generazione, i figli organizzano la vacanza che li attenderà nelle prossime ferie, magari mentre mangiano una pizza ordinata a casa in attesa di un film sulla pay tv.
Sconvolgimenti economici che metteranno a dura prova i giovani e il loro stile di vita
Queste persone vivono al di sopra delle proprie possibilità economiche. Lo possono fare perché qualcuno gliene da l’opprtunità: genitori che hanno saputo dare poco ai figli se non soldi e ideologie economiche. Non è un caso che la generazione di oggi abbia una confusione totale e una vera e propria frustrazione nei confronti del denaro. Verrà presto il giorno in cui si accorgeranno che non solo non potranno vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche, ma dovranno probabilmente vivere al di sotto di esse.
Dovranno diventare dei risparmiatori e sarà per loro un vero e proprio trauma. Avendo basato la loro vita e i loro divertimenti su fattori economici dovranno abituarsi a nuovi stili di vita. Molti non ci riusciranno e riscontreranno veri problemi psicologici, altri se la caveranno, ma non senza grandi fatiche e un impegno costante. Saranno beati coloro che non hanno basato la vita sul denaro e sullo sperpero, perché sapranno ancora divertirsi con poco, ma soprattutto non avranno bisogno di soldi per divertirsi, perché il loro stile di vita elude dal denaro.
Occorrerà tornare a fare il pane e la pasta in casa per riuscire a risparmiare sempre più. Saranno fortunati coloro che potranno coltivare un pezzo di terra dal quale trarre frutta e verdura. Sarà necessario rispolverare vecchi salvadanai perduti, per potere affrontare meglio i momenti di difficoltà. Oggi ci sono ancora grandi possibilità di risparmio, ma pochi se ne sono accorti e per molti, quando se ne accorgeranno, sarà troppo tardi. Sarà difficile discernere tra risparmio e avidità più di quanto non lo sia ora.
Sappiamo bene quante persone si sono perse nello spirito per risparmiare sempre e solo dei soldi. Saranno momenti confusi e difficili, nei quali sarà indispensabile dare al denaro il valore che ha veramente, nulla più. Si avrà un equilibrio sempre precario tra falllimento, perdita della lucidità mentale a favore del denaro e successo ottenuto comunque a stento. I tempi cambieranno. Tu sei pronto ad affrontarli o stai già organizzando le vacanze invernali?




Realismo
17 ago, 2010
Protezionismo spinto, barriere doganali ferree in modo da impedire che in nome di un distorto liberismo e ingovernata globalizzazione, il livello di civilizzazione e benessere raggiunto nei secoli dall’occidente, venga livellato verso il basso, come media tra chi ha nulla e noi che abbiamo qualcosa. No al dumping sociale. Sì all’orgoglio di una civiltà, quella occidentale, che ha saputo coniugare meglio di tutte le altre, prosperità diffusa, uguaglianza e partecipazione (non nche sia il paradiso ma è meglio del resto del mondo). Se non ci proteggiamo, verremo invasi da disperati (nel mondo oggi sono circa 5 miliardi, gli esseri umani che stanno peggio degli occidentali europei) che diluiranno il nostro benessere. E mi chiedo io: è davvero necessario ciò?
Gabriele D'Amato
21 ago, 2010
A mio avviso occorre partire dal concetto che il mondo sta cambiando. La globalizzazione è un fatto e non si può sperare di fermarla, indipendentemente da quale sia la nostra idea a riguardo. Capisco il tuo pensiero ma non sono d’accordo su quanto dici circa i meriti e le capacità dell’occidente. L’occidente (oggi più che mai) vive molto bene proprio perché si approfitta in ogni modo (dall’economico al geopolitico) dei paesi più poveri.
Se sarà necessario fare arrivare disperati di ogni sorta nei paesi occidentali per creare un equilibrio economico e sociale che sia più equo per tutti, allora ritengo sia questo il da farsi. Ovvio, con tutte le pratiche necessarie inerenti a un così difficile processo di integrazione e sconvolgimento degli stili di vita. In Italia purtroppo per quanto concerne l’integrazione siamo molto indietro non solo al resto del mondo, ma anche a un’idea logica che si ponga di risolvere il problema e non di spostarlo per non volerlo più vedere.
Ponendo l’accento su quanto dici nella tua ultima frase, ritengo sia necessario diluire il benessere in un mondo ormai globale, soprattutto se quel benessere è ottenuto da alcuni privilegiati a discapito di altri più sfortunati e sfruttati.
Prosperità diffusa, uguaglianza e partecipazione? Non sono d’accordo nemmeno su questo. L’europa delle colonie ha di fatto creato lo schiavismo e lo sfruttamento di altre culture e popoli. Come si può dire che abbia sentori di uguaglianza e prosperità un conteninente che dovunque è andato ha portato morte degli uomini e distruzione delle culture?
Togo
11 feb, 2011
Piuttosto che insegnare ai figli a vivere al di sotto delle loro possibilità, dovreste insegnare a cercare modi per far entrare denaro affinchè soddisfino le loro richieste e senza l’aiuto economico di esterni, piuttosto di consigli. Menzioni spesso la parola risparmio, ma non si può con la frugalità essere felici, affrontare spese mediche, comprare la casa.
Gabriele D'Amato
20 feb, 2011
@Togo
Il tuo commento è molto incentrato sul contesto economico, che è proprio il contrario di quanto cercavo di esplicare nel post. A mio avviso i giovani d’oggi vedono come soddisfazione della vita il raggiungimento di un benestare economico che nulla ha a che vedere con le vere gioie della vita. È vero quanto dici circa le bollette e tutto il resto, ed è proprio su quegli argomenti che incentro il post. Ad oggi molti giovani non pensano alle cose di cui tu accenni, ma al solo divertimento: mangiare fuori una o più volte a settimana, cinema, vestiti, ferie, etc…
Questo è ciò che intendevo per vivere al di sopra delle proprie possibilità. Proprio perché non hanno possibilità di comprare casa dovrebbero risparmiare ed effettuare quelle rinuncie che non sono certo la base di una vita felice. Ma pare che oggigiorno i giovani (e non solo loro) riescano a trovare la felicità solo così.
andrea zuccolin
11 lug, 2011
Nessuno ha la palla di cristallo per prevedere il futuro; tuttavia è vero e lo sara’ ancor di più che il rapporto tra popolazione e lavoro è diventato inadeguato agli stili di vita proposti dai media e dalla società in senso lato, e che, essendo stravolti per svariati motivi i codici di comportamento familiari ed etico-sociali, tanta gioventù non ha il “senso” del denaro, il quale altro non è che, spesso e volentieri, “fare i conti della serva”: una volta segnale di praticità economica, oggi oggetto di ludibrio se non vergogna.
Come al solito i ricchi rimarranno ricchi (un discorso a parte meritano i dissoluti) ma lo sfoggio delle loro ricchezze talora si confonderà con le esternazioni di pseudo-agiatezza delle classi medie, le quali s’alzeranno sempre alle sette della mattina per portare a casa pagnotta, companatico e pagare il mutuo della durata di venticinque/trent’anni; quanto ai poveri, ci saranno sempre, ma condurrano apparentemente una vita più brillante dei poveri di quaranta/cinquanta anni orsono grazie alla onnipresente televisione e ad internet che fa sembrare l’intero mondo a portata di mano.
Però, qualcuno che farà una vita sana ed equilibrata rimarrà su questo pianeta….
Gabriele D'Amato
12 lug, 2011
Ciao Andrea,
sono d’accordo con quanto hai scritto. Ritengo molto interessante il contesto relativo ai poveri in relazione a TV e internet. Molto probabilmente sarà un’amara realtà. I poveri non si accorgeranno nemmeno di essere poveri poiché astrarranno la loro vita in TV. Davvero triste.
Giacomo
1 dic, 2011
Ciao,
più che di “vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche”, parlerei di “far finta di essere ricchi”.
La TV (quella italiana, intendo) ci ha imposto come modello di riferimento quello del vip che la mattina va in spiaggia e la sera in discoteca, sfoggiando vestiti di marca, gioielli di lusso, cellulari ipertecnologici e macchine di grossa cilindrata.
Bisogna consumare, consumare, consumare, altrimenti non saremmo parte della massa.
Ormai prevale una mentalità di breve periodo nei giovani italiani. Si vuole essere contenti oggi spendendo a tutto spiano fino ad indebitarsi, tanto il domani non è un problema.
Saranno i nostri figli a pagare i debiti da noi contratti.
Ho 27 anni, e sinceramente avrei voluto nascere 20-30 anni prima, almeno avrei vissuto in un mondo nel quale tutti avremmo avuto qualcosa da conquistare.
Gabriele D'Amato
7 dic, 2011
@Giacomo
concordo su (quasi) tutto ciò che dici. Molto di quanto da te esplicato è ben visibile e comprensibile nei discorsi del film “Fight club” tra il protagonista e la sua proiezione mentale. I mass media ci hanno convinto che saremmo divenuti tutti rock star!
Non convengo molto sulla tua ultima frase. Così come viene detto nel film citato sopra la nostra generazione ha una battaglia spirituale da combattere! 20 30 anni fa a mio avviso non pensavano a molto, soprattutto se hanno permesso che si arrivasse a questo punto.